Si fa un gran parlare di lavoro minorile nei paesi in via di sviluppo, lavoro che serve a far arricchire imprenditori e sfruttare manodopera troppo giovane per poter persino desiderare qualcosa di diverso.
Un lavoro disumano, che purtroppo sembra meno spregevole quando non lo vivi o guardi da vicino, fino a quando gli occhi abituati a guardare altrove non ‘vedono’.
Alex Masi ha guardato sotto la pelle delle concerie Indiane, nel labirinto di edifici fatiscenti e malsani di Jajmau, una zona industriale con un’elevata concentrazione di attività considerate illegali, nei pressi della povera e popolosa Kanpur.
Con ‘Productive Lives’ il giovane fotografo italiano ha mostrato il ‘volto e la pelle’ di un commercio che esporta in tutto il mondo occidentale, sfruttando il lavoro di giovani e bambini che guadagnano non più di sessanta rupie al giorno (1 €) lavorando in condizioni spregevoli.
Tutte cose che sappiamo già anche se il nostro sguardo non le ha mai sfiorate, tutte cose che queste immagini e molte di quelle che troverete nel portfolio di Alex Masi contribuiscono a fissare in modo ‘inequivocabile’ nella nostra memoria.
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