Dopo la serie di “Cars” creata nel 1986 da Andy Warhol per le auto di lusso Daimler, David LaChapelle ha reso omaggio al lusso e alla stravaganza del nuovo brand di Maybach Zeppelin, realizzando un tableaux surreale degno del suo stile per la leggendaria Maybach Zeppelin DS 8 del 1931 e la nuova Maybach Zeppelin in edizione limitata.
Le fotografie presentate in esclusiva all’Art Basel Miami Beach lo scorso 5 dicembre, oltre ad incrementare la collezione d’arte di David LaChapelle, che farà il giro del mondo attraverso gallerie, collezionisti e musei, entrerà anche a far parte della ricca Daimler Art Collection accanto alle opere di Andy Warhol e Jeff Koons. Di seguito il making of.
Maybach Zeppelin di David LaChapelle

diochino85
03 gen 2010 - 11:47 - #1le prime due foto mi piacciono, le altre finte retrò sono a dir poco chich (si scrive così? booh) e inguardabili.
E bhè complimenti per la macchinina… veramente bella, è la macchina perfetta per me, berlina, lussuosa e sportiveggiante.
schwarzkrieg
03 gen 2010 - 14:05 - #2Kitsch??? La Chapelle Kitsch???
Questa è buona… è esagerato, magari odioso e borioso ( e si nota anche dalle foto ) però è un genio, quello che fa anche se può sembrar pacchiano non lo è…
Inoltre per celebrare un modello d’inizio secolo quale ambientazione dovevano usare?
P.S.
La Maybach non è una berlina sportiveggiante, ma bensì una Limousine un po’ troppo opulenta, dato che si tratta di un’auto di 5,7 metri ( o 6,2 metri nella versione a passo lungo ) con un prezzo che sfonda i 400.000 euro.
diochino85
03 gen 2010 - 18:37 - #3chiamala come vuoi ma è una berlina molto lunga, lo so benissimo quanto è lunga dovrebbe essere 6,17 metri la versione lunga e 5,70 quella corta se non sono cambiate e per altro ha n°4 posti a sedere neanche 5, chiamarla limousine mi fa pensare a quelle porcherie di macchine americane lunghe 7 metri che fanno a dir poco schifo!
Nap
04 gen 2010 - 00:49 - #4@schwarzkrieg
Guarda che un artista non deve piacere per forza, soprattutto quando la fama deriva da un buon ufficio stampa, La Chapelle non è assolutamente niente di eccezionale, però sentendolo nominare continuamente, un sacco di gente crede che sia un dio della fotografia, compresi tanti fotografi professionisti.
gmalandra
04 gen 2010 - 08:58 - #5@Nap
Mi hai tolto le parole di bocca! :-)
Lorenzz
04 gen 2010 - 12:39 - #6si è kitsch, ma non vuol dire che non sia un artista si può essere artisti e pure kitsch, le due cose non sono in conflitto.
Met
04 gen 2010 - 21:29 - #7Abbiate pazienza, ma qua è proprio necessaria una riflessione più accurata circa il valore di La Chapelle, ovvero sul merito, non sulle mere opinioni. Anche se devo ammettere una non accuratissima conoscenza di questo artista è abbastanza palese la sua capacità di parlare di temi della contemporaneità in termini intelligenti, dalle fotografie di persone schiacciate da giganteschi panini, o messi sotto vuolto, passando per le sue composizioni volutamente iperbarocche (dove già solo il carattere barocco è un quid in più in quanto a stile), fino alle riprese di antichi quadri virati in direzione di situazioni storiche attuali. Ciò pare sufficiente per affibiargli lo status di artista, dal momento che gente davvero meno capace è in grado di porsi al centro dell’attenzione fondandosi su un’opinione pubblica da mettere alla graticola. Qst discorso tiene al di là un’analisi più approfondita, una concettuale ed il gusto dei singoli: per carità nessuno vuole mettere in dubbio il tanto blasonato “de gustibus” (che ormai è stato fagocitato nel maremagnum del senza valore -ossia è un ideale scomparso), ma se fosse solo una questione di interessi epidermici, come si potrebbero fare dei confronti? Se essi sono possibili allora saranno valide le riflessioni suddette, poi lo stile può piacere oppure no. In ultimo un particolare: forse è meglio aggiornare gli orologi, il kitsch è entrato nell’arte almeno da una cinquantina d’anni, quindi, al di là del fatto se La Chapelle sia un portatore omeno di tale carattere, quando si parla di questioni d’arte bisognerebbe almeno avere la consapevolezza di cosa si sta dicendo.
gmalandra
05 gen 2010 - 10:03 - #8@Met:
Il tuo discorso, anche se un po’ difficile da seguire, è sacrosanto.
Per come intendo io la fotografia (il “de gustibus” di cui parlavi sopra), LaChapelle è un artista che usa la fotografia come mezzo, è un fotografo per necessità espressiva. :-)
Per quanto riguarda il kitsch, direi che dopo cinquanta anni ha stufato un bel po’! Sempre “de gustibus”, eh!