In guerra e in amore con Robert Capa

In guerra e in amore con Robert Capa, tra immagini forti ed emblematiche, perdute e ritrovate, messe in dubbio e in mostra. Tante mostre!

«I hope to stay unemployed as a war photographer till the end of my life»

Robert Capa

Come fotografo di guerra, Robert Capa avrebbe preferito restare disoccupato fino alla fine dei suoi giorni, ma il destino di Endre Ernő Friedmann, nato a Budapest il 22 ottobre 1913 e morto quarantenne su una anti-uomo il 25 maggio 1954, di grandi conflitti ne ha attraversati e fotografati parecchi.

Dopo aver lasciato l'Ungheria militando nel Partito Comunista in conflitto con il governo di destra e la Germania nazista da ungherese di origini ebree, in Francia sceglie lo pseudonimo di Robert Capa, più semplice e affine a quello del Frank Capra del grande schermo. Fotografa la guerra civile spagnola (dal 1936 al 39) e la celebre Morte di un miliziano lealista, oggetto di studi, ammirazione, dubbi e polemiche per anni.

Robert Capa in Spain during the civil war, 1948

Sono i conflitti del mondo i protagonisti di molti suoi scatti celebri, dalla guerra civile in Spagna (ritratto che apre la gallery) e la resistenza cinese di fronte all’invasione del Giappone nel 1938, alla Seconda Guerra Mondiale vissuta e fotografata a Londra, nel Nordafrica, in Italia, con lo sbarco in Normandia dell'esercito alleato e durante la liberazione di Parigi. Anni di guerra lunga e sanguinosa, seguita da quella arabo-israeliana del 1948 e dalla prima guerra d’Indocina nel 1954, dove restò ucciso da una mina antiuomo, scattando la sua ultima fotografia.

Vivere e fotografare conflitti di ogni genere, non ha però impedito a Capa di vivere il grande amore e sodalizio professionale con la Gerta Pohorylle scappata dalla Germania nazista, meglio nota come Gerda Taro, protagonista degli scatti raccolti dal volume "Death in the Making", pubblicato da Robert Capa nel 1938, un anno dopo la scomparsa della Taro, anche lei 'sul campo', schiacciata dai cingoli di un carro armato repubblicano di ritorno dalla Battaglia di Brunete. Scatti in mostra da Parigi alla Atlas Gallery di Londra.

«Se le tue foto non sono abbastanza buone, vuol dire che non sei abbastanza vicino»

Robert Capa

A caratterizzare gli scatti di Capa è lo sguardo capace di raccontare la storia, insieme a tutte quelle di chi l'ha vissuta, restando anonimo, ma protagonista di tante emozioni e riflessioni di perfetti sconosciuti, a tanti anni di distanza.

Un obiettivo in grado di guardare 'così avanti', da fondare con Henri Cartier-Bresson, David "Chim" Seymour, George Rodger e William Vandivert, l'agenzia cooperativa Magnum che continua a custodire e diffondere la preziosa eredità di Capa, attraverso diverse mostre e pubblicazioni.

Mostre collettive come LIFE. I Grandi Fotografi, esposta con circa 150 foto e parecchi sguardi elevati, nel nuovo spazio AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, sino al 4 agosto 2013.

Grandi retrospettive come quella itinerante, arrivata anche al Palazzo Reale di Torino, "La migliore mostra su Capa che abbia mai visto", per il 96enne John Morris, amico di Capa e primo direttore di Magnum Photos.

97 fotografie in bianco e nero per 11 sezioni, dai ritratti di Picasso, Matisse e personaggi famosi, ai celebri scatti di quel D-Day dello sbarco in Normandia coperto per LIFE, che stando alle affermazioni di John Morris in origine comprendeva ben quattro rullini di 35mm che finirono bruciati per errore, fatta eccezione per gli 11 negativi pubblicati dalla rivista.

Una storia di negativi persi per sempre, che probabilmente non bilancia il ritrovamento di quelli persi di vista da Robert Capa nel lontano 1939, ritrovati dal fratello Cornell nel 2007, dopo la rocambolesca avventura intrapresa da The Mexican Suitcase.

Una valigia preziosa, con 126 rullini di negativi della Guerra Civile Spagnola, scattati da Robert Capa, Gerda Taro e David “Chim” Seymour, in seguito, catalogati, digitalizzati e resi consultabili dall’International Centre of Photography di New York, in mostra al MAHJ (Musée d’Art et d’Histoire du judaisme) di Parigi, con un allestimento di Patrick Bouchain.

Segnalazione in aggiornamento

In occasione dei primi 70 anni di Magnum Photos e del festival biennale "Bassano Fotografia 2017. Oltre l’immagine" (16 settembre - 5 novembre 2017), la retrospettiva di Robert Capa torna in mostra al Museo Civico di Bassano, grazie alla collaborazione tra la celebre agenzia, i Musei Civici – Assessorato alla Cultura di Bassano del Grappa, la Casa dei Tre Oci di Venezia e Manfrotto.

Dal 16 settembre 2017 al 22 gennaio 2018, "Robert Capa. Retrospective" torna a riflettere sue sofferenza, caos e crudeltà dei maggiorni conflitti del XX secolo dei quali il fotografo è stato testimone oculare, dalla guerra civile spagnola (1936-1939) alla resistenza della Cina all’invasione giapponese (1938), dalla Seconda guerra mondiale (1941-1945) al primo conflitto arabo-israeliano (1948), fino alla guerra francese in Indocina (1954) che lo ha ucciso con una mina antiuomo. 

Le 97 fotografie in bianco e nero del progetto espositivo curato da Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia, con Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici bassanesi, annoverano anche i ritratti di amici e artisti, come Picasso e Matisse, Hemingway, Faulkner e Ingrid Bergman.

Foto gallery | Robert Capa, Courtesy Getty Images
Foto gallery | Robert Capa. Retrospective © Robert Capa © International Center of Photography/Magnum Photos, Courtesy Tre Oci / Civita Tre Venezie

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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