Maurizio Pignotti, l'intervista all'artista del time lapse

Ho intervistato Maurizio Pignotti, il fotografo civitanovese autore di splendidi time lapse come "Wild Winter"

Intervista a Maurizio Pignotti

Come ho già detto più volte, uno dei generi fotografici più difficili è sicuramente la fotografia di paesaggio. Non tanto per gli aspetti tecnici, comunque tutt'altro che da sottovalutare, ma soprattutto per lo sforzo creativo indispensabile per creare qualcosa di diverso. Realizzare immagini inedite, capaci di lasciare a bocca aperta lo spettatore è un'impresa davvero ardua.

Ma durante la serata inaugurale dell'Another View Photo Festival al Cinema Giometti di Tolentino (MC), il pubblico presente è rimasto realmente meravigliato ed affascinato di fronte allo splendido Wild Winter, un monumentale time lapse realizzato sui Monti Sibillini con un montaggio di circa 11.000 scatti effettuati in circa cinque mesi di riprese.

Dietro questo progetto c'è il civitanovese Maurizio Pignotti, che ho avuto il piacere di conoscere e che ha risposto con disponibilità alle mie domande.


Tre aggettivi per descrivere Maurizio Pignotti?
Perseverante, Ottimista, Visionario.


Come sarebbe la tua vita se non ci fosse la fotografia?
Meno emozionante, la Fotografia mi completa, mette a mio agio lo spirito in una dimensione a me consona, la natura, l'universo, tutto ciò mi circonda nella sua maestosità ed immensità.


Come stai vivendo questo periodo di grandi soddisfazioni dopo la presentazione di "Wild Winter" all’Another View Photo Festival e poi su Buongiorno Regione Marche del TG3?
Lo vivo con grande soddisfazione ed emozione, pur essendo conscio del fatto che tutto ciò è accaduto anche perché c'è uno duro lavoro dietro, fatto con serietà e professionalità. Il video è un completamento del mio modo di fare fotografia, il Time Lapse è fotografia. L'ultimo mese è stato molto intenso per me, molte pubblicazioni su carta stampata, anche all'estero, l'uscita del video proiettato al cinema, poi la diretta in Rai, un susseguirsi di forti emozioni, concentrate in un periodo piuttosto breve. Volevo comunque ringraziare tutto lo staff di Anotherview perché è anche merito di questa manifestazione il successo di Wild Winter, in particolar modo ringrazio il direttore artistico Luca Giustozzi, è stato lui a spingermi a fare il secondo video, poi anche Sergio Serrangeli e Gianluca Bocci, entrambi molto attivi e professionali nell'organizzazione del festival.


Quando hai iniziato a lavorare su "Wild Winter" ti aspettavi tutto questo successo?
Il primo video Blue Mountains aveva dato un successo inaspettato, il secondo Wild Winter pensavo potesse fare altrettanto, ma non in questa dimensione, il successo è stato veramente grande e ne sono rimasto veramente di stucco.


Qual è stato il momento più emozionante ed invece il momento più difficile delle riprese delle oltre 11.000 immagini incluse in "Wild Winter"?
Il momento più difficile è stato durante la ripresa della casetta a 1600 metri di altezza, durante quelle 2 ore circa di scatti sequenziali soffiava un vento di una forza incredibile, si notano infatti delle microvibrazioni in quel tratto di ripresa, in piena notte con temperatura bassissima e luce praticamente assente mi sono ritrovato con dolly, Nikon D3s ed ottica tutto buttato a terra dalla violenza del vento, mi tenevo malapena in piedi, veramente dura quella sera, ho dovuto stringere i denti. Il più emozionante immortalare la cometa Pan Stars come chiusura del video.


Quand'è che hai deciso di dedicarti alla tecnica dei time lapse e qual è stato il momento in cui hai capito che stavi andando nella giusta direzione?
È una tecnica che ho scoperto gradualmente, seguendo i grandi Videomaker americani, Tom Lowe in primis, poi anche alcuni autori Italiani che iniziavano a cimentarsi. È stata più una sfida per me all'inizio, volevo dimostrare a me stesso che ero in grado di farne almeno uno. Dopo l'uscita di Blue Mountains ho capito che la strada intrapresa era quella giusta.


Per realizzare i tuoi lavori usi dei dolly camera motorizzati da te progettati e costruiti: dove hai appreso le nozioni necessarie per farlo?
Sono un tecnico, mi so cimentare nelle cose, ho inventiva, sin da piccolo mi dilettavo nell'autocostruzione di cose, diciamo che sono un creativo. Sinceramente in rete è pieno di progetti per dolly, ma non ne ho seguito nemmeno uno, è veramente una cosa diversa la mia, frutto della mia inventiva, e devo dire vanno anche molto bene, tirare su una Nikon D3s con 14-24mm in verticale è veramete uno sforzo notevole per un dolly, sopratutto se la slitta ha la formazione di continui cristalli di ghiaccio che si insinuano nelle guide e forma ulteriore attrito.


Cosa è più importante per realizzare questo tipo di immagini, l’attrezzatura oppure la tecnica?
Entrambe le cose, l'una va di pari passo con l'altra.


Ci potresti mostrare una delle tante immagini che hai realizzato e raccontarci la sua storia?
Sicuramente l'immagine che desta maggior stupore in tutto il video è lo startrail "in movimento" con le stalattiti. Una ripresa veramente complessa, ho utilizzato una tecnica in 3d con spostamento in parallasse, sono tre riprese reali dallo stesso punto di inquadratura separate, poi unite con tecnica 3d in parallasse.

Intervista a Maurizio Pignotti

Qual è stato il miglior apprezzamento che hai ricevuto per i tuoi lavori?
Il Maestro Mario Dondero presente alla prima nel cinema, si è alzato in piedi, è venuto verso di me a congratularsi e stringermi la mano, veramente una cosa enorme per me.


Tu ti definisci "fotografo di Paesaggi": ma come ti trovi con gli altri generi, come ad esempio il ritratto?
Trovo che sia un'altro mondo, molto interessante, qualche volta mi diletto in questo tipo di Fotografia, ma io devo immergermi nella natura e viverla direttamente in prima linea, non è il mio genere.


Con quale fotocamera hai iniziato a fotografare ed a quale sei rimasto eventualmente più affezionato?
Iniziai con una Pentax ME super a pellicola, amavo quella reflex, compagna di migliaia di scatti, nel frattempo mi sono passate di mano una decina di reflex, ma la Nikon D3s che ho ora tra le mani, è quella che mi dà la possibilità di esprimermi nel modo migliore.

Intervista a Maurizio Pignotti

Infine quali consigli vorrebbe dare a chi volesse realizzare video come i tuoi?
Molta, molta, molta pazienza, perseveranza, gli ostacoli lungo il cammino di un video del genere sono moltissimi, se ci si abbatte alla prima disavventura si rischia di mollare tutto il lavoro a metà strada. Costanza nel livello qualitativo delle riprese, non deve esserci un calo di concentrazione durante i mesi successivi di lavoro. Basi solide della fotografia, conoscenza tecnica e manovrabilità dei Dolly camera, tempi di esposizione ecc, poi conoscenza e padronanza con i software per editing e post produzione, a volte anche molto complessi e potenti.

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