Laptopogram, Clickblog intervista Aditya Mandayam

Aditya Mandayam abita a Fabrica, programmatore, matematico e prima ha lavorato anche come lucidatore di bare.

Sta diventando molto famoso in rete grazie ali suoi Laptopogram. In pratica realizza delle stampe fotografiche partendo da foto mostrate sullo schermo del proprio computer. Abbiamo avuto l'opportunità di fargli un'intervista che vi proponiamo in esclusiva (nel seguito del post un aggiornamento esteso, in inglese).

Come ti è venuto in mente l'idea del laptopogram?
Sono molto pigro ed ero sdraiato al sole quando mi è venuta quest'idea.

Puoi spiegarci come funziona il sistema?
La carta fotografica è sensibile ad ogni tipo di luce. Il tempo ed il tipo di luce che colpisce la carta determina il tipo di immagine.

Un laptopogram si realizza tenendo la carta fotografica contro il monitor ed accendendo lo schermo per qualche secondo. Dopo si sviluppa la stampa nella maniera classica.

Ovviamente non è necessario un portatile. Potete usare una televisione o, per esempio, un iPhone. Qualsiasi tipo di schermo.






Quali sono i vantaggi di un laptopogram?
Questa tecnica permette di fare velocemente delle stampe a partire da qualsiasi immagine digitale: foto, grafica o persino filmati.

Inoltre il tempo per realizzare una stampa è poco.

E viene bene.

Come provare a realizzare un laptopogram in casa (regolazioni monitor, tempi di esposizione, ecc..)?
Il minimo che vi serve sono i reagenti chimici, la carta fotografica ed una stanza buia.

Tutto il resto è variabile.

Ha usato una padella del mio forno per lo sviluppo, una lampadina rossa della mia bicicletta per vedere al buio ed a volte utilizzo il caffè per fare stampe.

Quali consigli daresti per chi ha voglia di provare a realizzare un laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

Come prevedi di migliorare la tecnica del laptogram?
Con la pratica.

Qual è la tua storia come fotografo?
Mi ricordo di aver fatto una foto quando avevo 8 o 9 anni. Ero in sala di fronte e mia mamma sedeva davanti al camino. Questo foto è probabilmente dello stesso periodo. Ho ritrovato il negativo un po' rovinato due anni fa quando sono tornato a casa.

Qualche anno fa ho smesso di sviluppare stampe in camera oscura. Ho scansionato tutti i miei negativi e me li sono autoinviati per posta. I laptopogram sono l'esatto opposto. Faccio le foto digitali e le stampo in analogico. È bello ricominciare.

Ho iniziato a fotografare con il digitale solo recentemente. Ora uso uso la mia fotocamera come un blocco note, facendo foto di tutto. Utilizzo CHDK. I miei pensieri sono condizionati da questa fotocamera. È come avere un memoria in cui puoi scartabellare.

Puoi raccontarci qualcosa dei tuoi esperimenti precedenti?
Mi piace pensare alla fotografia come performance.

Una volta ho fatto delle stampe di caseina e le ho messe su piccoli pezzi di pane. I negativi sono stati sviluppati con la menta. Qualcuno mi aveva detto che l'urina di cavallo era ottima, ma non trovandone in Helsinki ho usato la mia. Andavo in giro ad offrire dei fotobiscotti alle persone. Qualcuno li ha mangiati. Altri prima di mangiarli li osservavano un po'. Il potassio bicromato non fa bene. Non mangiatelo.

Al PKBB in Jakarta ho trovato una vecchia fotocopiatrice Xerox. Il linguaggio indonesiano è piuttosto divertente; 'foto' significa 'foto', 'kopi' significa 'caffè' e 'sus' significa 'latte'. ‘fotokopi’ significa 'fotocopia' e ‘kopisusu’ 'caffèlatte'.

Così ho inventato ‘fotokopisusu’. Ho sviluppato alcuni negativi con il caffenol (carbonato di soda e caffè) ed ho fatto alcune stampe con la caseina (etratta dal latte). Alle persone è stata data la possibilità di usare la Xerox. Alcuni hanno fatto fotocopie delle stampe kopisusu. Altri prendevano le mie stampe e lasciavano quelle della xerox.

A scuola ho chiedevo alle persone di immaginare le fotografie. Per farlo posizionavo una fotocamera immaginaria in una certa posizione e chiedevo di immaginare il possibile risultato. A volte la mettevo sulla mia testa altre sulla mia scarpa. Altre dietro un muro immaginario o nella mia bocca. Mi ricordo di averne parlato con Valentino Braitenberg e lui era molto divertito. È lui che mi ha dato gli occhiali che vedete in copertina. Hanno le lenti polarizzate.

Mi piacerebbe ripetere queste cosa prima o poi.

Quali sono le tecniche che ti piaci ed apprezzi di più nei grandi fotografi?
Il fotografo ungaro-serbo Andrea Palasti mi ha mostrato Moholy-Nagy. Mi è piaciuto. Il periodo fra le guerra è stato bello.

Realizzo le stampe nel mio bagno. Siccome il mio portatile è la sorgente luminosa ho internet nella mia camera oscura. Una cosa nuova.

Qual è la filosofica dietro ai Laptopogram, c'è qualcosa o è solo una scoperta improvvisata? Similitudini con la storia della stampa delle foto?
La memoria è una cosa divertente. Normalmente tengo tutte le pellicole da sviluppare in una borsa tutte mischiate. La settimana scorsa ho sviluppato delle foto che ho fatto due anni fa. È divertente vedere le vecchie foto che hai scattato. Ti suscita così tanti ricordi e sensazioni. A volte non ricordi aver scattato una foto e questo altera i tuoi ricordi del passato. A volte di dici "Ah! Così". Un po' come il filo interdentale.

I primi esperimenti fotografici sono interessanti. Sono degli strumenti antropometrici e solo più tardi diventerà arte. Un laptopogram è una cosa mnemonica, come alcune foto lo sono. È un sistema per ricordare le cose quotidiane.

Come si evolveranno i laptopogram in un anno? C'è qualche ambito dove potrebbero trovare il loro habitat naturale e offrire un'esperienza unica agli appassionati?
Hmm. I laptopogram con le polaroid sono in cima alla mia lista. Non ti servono molti reagenti chimici. Ti serve solo una camera oscura.

Laptopogram di siti, di interfacce del computer, di caselle di posta, di porno e di tutti quegli ambienti che viviamo per otto ore al giorno.

Magari stampe fatte da filmati in riproduzione anziché da immagini statiche.

Ho ricevuto un iPhone ieri. È divertente da usare come un francobollo. È uno scanner perverso.

Ci sono alcuni siti che descrivono lo script che uso come un otturatore virtuale o semplicemente otturatore. È un'analogia errata. Lo script semplicemente accende lo schermo. È un timer. La natura di questa tecnica è di un unire in un singolo oggetto sia il negativo sia la luce.

Quali sono stati i tuoi sentimenti mentre vedevi questo fenomeno espandersi a macchia d'olio sul web in sole 36 ore?
Perplessità. Fabrizio Urettini e Alexandre Saumier-Demers erano come mentre tutto questo succedeva e ci siamo messi a ridere.

Cosa stai facendo ora?
Sto facendo una serie di stampe per Fabrica. Sono le stampe degli screenshot dei desktop di alcuni. Ho scritto ad alcuni di loro di mandarmi via email gli screenshot. Alcuni hanno risposto immediatamente, altri erano timidi, altri hanno risistemato le cose sul loro desktop ed altri ancora hanno detto che non era corretto perché i loro desktop non erano forti. È stato divertente.

Mi piacerebbe fare qualcosa con la galleria XYZ di Fabrizio. Una camera oscura magari, un'attrazione da circo.

Altro?
Alcuni pensano che "arachide+coriandolo=good" sia una formula chimica per lo sviluppo. I volevo dire che mi piacciono le arachidi con il coriandolo, sono saporite.

Risposte in inglese.

How did the idea came to you?
I'm terribly lazy and was lying down in the sun and the idea just came into my head.

Can you explain how the system works?
Photopaper is sensitive to any kind of light. The amount and quality of light, and the time for which you shine light on the paper determine the image.

Laptograms are made by taking a sheet of photo paper, pressing it against the monitor of a computer, and turning on the screen for a little while. After exposing you develop the print in a standard manner.

You dont need a laptop, of course. You can use a television, or an iPhone for example. You can use any kind of screen.

What are the advantages of a laptopogram?
This technique allows me to quickly make prints from any digital image: either photo, or graphics, even movies.

Plus the time period to make a print is smaller.

And it looks good.

How can somebody do a laptopogram at home (screen, calibration, exposure time, etc)?
The minimum you will need is chemicals (for developing and fixing) and photopaper and a dark space.

Everything else is variable.

I used a tray from my forno for developer, red light from my bicicletta for seeing in the dark, sometimes I use coffee to make prints.

What advice would you give to those who want to try out a laptopogram?
Arachide + coriandolo = good.

How do you plan to improve the technique of laptogram?
By practice.

UPDATE: EXTENDED INTERVIEW FOLLOWS

1. What is your history as a photographer?

I remember taking one photo when I was eight or nine. I was in the lounge of our home and my mother sat in front of the fireplace. This photo is perhaps from the same period as well. I found the scratched up negative two years ago when I went home.

A few years ago I stopped making darkroom prints. I scanned all my negatives on drumbeds and emailed myself the files. Laptopograms are the exact inverse; I take photos digitally and print them analogue. Its good to start again.

I started digital photography fairly recently. I now use my camera as a notebook of sorts, taking photos of everything. I put CHDK on it. Now my thoughts are distorted by this camera. Its like having memory you can grep.

2 - Can you tell you more about your previous experiments?

I like thinking of certain kinds of photography-as-performances.

Once I made casein prints and put them on little pieces of bread. The negatives had been developed with mint. Someone told me horse urine was the best toner but I didn't find any horses in Helsinki so I used my own. I then walked around offering these foto-biscotti to people. Some people ate them. Some saw them for a little while, and then ate
them. Potassium bichromate is not good for you. Please don't eat it.

At the PKBB in Jakarta I found an old Xerox machine. Now Bahasa Indonesia is quite fun; 'foto' means 'photo' 'kopi' is 'coffee', and 'susu' is 'milk'. 'fotokopi' is 'photocopy' and 'kopisusu' is 'coffee with milk'.

My performance was called 'fotokopisusu'. I developed some negatives in caffenol (which is coffee with washing soda) and made casein prints (casein extracted from milk). The audience was given the use of the Xerox machine. Some people made photocopies of the kopisusu prints. Some took my prints and left xeroxes behind.

In school I did a piece called 'Aha! Oho!' by asking people to imagine photographs. I would do this by placing an imaginary camera at a certain spot and asking people what they thought of the results. Sometimes I'd place the camera right atop our heads or in my shoe. Sometimes behind imaginary walls or in my mouth. I remember talking to Valentino Braitenberg about imaginary cameras and it was most jolly. He gave me those glasses you see in the picture. They have polarised lenses.

I would like to repeat these performances someday.

Here are two other pieces i did: here on Vimeo. The latter involves a rather lovely pianola roll given to me by Andy Cameron.

3. What are the techniques you enjoyed the most and appreciated in master's works.

The Ungaro-Serbian photographer Andrea Palasti showed me Moholy-Nagy's device. I liked it. The interwar period was good.

I make prints in my bathroom. And since my laptop is my lightsource I had internet in my darkroom. It was new.

4. What is the philosophy behind Laptograms, is ther anything behind it or is it just an impromptu discovery? Similarities and genealogic links with the history of photo printing?

Memory is funny. I usually have a backlog of film to be developed in a bag. Its all mixed. I developed some photos last week that I took two years ago. Its funny seeing old film that you shot. It triggers all these memories and sensations. Sometimes you do not remember taking this photo and this alters your memory of the past. Sometimes you go 'Ah! so.' Its like dental floss.

Early photography is interesting. You see it being used as an anthropometric tool, as an instrument. It becomes artistic later on.

A laptopogram is a mnemonic, as some photos are. It is a sign to remember the quotidian.

5. Where do you see Laptograms evolving in a year? Is there any specific subject where they might find anatural habitat and offer unique experience to the enthusiast?

Hmm. Laptopograms with Polaroid film is top on my list. You dont need any chemicals. You simply need a dark space.

Laptopograms of websites, of computer interfaces, of email inboxes, of internet porn - of these spaces we inhabit for eight hours a day.

Perhaps prints from movies; by playing cinema instead of displaying a static image.

I got hold of an iPhone yesterday. Its fun to use it like a stamp. Its a perverted scanner.

There are some websites which describe the shell script I used as a 'virtual shutter' or a 'shutter'. This is a flawed analogy. The script simply turns on the monitor. It is a timer. The nature of this technique is to 'fold down' the negative and the light source into a single object.

6. What were your feelings while watching this phenomenon grow like wildfire on the web in 36 hours?

Bemusement. Fabrizio Urettini and Alexandre Saumier-Demers were with me while this happened and we laughed.

7. What are you doing now?

I'm doing a series of prints for Fabrica. They are prints of the desktop screenshots of resident Fabricanti. I wrote to some of them and asked them to email me screenshots. Some responded immediately; some were shy; some rearranged things on their desktop; some said it was unfair because their desktops were not cool. It's
been fun.

I might do something with Fabrizio's gallery XYZ. A public darkroom perhaps,a circus sideshow.

8. Anything else?

Some people thought arachide+coriandolo=good was a chemical formula for developer. I meant to say that I like peanuts with coriander, its tasty.

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