Pubblicato da Gianluca Pezzi
Commenti dei lettori
Sony NEX-5 e NEX-3: un approfondimento a qualche giorno dalla presentazione, tentando di dare risposte delle domande ed ai rilievi che ci avete segnalato nei post precedenti.
Partiamo allora dalla caratteristica principe delle due fotocamere: la compattezza. Siamo di fronte alla macchina fotografica digitale con ottiche intercambiabili più piccola e leggera al mondo. Da quanto abbiamo potuto osservare tutti gli sforzi si sono concentrati per arrivare a questo primato, senza però nulla togliere alla qualità delle immagini. Un semplice esercizio di stile da parte degli ingegneri Sony o qualcosa di più? Di sicuro la ricerca al record di miniaturizzazione ha avuto il suo “peso”, se ci concedete il gioco di parole. Le NEX rimangono le più piccole e leggere sia come corpo macchina singolo, sia dopo l’alloggiamento della batteria e degli obiettivi. Questa corsa al “ribasso” ha comportato la non presenza dello stabilizzatore, presente sugli obiettivi, e l’offerta del mirino come accessorio separato. Sacrificato sull’altare del record anche il controverso flash esterno con connettore proprietario che, seppure fornito in dotazione, risulta essere un corpo quasi “estraneo” alla macchina stessa, come avete già avuto occasione di commentare nei post precedenti.
Detto questo, il primo contatto con una fotocamera del genere è di sincero stupore. Piccola, leggera, ma solida al tatto. Le uniche “sporgenze” vere sono il comando on/off, la ghiera ed il pulsante di scatto. Gli altri pulsanti sono incavati e sono allo stesso livello della superficie. Viene inevitabile il tentativo di soppesarla un po’. Possibile sia così leggera? E i kg della reflex che mi porto a spasso che fine hanno fatto? Primo dato: le NEX-5 e NEX-3, a differenza dei modelli DSLR convenzionali, sono “mirrorless”, ovvero senza specchio. Non si tratta ovviamente di una novità assoluta: avevamo affrontato l’argomento mirrorless proprio qualche settimana fa. Questo consente di ridurre lo spessore del corpo macchina, nel punto più sottile, a 24,2 mm nella NEX-5 ed a 25,4 mm nella NEX-3. Tra l’altro come avrete capito, le differenze tra i due modelli si misurano proprio in decimi di millimetro. La NEX-5, rispetto alla NEX-3, ha il corpo macchina in lega di magnesio, robusto ma dal peso contenuto. Dal canto suo la NEX-3 è proposta in tre versioni colorate, in policarbonato. Per tutte e due il display è un XtraFine LC con tecnologia TrueBlack, da 7,5 cm (3”) orientabile.
Il cuore delle due macchine è il sensore CMOS Exmor™ APS-C HD da 14,2 megapixel effettivi di risoluzione, lo stesso dell’Alpha 550. Molto più grande dei sensori che si trovano nelle normali fotocamere digitali compatte, assicura bassissimi livelli di rumore. La qualità delle foto e dei filmati è ulteriormente migliorata dal processore BIONZ, che assicura elevata velocità di scatto, insieme a una rapida e precisa messa a fuoco automatica e un ritardo di scatto minimo dell’otturatore. Entrambe le fotocamere consentono inoltre di catturare scene in rapido movimento, realizzando una sequenza di scatti a piena risoluzione con velocità fino a 7 fps (con impostazione AF/AE fissa dal primo frame). Si fanno notare i 25 punti di messa a fuoco a contrasto. Il range Iso è di 200-12800, con una rumorosità più bassa rispetto ai modelli della concorrenza.

Cosa significa NEX? Si tratta dell’acronimo New E-mount eXperience. Se l’A-Mount era un’eredità di Konica Minolta, ora si vuole creare un nuovo standard per questo tipo di compatte. “E” come E-ighteen, ovvero distanza tra l’ottica ed il sensore: 18 mm. L’offerta in questo momento è di tre ottiche: 16mm F2,8, 18-55 mm F/3,5-5,6 ed il 18-200mm F/3,5-6,3. Gli ultimi due sono dotati di stabilizzatore Optical SteadyShot, lo stesso usato per le Handycam. La compatibilità con le ottiche Sony Alpha è garantita tramite adattatore opzionale; in questo caso c’è però da segnalare che l’autofocus non funzionerà.
Sul fronte supporti di memoria arriva il dual card slot: finalmente non più solo MemoryStick proprietarie Sony ma anche le più diffuse SD. Degna di nota vibrazione Anti-Dust allo spegnimento, per rimuovere la polvere.
Veniamo quindi al funzionamento. I menù sono rapidi ed intuitivi. Per i meno esperti sono presenti consigli all’interno dello stesso menù, ma forse i più preferirebbero riuscire a personalizzare quale tipo di controllo visualizzare per primo. Interessante è la ghiera che permette di cambiare focale e velocità di scatto: si tratta di una funzione meccanica e non digitale. La ghiera è fisica ma la visualizzazione è grafica. Questo permette a chi si avvicina per la prima volta al mondo della fotografia, di ottenere il classico effetto sfocato che nelle reflex necessita del lavoro su diaframma e tempi. Per i più esperti è possibile lavorare con tutti i controlli manuali, impostare gli ISO e registrare in RAW.
Tante le funzioni che migliorano la vita del fotoamatore: una volta provate, qualcuno le troverà indispensabili. Auto HDR: tre immagini (esposizione normale, sotto esposto e sovra esposto) assemblate elettronicamente dalla fotocamera per produrre un’unica immagine High Dynamic Range. L’Anti-Motion Blur: 6 immagini che vengono sovrapposte per ottenere una foto nitida di un soggetto in movimento. Modalità Sweep Panorama: si tratta una sequenza di singoli scatti assemblati in pochi istanti, che evitano di lavorare in post produzione con software grafici. Anche in questo caso non è necessario essere degli esperti per riuscire ad ottenere risultati accettabili. Rispetto alla stessa funzione vista sulla TX-1, non sono presenti le stesse personalizzazioni di direzione dello scatto. A proposito di Sweep Panorama, può essere divertente iniziare a “giocare” un po’ usando direzioni di scatto non “convenzionali”. La maggior parte degli scatti saranno da buttare, ma ogni tanto qualcosa di simpatico potrebbe anche uscire.
Arriva anche nel mondo della fotografia la modalità 3D, almeno per quanto riguarda il panorama. Il funzionamento è simile a quello della modalità panorama classica, con una serie di scatti in sequenza, in questo caso suddivisi tra immagini occhio destro/sinistro per avere l’effetto tridimensionale. Questo può essere visualizzato tramite la macchina stessa collegata con cavo HDMI ad uno schermo televisivo o con la Playstation. Ovviamente è necessario dotarsi di un paio di appositi occhialini. Nulla di eccezionale, ma la sensazione è quella di essere di fronte ad un campo che si svilupperà molto nei prossimi anni, di pari passo alla diffusione del 3D domestico.
Anche per le NEX, il mondo della fotografia si avvicina sempre di più a quello video. E’ presente un apposito tasto Movie REC, lo stesso delle videocamere, per realizzare filmati in Alta Definizione e audio stereo sotto forma di compatti file MPEG4. Per la NEX-5 si parla di ualità Full HD (1920 x 1080i) e formato AVCHD. Dal punto di vista video è stato fatto uno sforzo maggiore per abbassare il suono/rumore degli obiettivi, i cui movimenti finivano per essere registrati dai microfoni. Microfono stereo e speaker sono incorporati nel corpo macchina, ma è possibile aggiungerne un altro opzionale nell’attacco porta accessori.
Molti di voi hanno commentato chiedendo se tutto questo avesse un senso. L’obiettivo dichiarato di Sony è quello di portare gli utenti di macchine compatte verso qualcosa che si avvicina di molto al mondo reflex. Da questo punto di vista, parlo a titolo personale, mi sembra ci sia tutto: design, colori, compattezza e una facilità d’uso che rende il mondo della fotografia fruibile da tutti, immediatamente. C’è da dire che in questo senso, gli effetti di sfocatura ottenibili con il movimento della ghiera, rendono tutto molto semplice ed intuitivo, senza per altro dover conoscere nulla di fotografia. Come dicevo all’inizio, quello che colpisce è la compattezza: con l’obiettivo pancake la macchina sta comoda nella tasca di una giacca, in una borsetta o in uno zaino. Lasciamo perdere le tasche dei pantaloni, pena sedersi su un oggetto di valore.
Parliamo allora dei prezzi. La NEX-5 sarà disponibile da Giugno (NEX-3 da Luglio) in kit con pancake 16 mm a 630 euro oppure con il 18-55 a 680 euro. I prezzi scendono rispettivamente a 530/580 euro per la NEX-3. Per quanto riguarda il prezzo del 18-200 mm, l’unico non compreso nei kit, si parla di 800 euro.
Riportiamo a puro titolo di esempio qualche scatto fatto con la NEX-5, utilizzando le varie funzionalità, tra le quali Sweep Panorama, Anti Motion Blur e Auto HDR. Nel valutarle, oltre ad un po’ di clemenza per il sottoscritto, considerate la compressione usata per caricare la nostra gallery. Allo stesso modo qui sotto trovate un breve filmato in AVCHD, caricato su DailyMotion. Per i più curiosi il file video originale è di soli 54 mb e si può scaricare da Drop.io
dapo78
22 mag 2010 - 01:27 - #1Ma che çag@ta, non so se è peggio questa o l’ Ipad di Apple.
CHE TORNINO A FARE LE PALYSTATION che gli viene meglio!!!!
andreawuti
22 mag 2010 - 04:34 - #2commento di prova
bramantino
22 mag 2010 - 10:48 - #3le palystation…
workinprogress
22 mag 2010 - 15:22 - #4Grazie mille per la recensione. Molto interessante!
MacGambo
25 mag 2010 - 12:17 - #5MA qualcuno mi sa dire se queste bellissime fotocamere hanno il GPS integrato??
sul sito sony non l’ho trovato….
pippozzo
26 mag 2010 - 16:07 - #6Lo sfocato è abbastanza orribile.
Maxfish
05 giu 2010 - 20:05 - #7Maneggiata oggi nello store Sony di Tokyo, per uno come me che di fotografia e macchine capisce poco risulta molto affascinante come prodotto. Devo dire che il movimento manuale dell’obbiettivo è ruvido (abituato a quelli della mia Yashica fx3 ) ma la compattezza e il rumore dello scatto fanno certamente colpo. Io penso che avrà successo.
Ciao
paolo andreis
23 lug 2010 - 04:03 - #8@DAPO: parli solo perchè hai la lingua in bocca! Ecco torna a giocare cona la PALYstation che è meglio.
Agli altri dico, che l’ho appena provata ed è una macchinetta stupenda per chi inizia ad avvicinarsi alla fotografia, e ancora non vuole comprarsi una reflex
Sono fotografo da professionale e uso nikon … pero vi assicuro che ho trovato la nex5 una macchina stupenda da portarmi sempre quando esco di casa e soprattutto quando vado a cercare locations.
Saluti a tutti
Marcioweb
10 ago 2010 - 00:37 - #9Ciao, ho trovato molto utile la tua prova e volevo domandarti se con la modalità auto HDR la fotocamera ti crea uno o due file. A me capita infatti di trovare salvati sulla sd sia il file originario (non so quale dei tre) sia quello elaborato HDR. E’ normale? Grazie
jettero
10 set 2010 - 01:36 - #10Si vede proprio che c’é lo zampino dell’elettronica sulla lente. C’é poco di naturale. È tutta correzzione artificiale. Risultato molto, molto scadente. lo si vede negli sfocati (massima apertura ??). 18-55????? solo nel nome. Ecco perché costa poco. mi pareva strano…..