Gangs Story di Yan Morvan condannato dal tribunale francese per una foto non autorizzata

Gangs Story di Yan Morvan finisce in tribunale per il ritratto del "Petit Mathieu" di estrema destra, e la Corte francese condanna il fotogiornalista e la casa editrice a pagare una multa e ritirare il libro.

Nella Francia che ha cresciuto e nutrito in strada gli obittivi di fotogiornalisti del calibro di Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau, il 26 luglio 2013, l'Alta Corte di Parigi ha condannato Yan Morvan a pagare una multa 5.000 € per uno scatto non autorizzato incluso nel libro fotografico Gangs Story, obbligando l'editore a fermare la distribuzione e ritirarlo dal mercato.

Con una sensibilità per i margini e l'obiettivo puntato sulla guerra contemporanea che non salva i sobborghi delle metropoli, Yan Morvan ha documentato per quasi un quarantennio le gang nella periferia francese, seguendo skinheads, Hells Angels, e Guy Georges, il serial killer francese che lo ha preso in ostaggio nel 1995 e torturato per tre settimane.

Un'esperienza vissuta e sofferta, che nel 2000 è in parte confluita nel libro Gangs Story, e nonostante i precedenti problemi di censura e la consapevolezza di rischiare di avere problemi con alcune foto, nel 2013 la casa editrice La Manufacture de Livres ha riedito con l'aggiunta di una nuova serie di immagini scattate tra il 2009 e il 2012, dopo la produzione di un nuovo documentario sulla periferia di Francia in collaborazione con Kizo, ex membro di una banda.

Un libro che ritrae in modo inedito l'evoluzione di una realtà urbana complessa e controversa, attraverso gli scatti dei suoi artefici dal 1950 ad oggi, tra i quali compare anche quello del diciassettenne militante del movimento rivoluzionario nazionalista "Petit Mathieu", in posa nel 1987 con pistola lanciarazzi e martello, due oggettini da guerriglia urbana che all'epoca non erano fuori legge in Francia, nella cameretta decorata con manifesti inneggianti al Terzo Reich sulla carta da parati floreale.

Lo stesso Mathieu ormai quarantenne, del quale on line si trovano anche le generalità, che pur ritratto volontairamente negli anni ottanta (senza purtroppo alcuna liberatoria cartacea a certificarlo) dopo essersi lasciato alle spalle il passato lo ha citato in giudizio, e all'inizio del mese ha avanzato una seconda causa contro fotografo ed editore, sostenendo che la fotografia della quale non ha mai concesso i diritti, non rappresenta le sue attuali convinzioni, e ottenendo dalla corte il pagamento della multa di 5.000 euro come risarcimento di danni morali e il ritiro del libro entro otto giorni.

Anche al sito web Le Nouvel Observateur che segnalato on line la photogrfia con la notizia è stato intimato a cancellarla nel giro di 24 ore, per non rischiare una multa di 2.000 euro.

Una decisione del tribunale, alla quale il fotografo non sembra intenzionato a fare appello, per mancanza dei soldi necessari, pur riflettendo sul diritto di informazione battuto da quello di immagine, introdotto dal ministro francese Elisabeth Guigou nel 2000, e su quello che questa condanna potrebbe rappresentare in futuro, per la diffusione di 'soggetti storici', in diritto di avanzare denunce a non comparire.

Un caso che si riflette sull'eterno e labile confine-conflitto, che Yan Morvan definisce 'incontro di boxe' tra il diritto all'informazione e quello riconosciuto ai soggetti delle immagini, che la firma di una liberatoria più placare per la legge in casi del genere, ma di sicuro potrebbe estendersi all'intero universo di soggetti fotografati per la strada dai più grandi fotografi del mondo, non solo quelli francesi.

Via | FacebookStreet Pres
Foto copertina | Facebook

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