They called me a corporate whore by Hin Chua

They called me a corporate whore

Le dinamiche del capitalismo e l’economia del profitto dell’alta finanza, generano ritmi incessanti e mortificanti per l’esistenza, figli anonimi che si ignorano a vicenda, e bisogni effimeri che non saziano mai, amplificati dalla città spersonalizzata e spersonalizzante.

Dinamiche colte alla perfezione dagli scatti in bianco e nero di They Called me a Corporate Whore, realizzati da Hin Chua prima del boom della crisi finanziaria, mentre era impiegato in un istituto di credito bancario della City londinese.

Fotografie di individui riflessi in un metropoli che fagocita, rincorsi da un’economia che consuma, costretti ad occupare spazi che annullano la dimensione privata a beneficio di una dimensione pubblica che non incoraggia la condivisione.

They called me a corporate whore
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Immagini ispirate dalla quotidianità di un fotografo nomade per vocazione, che è nato in Malesia, ha studiato in Australia, vive nel Regno Unito, e ama condividere passioni, esperienze e punti di vista diversi, anche come autore della rivista fotografica insig.ht, oltre a far parte del collettivo londinese Photodebut.

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