Diventare più forti con la fotografia, come si fa?

Fotografare è un'arte che si può sfruttare per diversi scopi, anche per rafforzare l'autostima


La fotografia può essere una valvola di sfogo, un diversivo, un modo per occupare il tempo, una passione, una fonte di vita, un modo per superare i momenti difficili, per raccontare, per sfogarsi, ognuno fa fotografia per una ragione, anche se noi non l’abbiamo ancora messa fuoco, il motivo c’è sempre. La fotografia come terapia è alla base del lavoro di Cristina Nuñez, una fotografa spagnola che da anni utilizza questa arte per diventare più forte. Cristina Nuñez oltre a guarire con gli autoritratti ci insegna anche come farlo, da vari anni tiene workshop in ogni parte del mondo, ma anche qualche spunto per provare a utilizzare la fotografia per fare qualcosa di buono verso noi stessi. Quante volte ci chiediamo perché fotografiamo? Cosa aggiunge e toglie la fotografia dalle nostre vite? Mi rendo conto che a volte si impugna la macchina fotografica e basta, senza stare lì a pensarci troppo. A volte si fotografa semplicemente perché fa parte di noi, perché ormai è come respirare.

Fotografare può essere un modo per comunicare con se stessi, per parlarsi, conoscersi, anche per perdonarsi, per instaurare un dialogo. Fare i workshop specifici o seguire dei seminari sull’argomento può essere utile per capire come funziona esattamente questo tipo di comunicazione, ma anche un buon libro può essere molto utile.

Conoscersi vuol dire diventare più forti, affrontare le proprie debolezze di petto e superarle. Per iniziare a giocare con noi stessi servono una fotocamera (qualsiasi tipo, non necessariamente una reflex), un treppiedi e un telecomando, uno specchio e poi un po’ di buona volontà e di ironia.

Foto | da Flickr di Katharina Schffr

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