Il cuore nero d'America di Gordon Parks

Il ritratto dell'America di Gordon Parks, continua a sventolare con la bandiera a stelle e strisce, alle spalle di Ella Watson e dei suoi 'strumenti' di lavoro, duro e mal pagato

A più di un secolo dalla nascita di Gordon Roger Alexander Buchannan Parks (Fort Scott, 30 novembre 1912 – New York, 7 marzo 2006) e quasi un decennio dalla scomparsa del suo eclettico talento forgiato dalle sfumature più stridenti d'America, la Gordon Park Fondation continua a custodire e diffondere il suo ritratto del paese edificato dalla differenze del bianco e del nero, dalle esistenze ai margini e alla deriva.

Dagli anni Quaranta alla fine dei suoi giorni, Parks ha raccontato al mondo la difficoltà di esser nero in un mondo di bianchi, passando dalle ombre della segregazione ai riflettori accesi su grandi interpreti del ventesimo secolo, del calibro di Malcom X, Muhammed Ali e Martin Luther King.

Opere realizzate dallo sguardo e l'obiettivo del figlio più giovane di una numerosa famiglia afro-americana del Kansas, cresciuto con la povertà della campagna, il razzismo e la segregazione che divide quello che è bianco da quello che è concesso al nero.

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Limiti, ostacoli e difficoltà che non hanno impedito al suo talento di esprimere in modo eclettico quella 'ricerca di una vita migliore e un mondo migliore', come fotografo di bande di strada e viali di Parigi, di stravaganze della moda e Mean Streets di Rio, come pittore di oli e acquerelli, poeta, pianista, compositore di musica classica e blues dell'anima, come giornalista, attivista, scrittore e regista, autore di un cult movie del sottogenere etnico della blaxploitation come Shaft (1971), come di tributi televisivi a Martin Luther King, Jr.

Una storia americana, fotografie di Gordon Parks

La prima grande retrospettiva europea dedicata alle sfumature d'America del più importante fotografo di colore nella storia del fotogiornalismo, viaggia on the road con 160 fotografie, dalle strade di Harlem a quelle del Maine, dall'entrata di servizio per i neri dei Grandi Magazzini in Alabama, al ritratto dell'American Gothic, che sventola con la bandiera a stelle e strisce, alle spalle di Ella Watson e dei suoi 'strumenti' di lavoro, duro e mal pagato.

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La bandiera dell'ufficio governativo di Washington, dove Ella Watson fa le pulizie, che sventola come un atto di accusa al razzismo imperante, al punto da far rischiare a Parks il licenziamento, mentre lavorava come apprendista per il celebre gruppo della Farm Security Administration (F.S.A.), capitanato da Roy Striker.

Una storia americana, fotografie di Gordon Parks curata da Alessandra Mauro e accompagnata da un catalogo edito da Contrasto, passa dal Forma di Milano al Palazzo Incontro di Roma, con il progetto promosso dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio, realizzato dalla Gordon Parks Foundation di New York, in collaborazione con la Fondazione Forma per la Fotografia, organizzato da Contrasto e da Civita.

Gordon Parks. I Am You. Selected works 1942 – 1978

Gordon Parks continua a raccontare la storia del cuore nero d'America con mostre e pubblicazioni, dal nuovo volume dedicato a Gordon Parks dalla collana FotoNote di Contrasto, alla selezione di 200 immagini raccolta dalle 288 pagine di I Am You. Selected works 1942 – 1978, edito da Steidl a settembre 2016, con The Gordon Parks Foundation e C/O Berlin.

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I AM YOU: Selected Works, 1942–1978 è anche una mostra itinerante, supportata dall'ambasciata americana, inaugurata da c/o Berlin (10 settembre - 04 dicembre 2016) che i Foam di Amsterdam si prepara ad ospitare, dal 16 giugno al 6 settembre 2017.

Gordon Parks - Nero Americano

Durante l'estate gli scatti di Gordon Park arrivano in mostra anche in Italia con la selezione di opere esposte con "Nero Americano" alla P46 Gallery di Camogli (via al Porto, 46), in collaborazione con Photo Factory e Top Market Foto Video, dalle ore 18.00 di venerdì 14 luglio, al 3 settembre 2017.

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Gordon Parks: note biografiche di uno dei più grandi fotografi afro-americani del XX secolo

Gordon Parks nasce nel 1912 a Fort Scott e ultimo di 15 fratelli, trascorse la sua infanzia nel Kansas. A 15 anni perde la madre e il padre lo manda a vivere da una zia in Minnesota, dove resta solo poche settimane prima di essere sfrattato, obbligato a dormire in un autobus e fare diversi lavori per sopravvivere, dal suonare il pianoforte in un bordello a lavorare come factotum in un club riservato ai soli bianchi.

Nel 1937 acquista una macchina fotografica al banco, impara ad usarla da autodidatta e inizia a collaborare con il celebre gruppo della Farm Security Administration (F.S.A.), capitanato da Roy Striker.

Contemporaneamente trova impiego in un negozio di abbigliamento femminile, dove una delle sue foto viene notata da Marva Louis, moglie del celebre pugile afroamericano Joe Louis, che convinse Parks a trasferirsi a Chicago. Lì Parks iniziò a fotografare donne dell'alta società.

Nel 1943 la F.S.A. chiude e Parks inizia la sua carriera di fotografo professionista, lavorando come freelance e alternando il lavoro per le riviste di moda (soprattutto Vogue) a progetti di fotogiornalismo e di impianto più sociale.

Nel 1941 pubblica la sua prima mostra di fotografie, nel 1942 la sua celebre 'American Gothic' che ritrae una donna delle pulizie afroamericana che tiene tra le mani una scopa e uno spazzolone, parodia del celebre dipinto American Gothic realizzato da Grant Wood nel 1930. L'intenzione di Parks era quella di denunciare il razzismo presente a Washington, che lui aveva personalmente subito entrando in ristoranti e negozi.

Nel 1944 Parks si trasferisce ad Harlem e inizia a lavorare come freelance per la rivista Vogue.

Nel 1947 pubblica il suo primo libro "Flash Photography", seguito nel 1948 da "Camera Portraits: Techniques and Principles of Documentary Portraiture".

Nel 1948, il suo reportage su una gang giovanile di Harlem conosce un grande successo e Parks diventa il primo fotografo e scrittore afroamericano di Life, raccontando storie di razzismo, povertà e segregazione.

Parks realizza anche ritratti di scrittori, attori e delle figure emergenti di leader neri, come Muhammed Alì, Malcolm X, Adam Clayton Powell, Jr. e Stokely Carmichael.

Nel 1950 Parks entra nel mondo del cinema, lavorando come consulente in diverse produzioni hollywoodiane e successivamente dirigendo una serie di documentari sui ghetti afroamericani, commissionati dalla National Educational Television.

Nel 1953 compone il Concerto for Piano and Orchestra e nel 1967 Tree Symphony.

Nel 1969 è il primo regista afro-americano a girare un lungometraggio a Hollywood (The Learing Tree, Ragazzo la tua pelle scotta), dirigendo per Warner Bros, Ragazzo la tua pelle scotta, adattamento del suo romanzo autobiografico The Learning Tree.

Nel 1971, dirige con grande successo "Shaft il detective", scritto dal bianco Ernest Tidyman e interpretato dall'attore afroamericano Richard Roundtree. Il film è considerato uno dei capisaldi del genere blaxploitation e riscosse un enorme successo, incassando 12.000.000 dollari e preparando la strada a due sequel: "Shaft colpisce ancora", diretto da Parks nel 1972, "Shaft e i mercanti di schiavi", diretto da John Guillermin nel 1973.

Nel 1974 dirige il poliziesco "The Super Cops", nel 1976 "Ledbelly", film biografico sul musicista blues Huddie Ledbetter.

Nel 1981 scrive il romanzo "Shannon", su un gruppo di immigrati irlandesi a New York, agli inizi del XX secolo, seguito da poesie, racconti, manuali e libri sul cinema, fondando anche la rivista 'Essence'.

Nel 1984 dirige per l'ultima volta il film TV "Solomon Northup's Odyssey".

Nel 1989 compone e coreogra il balletto Martin, dedicato a Martin Luther King.

Nel 2000, in veste di attore Parks apparve in un cameo nel film remake "Shaft" diretto da John Singleton.

Nel 1988 riceve la National Medal of Arts statunitense

Nel 1990 ottiene l'Infinity Awards.

È il padre del regista Gordon Parks jr, autore del cult movie della blaxploitation "Superfly".

Nel 2006, Parks muore a causa di un cancro all'età di 93 anni.

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Foto | Una storia americana. Fotografie di Gordon Parks © The Gordon Parks Foundation
Via | Civita
Foto | I Am You. Selected works 1942 – 1978, cover book by Steidl’s

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