
Il formato DNG (Digital NeGative) è un formato raw pubblico sviluppato da Adobe.
Lo scopo è quello di rendere più semplice lavorare con i file raw senza dover creare un nuovo importatore per ogni formato “inventato” da un produttore. Sul sito Adobe è presente una lista con i produttori che supportano nativamente il formato.
Le specifiche DNG sono stata aggiornate con l’uscita delle nuove versioni di Lightrom e Camera Raw.
Tra le novità più succulenti l’introduzione di opcode, cioè una lista di operazioni che si possono effettuare effettuare sull’immagine una volta importante dal convertitore raw. Un esempio è la correzione impostata sulla fotocamera per la distorsione dell’obiettivo.
Tutte operazioni che possono beneficiare della potenza dei processori e possono essere tolte dal processore delle reflex. Purtroppo per ora le reflex non supportano ancora lo scatto nativo in questo formato.
Via | Adobe
Oggi abbiamo parlato del caso di Panasonic ed Adobe sulla gestione del formato DNG.
Questo formato è in realtà un ottimo passo in avanti perché cerca di porsi come una lingua franca per semplificare il lavoro e consente, tra le altre cose, anche di salvare le modifiche direttamente all’interno del file stesso. In attesa di vedere il supporto per DNG in ogni fotocamera, voi convertite i vostri raw?
Continua a leggere: Sondaggio: Convertite i vostri RAW in DNG?

Tempo fa, grazie a mabelsound di rangefinderforum, è stato notato come non ci fossero programmi per gestire i raw della Panasonic LX3, a parte quelli forniti dall’azienda. Con un po’ di caparbietà e grazie all’uso di dcraw si è scoperto che l’obiettivo presenta distorsione pronunciata.
I file jpeg escono senza questo difetto rendendo evidente che Panasonic ha deciso di sistemare il problema via software. L’ultima versione di Lightroom e Camera raw hanno introdotto il supporto per compensare questo difetto.

Adobe ha rilasciato la versione 4.6 di Camera Raw per Photoshop CS3.
Le modifiche riguardano il supporto a nuovi modelli di fotocamere:
Continua a leggere: Adobe aggiorna Camera Raw alla versione 4.6
Cameralabs ha recensito la nuova Pentax K20D, già annunciata all’inizio dell’anno.
Questa nuova reflex è dotata di un sensore da 14,6 megapixel e va a prendere il posto della K10D. Le caratteristiche comprendono uno stabilizzatore d’immagine integrato nel corpo macchina, una miglior resistenza a polvere ed agenti atmosferici, nuove modalità espositive e la possibilità di salvare le foto anche in DNG, il formato aperto di Adobe.
Il display è stato portato a 2,7 pollici, con l’aggiunta del Live View, che unito alla possibilità di essere ruotato può aiutare in quelle situazioni scomode in cui a volte ci si trova a fotografare. Grazie al nuovo sensore sviluppato in collaborazione con Samsung il valore massimo di iso disponibile è 6400, mantenendo sotto controllo il rumore visibile in tutte le situazioni.
Phase One ha annunciato l’arrivo della versione 4 del suo noto software di gestione del workflow digitale.
Capture One 4, a detta della casa produttrice, introduce una larga serie di miglioramenti, tra cui una rinnovata interfaccia utente, una molto maggiore velocità di esecuzione, una più dinamica integrazione con Photoshop e supporto al formato DNG.
Gli attuali utenti di Capture One possono aggiornare gratuitamente alla versione 4. Per gli altri, il software è disponibile sull’e-shop di Phase One a 99 euro, sia per Mac che per Windows.

Ricoh annuncia la nuova Caplio GX100, modello che andrà a sostituire la popolare Caplio GX8.
Le novità rispetto al modello presentato nel 2005 non mancano, e in particolare si fa notare l’incremento della risoluzione, portata a 10.01 Mpixel effettivi, il sistema di riduzione delle vibrazioni basato sullo spostamento del sensore e il pannello LCD da 2.5 pollici.
Rispetto al modello precedente che utilizzava un obiettivo 28-85 mm (35mm equivalenti) la GX100 diventa più grandangolare spstando il range a 24-72 mm, inoltre la vocazione per i panorami è ulteriormente sottolineta da un aggiuntivo ottico, disponibile come optional, che trasforma l’obiettivo in un 19mm.
La nuova compatta si fa apprezzare anche per il supporto al RAW (nel formato standard DNG), per la distanza minima di messa a fuoco di un solo centimetro e per la possibilità di poter utilizzare anche le comuni baterie AAA o la rete elettrica.
Della nuova fotocamera sarà disponibile anche una versione GX100 VF KIT che includerà il VF-1 LCD view finder, ovvero un mirino aggiuntivo con copertura del 100%.

RawShooter di Pixmantec (società da poco acquisita da Adobe), è uno dei più apprezzati software di importazione dal formato RAW.
Dopo l’acquisizione della società da parte di Adobe il software in oggetto ha subito delle modifiche ed ha anche cambiato nome diventando Lightroom, pertanto RawShooter non ha più ricevuto i necessari aggiornamenti e quindi non vengono riconosciuti i formati RAW delle fotocamere più recenti.
Chi volesse importare un file RAW (cioè CR2) dalla sua Canon Eos 400D con RawShooter si accorgerebbe che il supporto arriva fino alla Eos 350D.
Su My Digital Life è comparso un iteressante articolo nel quale si descrive come, armati di DNG Converter e di un qualsiasi hex editor, ovvero di un semplice software che permette di leggere e modificare i codici esadecimali di un file, sia possibile ‘modificare’ il programma per fargli leggere i files della Eos 400D.
Prima di effettuare l’intervento ricordiamoci di conservare una copia del file eseguibile originale, che tra l’altro ci servirà se vogliamo aprire i CR2 della Eos 350D.
Chi utilizza una reflex digitale sa bene che questo tipo di fotocamera offre la possibilità di salvare le immagini non solo nel consueto formato JPEG, ma anche in formato RAW, ovvero in un file immagine che contiene i dati grezzi dello scatto, cioè prima che avvenga l’elaborazione e il successivo salvataggio in jpeg.
Questo offre al fotografo numerosi vantaggi, tra cui ‘decidere’ comodamente, in fase di post-produzione, alcuni parametri quali la temperatura colore o la sensibilità, e nel caso in cui il risultato non lo soddisfi pienamente di riprovare con parametri differenti.
I più pignoli quindi potrebbero trovare una buona idea quella di archiviare le proprie immagini in questo formato, ma questa soluzione tra qualche anno potrebbe rivelarsi non la migliore: