Per ritrarre e ritrarsi bisogna imparare a guardare e guardarsi da tutti i lati, lo sapeva bene un pioniere del ritratto fotografico come Félix Nadar, autore di questo “Revolving” self-portrait del 1865, con il quale è stata realizzata anche una gif, e di tantissimi ritratti.
Ritratti che questo stupefacente precursore dei tempi e della fotografia affianca a descrizioni ed aneddoti a dir poco illuminanti delle sue sperimentazioni e scoperte, raccolte nel libro Quando ero fotografo edito da Abscondita.
Un libro dove trovare per esempio la foto-intervista del fisico Micher-Eugéne Chevreul, realizzata da Nadar in occasione del suo centesimo compleanno, scattando ventisette fotografie delle ‘espressioni’ assunte dallo scienziato mentre rispondeva alle domande, ventisette fotografie come questa, accompagnate dalla didascalia delle risposte fornite per guardar parlare il fisico. Insomma un libro istruttivo che consiglio di aggiungere alla vostra bibliografia fotografica essenziale.

Mentre i tempi cambiano con i palcoscenici, cresce l’esercito di ‘esemplari da palco telematico’ disposti a mettere in scena anche la ‘finzione del banale quotidiano’ per quei sopravvalutati cinque minuti di celebrità, a scapito di quello spirito bohémien (o Bohemian), eccentrico, anticonvenzionale, anarchico e perennemente sulla scena, che ha finito per influenzare artisti e opere fino ad oggi.
Quella ‘teatralica mondanità’ condivisa da pittori, scultori, scrittori e attori, che si sposta dalla letteratura al palco, da La Bohème di Henry Murger alla lirica di Piccini, dallo schermo a quella fotografia che ha contribuito ad esporre, documentare e tramandare ai posteri, scene di interni ed esterni, lavoro e tempo libero, tra palco e realtà.
Dagherrotipi e fotografie di pionieri come Nadar, Alois Löcherer, Wilkie Wynfield, JM Cameron, August Sander e Lux Feininger, e “maestri” sconosciuti, tra uomini insetto e relax tra gentiluomini, Paul Gauguin al piano senza pantaloni e Nadar in volo.
Un singolare viaggio nel tempo e in filosofie di vita, raccolto nelle pagine de La Boheme Artists in the 19th and 20th century photography di Bodo von Dewitz, edito da Steidl & Partners e dal Museum Ludwig di Colonia, dove potete sbirciare on line qualche scatto ospitato per la mostra.

Torno a parlare di Félix Nadar e del ritratto, perché approfittando della mostra romana «Lunga vista sul ritratto», ospitata dalla 10b Photography Gallery fino al 3 ottobre, martedì 14 settembre alle ore 19.00 si potrà anche partecipare ala presentazione del libro catalogo Félix Nadar & Co, edito da Postcart.
Presentazione alla quale interverranno il direttore della Postcart Edizioni Claudio Corrivetti, il direttore del 10b Photography Gallery Francesco Zizola, e la curatrice delle mostre romane Renata Tartufoli.
Oltre ai ritratti di Nadar e le immagini dei fotografi contemporanei che li affiancano, il catalogo redatto in italiano, francese e inglese, riunisce anche i testi del critico e curatore di mostre Gabriel Bauret, della storica e critica d’arte Angela Madesani ..
Per soddisfare gli appassionati di sguardi visionari, gettare più di uno sguardo sulle evoluzioni del linguaggio fotografico e su quelle del ritratto, dagli scatti dei pionieri ad oggi, ben tre mostre ed un libro edito da Postcart, rendono omaggio al centenario della scomparsa di Félix Nadar, accostando i suoi ritratti a contributi contemporanei.
A Roma il Centre Culturel Saint Louis de France con «Ritratti di prima e di poi» fino al 30 settembre, e la 10b Photography Gallery di Roma con «Lunga vista sul ritratto» fino al 3 ottobre, entrambe a cura di Renata Tartufoli, e dal 13 ottobre all’8 novembre il Museo Marino Marini di Firenze con «Félix Nadar&Co.», a cura di Giorgia Losio, ospiteranno i ritratti di Félix Nadar insieme alle opere di fotografi caratterizzati da stili diversi quanto le loro generazioni.
Fotografi come Frank Horvat, Gabriele Basilico, Bernard Plossu, Jean-Patrick Guéritaud, Pierre Grech, Francesco Zizola, Claudio Corrivetti, Catherine Gfeller, Julia Fullerton-Batten, Agnèes Geoffray, Samantha Appleton, Damien Darchambeau, Aurore Valade, Alexandra Auffret, Chen Man.
Félix Nadar

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21 marzo 2010 - 21 marzo 1910. A cento anni dalla scomparsa di Gaspard-Felix Tournachon in arte Nadar, su facebook ho trovato una pagina dedicata a questo grande giornalista, caricaturista, aeronauta e soprattutto pioniere della fotografia.
Un uomo straordinario, con una formazione a dir poco eclettica e una passione per la sperimentazione artistica e tecnologica, che fotografò Parigi da una Mongolfiera e con le sue immagini dei sotterranei e delle fogne della capitale francese ispirò il romanzo di Jules Verne.
Artista affermato e amico di intellettuali e artisti, Nadar ospitò nel suo studio al n. 35 di Boulevard des Capucines la prima mostra degli impressionisti, e con i suoi ritratti mise alla portata di tutti figure mitiche d’artista e divi, da Charles Baudelaire a Alexandre Dumas, da Eugéne Delacroix a Franz Liszt, da Giuseppe Verdi a Sara Bernard, da Claude Monet a George Sand, da Giuseppe Garibaldi a Émile Zola … come quelli conservati al MoMA di New York, o questi che arrivano dalla gallery wikimedia.