
Linguaggi che semplificano, applicazioni che standardizzano, tecnologia alla portata di tutti, social network a mazzetti, sono il riflesso della società della connessione, che mostra molto (anche se spesso dice poco) e sta cambiando il modo di comunicare.
Condividere è il mantra, il copyright il suo acerrimo nemico. Nessuno può sfuggire dalla battaglia all’ultimo click. Prendete (PinDerest :-) Pinterest della Cold Brew Labs, che un re-pin dopo l’altro, veicolando immagini pescate ovunque da utenti incauti, anche in acque proibite, ha dovuto far fronte alle prime accuse di violazione del copyright.
Pinterest però non si è limitata a fornire a webmaster e detentori di diritto d’autore il codice NoPin, e la possibilità di segnalare abusi, (soluzioni poco efficaci peraltro ma funzionali per districarsi da tante accuse), ma è arrivata a stringere una partnership con Flickr che fornisce ad entrambe le parti garanzie e vantaggi.
A Flickr con il suo pulsantino Pin It, la possibilità di invadere Pinterest senza perdere le informazioni di attribuzione, a Pinterest la possibilità di conservarle anche dopo innumerevoli pin riducendo il rischio di ‘rogne’ con il copyright. E la condivisione avanza saltando gli ostacoli..
Foto | Flickr
Spazio ClickBlog torna a disposizione di tutti i fotografi o aspiranti tali, per passione o professione, pronti a mettersi in gioco, con ogni stile, tecnica, formato e contenuto, facendo tesoro di opinioni, consigli e critiche costruttive .. oggi tutto per Stefano Santucci.
Mi chiamo Stefano Santucci, sono nato a Cremona il 9 aprile 1983 e dopo aver frequentato il Liceo Scientifico della mia città mi sono trasferito a Firenze dove tutt’ora vivo; mi sono laureato in Psicologia e qui sto proseguendo gli studi e lavorando come fotografo ispirato dal lavoro di Robert Doisneau.
Fra un servizio fotografico e l’altro mi sto dedicando ad un progetto personale su Flickr chiamato [Life Is Art] Project 365 • 2011. L’idea in “[Life Is Art] Project 365 • 2011” è quella di scattare una foto al giorno per un anno intero per rappresentare la vita come un lungo film. 365 giorni. 365 foto. Come in millimetri di pellicola.
L’oceano Flickr è pieno di perle adagiate sul fondo, rimaste sepolte per anni in archivi, digitalizzate insieme a tantissime altre di altrettanto valore, e scoperte per caso da chi segue le maree del web.
È il caso di questa fotografia scattata nel 1914 da Eugene de Salignac ad alcuni pittori in equilibrio sui tiranti del ponte di Brooklyn, come potrebbero esserlo tante piccole mosche finite nella ragnatela di New York, con orizzonti simili a quelli dei protagonisti di Lunch atop a Skyscraper.
Painters on the Brooklyn Bridge Suspender Cables è solo una dei tanti pezzetti di storia e storie custoditi dal Museum of Photographic Arts, a beneficio di tutti grazie a Flickr, ma invito curiosi e appassionati a scoprire gli altri.
Intrigata da particolari e messe a fuoco che risvegliando sensi e ricordi, emozioni e sensazioni, quanto dal mix che da corpo alla poetica delle immagini, distinta dall’etica e dalla morale nel trattato aristotelico, ma non necessariamente nel senso più comune e condiviso del termine, ho scelto gli scatti di questa gallery di Sippanont Samchai dal profilo Flickr 27147 che condivide on line con licenza Creative Commons.
Scatti di particolari che ‘ritagliano’ lo straordinario dal quotidiano, di puntine che suonano una melodia diversa per ogni orecchio, altalene che dondolano con i ricordi d’infanzia, sfocature che stuzzicano i ricordi, e astrazioni che giocano con la fantasia.
Fotografie in gran parte in bianco e nero, che il neurologo thailandese accompagna a titoli e citazioni, divide per generi e sensazioni emotive, le stesse che danno forma alla pioggia e ritmo ai riflessi, libere comunque di adattarsi ad ogni personale interpretazione.
Continua a leggere: Sippanont Samchai: dalla neurologia alla poetica

Ogni anno dal quel primo caso diagnosticato nel 1981, il 1° dicembre il World AIDS Day torna a ricordarci di non abbassare la guardia nei confronti di un virus che miete milioni di vittime in tutto il mondo.
Per diffondere messaggi ed esperienze in proposito, gli americani hanno deciso di metterci anche la “faccia”, condividendo foto e messaggi sul gruppo Flickr, da diffondere on line grazie alle community, Twitter, Facebook , MySpace ..
Una faccia, una fotografia! Prove concrete della presenza di un nemico infido che agisce in sordina, e forse anche qualcosa per ridurre i pregiudizi e la stigmatizzazione operata dalla società nei confronti di chi contrae il virus.
In quanti siti web siete registrati? Sicuramente tanti e probabilmente spesso incontrerete dei siti che vi chiedono una registrazione per l’utilizzazione di un servizio.
Flickr ha deciso di incominciare ad abbracciare OpenID, anche se al momento solo per chi utilizza un account Google. OpenID è un sistema che vi consente di utilizzare una sola coppia di username/password per ogni sito che supporta questo protocollo senza dover effettuare centinaia di registrazioni e login.
Se ancora non avete un account Flickr, ma ne avete uno Google potrete provare con facilità il processo. Nel prossimo futuro verranno aggiunti altri domini supportati per il login.
Con questa notizia e quella di ieri sulla funzione “People you may know” sembra proprio che nel principale portalone per le foto online sembra si muova qualcosa dopo l’immobilismo degli scorsi mesi.
Via | BlogFlickr

Se avete un account su Flickr e volete provare a vendere delle foto ora è diventato molto più semplice iniziare a lavorare con Gettyimages.
Vicino all’impostazione della licenza di ogni immagine avete la possibilità di abilitare la richiesta di licenza da parte di altri utenti. I navigatori vedranno il messaggio nella parte di destra della copertina.
Quando qualcuno procederà con la richiesta sarete contattati da un rappresentante di GettyImages per concludere la vendita. Al momento l’impostazione ha valore globale e non sulla singola immagine, ma probabilmente le cose cambieranno in un prossimo futuro.
Via | Flickr
La collezione di immagini, sguardi e patrimoni iconografici di Flickr Commons continua a crescere, arricchendosi ogni giorno di nuovi panorami e suggestioni.
Dopo il museo della fotografia di Reykjavík anche il patrimonio di ponti, uragani, inondazioni, tempeste, nevicate e viste panoramiche conservate dal Keene Public Library and the Historical Society of Cheshire County entrano a far parte dell’archivio.
Un’occasione perfetta per avventurarsi nella città americana di Keene, a sud sud-ovest del New Hampshire, tra storia, panorami, cartoline, fotografie che arrivano dal 1880 e vedute ad alto tasso di photochroms.
Via | Flickr

Tutto digitale, perciò tutto connesso? L’equivalenza prende sempre più corpo e lo si è visto bene al Photoshow, dove il digital imaging ha evidenziato vistose contaminazioni con il Web.
L’ormai quasi totale digitalizzazione dei contenuti ha posto le basi per questa sinergia, consentendo di immagazzinare video, musica e immagini in una forma numerica che li rende elaborabili e trasferibili con gli strumenti dell’informatica. Se a tutto ciò si aggiunge l’affermazione dei social network e dei siti di condivisione e la diffusione delle connessioni ad alta velocità si capisce come gli elementi per una convergenza ci siano tutti.
Le fotocamere professionali hanno da tempo la possibilità di connettersi ad una rete wireless per inviare rapidamente i file ma ora questa possibilità è stata molto “democratizzata”, con un’attenzione speciale verso i siti “sociali”. Le fotocamere predisposte per inviare file ai vari Flickr, Facebook, Twitter aumentano rapidamente e diventano sempre meno costose.
Junku Nishimura Дзунку Нисимураm, junku-newcleus per gli utenti flickr, è un fotografo giapponese davvero interessante che su JPG Magazine si definisce “midnight photographer”.
Una definizione quasi metaforica in fondo, che possiamo estendere tranquillamente anche alle ore del giorno, perché lo sguardo, l’obiettivo della Leica e l’intenso bianco e nero delle sue fotografie, colgono istanti sospesi in una dimensione che trascende quella temporale.
Una dimensione posta tra le ombre e la luce, che attraversa strade e volti, ed entra dove la gente vive e racconta storie senza bisogno di parlare, da Tokyo a Pusan, da Kyoto a Harlem. Il sito è al momento off line, ma per approfondire la conoscenza di Junku Nishimura potete anche approfittare delle slide sul Myspace, o sfogliare on line le immagini apparse su Plateformag.