
Amando gli animali e il loro modo di essere naturalmente sorprendenti, invito a contemplare quelli di ogni genere e razza immortalati da Lennette Newell, in un portfolio davvero interessante. ” Rasta”, l’immagine che ho scelto di mostrarvi, ha vinto l’International Photography Awards nel 2009, ma assicuro che vi imbatterete in gioiellini e “tesorini” altrettanto apprezzabili.

L’ironia lieve e dissacrante, caratterizza molte fotografie digitali di Glen Wexler, anche quando i soggetti sono estremamente seri come il pesce della fotografia che si ‘aiuta’ e chiede aiuto per fermare le compagnie che contribuiscono al surriscaldamento terrestre.
Molti ricorderanno le avventurose mucche di The Secret Life of Cow, ma la ‘vita segreta degli animali’ che mette in campo in molte fotografie, sa rendere ingegnoso anche un pesciolino che si ‘traveste’ da squalo per eludere gli attacchi dei rapaci dell’oceano.
Continua a leggere: La vita segreta degli animali di Glen Wexler
Petey, è un cavallo cieco di 34 anni, il primo animale vecchio e malato che ha incontrato Isa Leshko, e con il quale ha inaugurato Elderly Animals il suo nuovo progetto fotografico in preogress, un progetto che fa riflettere e permette alla fotografa di esplorare tematiche delicate che vive con la mamma consumata dal morbo di Alzheimer.
La fotografa americana a cui piace esplorare il mondo con le macchine fotografiche d’epoca e quelle giocattolo, per questo progetto ha preferito una Hasselblad 503 CW alla Holga, ma i soggetti rimangono comunque molto emotivi, come tutti quelli che troverete nel portfolio di Isa Leshko.
Elderly Animals ha già ricevuto una menzione d’onore al 2010 Houston Center for Photography Fellowship Competition, io lo trovo molto emozionante ma la mia opinione è fortemente influenzata da uno stato d’animo molto simile a quello della fotografa. La vostra?

Se siete solo a caccia dell’atmosfera giusta per evocare le tradizioni del Natale o di una renna che vi attraversi il cammino, consiglio di dare un’occhiata al portfolio del fotografo americano David Bacher, e al servizio fotografico realizzato in Svezia nei villaggi Sami di Kiruna, immortalando il ritmo frenetico di branchi di renne come quello della fotografia, a quanto pare ricorrendo ad un mosso voluto e colori naturali, senza l’intervento di manipolazioni digitali.
Empty Quarter - George Steinmetz from George Steinmetz on Vimeo.
Dopo l’avvincente mondo degli animali esplorato dal finlandese Esko Männikkö, estendiamo l’attenzione alle forze della natura in generale e a quel delicato ecosistema al quale presta molta attenzione George Steinmetz.
Dopo aver girato l’Africa in autostop, con una laurea in geofisica e un parapendio motorizzato, il fotografo americano ha colto questi panorami africani, raccolti nel libro Empty Quarter e resi ancora più suggestivi dal video, ma vi invito a fare un bel viaggio in giro per il mondo attraverso il suo spettacolare portfolio.
Continua a leggere: La Natura spettacolare di George Steinmetz
Come in ogni edizione, le fotografie premiate dall’European Wildlife Photographer of the Year 2009 offrono una panoramica eclettica e incantevole del regno animale.
La giuria ha premiato su tutti il punto di vista quantomeno viscerale di Juan Tébar Carrera, ma una visita alle diverse gallery tematiche assicura di ricompensare tutti, sopratutto quelli che amano la natura perché continuerà a sorprenderci, nonostante i nostri inutili tentativi di imitarla, controllarla o distruggerla.
European Wildlife Photographer of the Year 2009

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Di tutte le nature morte e vive, immortalate dal fotografo (svizzero, di origine italiana, che vive a Parigi) Guido Mocafico, continuo a preferire le Meduse, sinuoso e spettacolare capolavoro d’arte che possiamo imputare a madre natura, ma Mocafico ha saputo esaltare al meglio.
Colte nel loro ambiente marino come sogni che fluttuano tra gli abissi riflettendo geometrie e colori sorprendenti, e raccolte nel 2006 in un splendido volume edito da Steidl, queste meduse incantano con la loro leggiadra eleganza che si staglia sullo sfondo delle pagine, nero come gli abissi degli oceani.
Come per le Meduse, che è sempre meglio osservare da una certa distanza di sicurezza, anche serpenti e tarantole grazie all’obiettivo di Guido Mocafico, offrono uno spettacolo non meno suggestivo e altrettanto emozionante. Guardare per credere.
Pensando ad un piccolo ‘risarcimento’ per tutti coloro che non possono viaggiare ed esplorare con il proprio sguardo e tutti gli altri sensi, luoghi meritevoli di una visita, oggi ci concediamo una passeggiata lungo le sponde del Grande Lago Salato dello Utah.
La sua natura così fuori dagli schemi e l’ecosistema che condiziona, rendono il posto quasi magico e meta delle vacanze di molti turisti e americani come il fotografo Michael Slade che ha dedicato al lago, ai paesaggi e alla vita che lo circonda, un progetto personale come Great Salt Lafe photographic Survey. La gita dura un po’ quindi siete pregati di provvedere agli snack.
Great Salt Lafe Photographic Survey

Continua a leggere: Great Salt Lafe photographic Survey di Michael Slade
L’ultima passeggiata in libreria mi ha fruttato un bel viaggio tra le pagine di A Certain Alchemy edito dalla University of Texas Press, l’ultimo libro fotografico di Keith Carter, bello e coinvolgente come i precedenti, forse anche più completo e ricco di sfumature.
Il fotografo americano apprezzato per quello che qualcuno ha definito “realismo trascendente” e altri “poetica dell’ordinario”, che di “Poesia Visiva” tiene dei veri e propri Workshop e non teme l’uso di termini definiti poco adatti alla fotografia, ha raccolto una sorta di antologia di osservazioni imperfette del rapporto che abbiamo con le idee di tempo, spazio, memoria, desiderio e rimpianto.
Partendo da un omaggio al calotype di Fox-Talbot fino alle foto della madre affetta da Alzheimer, A Certain Alchemy, riflette l’arco di una vita e di storia condivisa, mentre i soggetti provenienti dal mondo animale, da quello religioso, popolare e folcloristico, esplorano i rapporti mitologici, enigmatici, senza tempo, per spingersi a caccia di tutti quei significati nascosti nel mondo reale.
Le immagini sono accompagnate dall’introduzione dell’amico e collega Bill Wittliff, che mette a fuoco sperimentazioni e percorso artistico, oltre alle intuizioni della moglie e musa Patricia Carter. Un piccolo universo di alchimie della fotografia da esplorare e dal quale lasciarsi sedurre.
Gli occhi non ti dicono sempre quello che vedi, la realtà è uno stato d’animo e qualche volta nevica ad aprile … sono per grandi linee i presupposti del credo e dello sguardo di David Foster Nass, un fotografo di Amburgo con una notevole sensibilità per gli aspetti più bizzarri della realtà.
Il suo obiettivo tende a scorgere e ‘congelare’ sfumature di una quotidianità talmente stra-ordinaria da diventare ideali per sguardi da altri mondi o meglio ancora, per guardare da un altro punto di vista il nostro mondo e quella realtà che non viene colta solo dagli occhi. TheWet è il suo punto di vista e un portfolio straordinario, un mondo di immagini e parole che vi invito ad esplorare con cura …
In your stunning world I may be ill.
But I won’t take your paralysing pill.
Instead I endure my frantic mind untill
One day it will naturally stand still.
Out there it’s a remarkable psychotic will.
In here it’s just an ordinary neurotic thrill.
… parola di David Foster Nass
Continua a leggere: TheWet. Uno sguardo alla realtà di David Foster Nass