
Questa immagine arriva da The Redemption of the General Butt Naked, una storia piccola e nascosta, come tutte quelle che interessano il fotografo Ryan Lobo, una storia che parla di cambiamento ma anche dell’ironia della giustizia dove questa non esiste, e ai bambini, come quelli della foto, viene detto che saranno mangiati (o annegati) se si comporteranno male.
Continua a leggere: The Redemption of the General Butt Naked di Ryan Lobo
Margaret M. de Lange è una fotografa norvegese davvero intrigante, rigorosa e impeccabile con le richieste commerciali ma viscerale e piena di ombre con i suoi progetti personali, morbosamente avvincenti.
“Daughters”, la serie fotografica dei suoi figli, è stata raccolta in un libro edito dalla londinese Trolleybooks lo scorso maggio, e rimarrà in mostra alla Foley Gallery di New York fino al 30 gennaio 2010, tutto il resto vi aspetta on line nel suo portfolio.
I progetti personali di Margaret M. de Lange

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Chun Rui Xia, ha 8 anni e si fa strada lungo un corridoio del Sichuan Limbs Maim Restoration Centre di Chengdu, a Sichuan in Cina, il 22 luglio 2008, ma 21 dei suoi compagni di scuola non sono sopravvissuti al terremoto.
Chun Rui Xia è uno dei Children in Recovery della seria China Earthquake del fotoreporter di origine giapponese Shiho Fukada. Tutti gli altri offriranno al vostro sguardo qualcosa su cui riflettere. Tutto quello che troverete nel portoflio di Shiho Fukada lo farà, senza risparmiare gioie e dolori, lacrime e speranza.
Continua a leggere: Gli effetti del terremoto di Shiho Fukada
Del linguaggio fotografico di Andrew Sanderson mi piacciono le atmosfere, misteriose, poetiche, intriganti, ludiche. Qualunque sia il soggetto, bambini, nature morte e un tempo vive, paesaggi notturni … non importa. Provate a sfogliare uno dei suoi libri, fino all’ultimo auto pubblicato con Blurb, è come camminare scalzi in un mondo pieno di possibilità. Molto interessante il suo blog The Darkroom.
Sensibile alle comunità e agli individui relegati ai margini della società e presidente della cooperativa di fotoreporter canadese Nomad, Brennan O’Connor è al momento impegnato a documentare la situazione dei ‘rifugiati’ birmani appartenenti a minoranze etniche come i Karen, nel sud-est asiatico e in Canada.
Con un bianco e nero che catapulta volti e panorami fuori dal tempo, Ethnic Minorities from Burma on the Run si concentra sull’esodo di un popolo costretto con la forza ad abbandonare il proprio paese, i propri cari, e a vagare in cerca di un reinserimento che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha definito di proporzioni senza precedenti.
Un argomento delicato che non rischia neanche di sfiorare molti di noi ma sul quale credo sia istruttivo riflettere, grazie anche alle immagini di O’Connor, così lontane dalla nostra realtà eppure così vicine ad emozioni che siamo in grado di condividere. Come vi sentireste se per qualcosa che in molti casi neanche capite, foste costretti a lasciare tutto, magari anche il nonno che non conoscerete mai, come probabilmente accadrà al bambino nell’auto?
Ethnic Minorities from Burma on the Run di Brennan O’Connor

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Approfittiamo dei postumi della notte di Halloween e con il bambino di Holi or Halooween facciamo un salto in India, nel portfolio dei progetti personali di Ashish Chawla, tra monasteri, marciapiedi e ovviamente bambini. Buon risveglio.
Con Small Wonders di Suzanne Revy, propongo un salto nell’infanzia avventurosa … quando l’estate si andava a caccia di draghi ed extraterrestri in un campo di grano, una semplice lente d’ingrandimento ti portava in mondi incredibilmente piccoli dove poter fare il gigante, l’orizzonte non aveva mai limite e le impronte lasciate sulla spiaggia potevano anche appartenere al fedele doppio sempre in ombra.
Per approfondire la conoscenza di questa fotografa americana che ascolta, osserva e immortala i suoi figli, i loro cugini e gli amici, insieme alle piccole storie, i miti e i segreti che questi esplorano ogni giorno, basta dare un’occhiata al suo portfolio o alla Work Space Gallery di Lincoln in Nebraska, fino al 3 settembre.
Dello sguardo e del linguaggio fotografico di Eric Espinosa mi piacciono le luci, l’energia che coglie di ogni cosa, i colori così intensi da fornire il giusto spessore ad ogni più piccola sfumatura.
Ma quello che mi piace più d’ogni altra cosa di questo fotografo di origine francese, è il mondo nel quale accarezza l’infanzia e i bambini, sia quando giocano come i piccoli sia quando giocano come i grandi.
Il suo ultimo progetto fotografico “Lords of the Ring” né è pieno, come del resto tutti il suo portfolio e quello che vi consiglio è di non perderne neanche uno scatto.