Senza veli e ad alto tasso erotico, sono quasi tutte le immagini di corpi femminili immortalati da Bruno Bisang, il fotografo fashion chiamato non a caso da Panorama, per immortalare la ex concorrente del Grande Fratello 9 Cristina del Basso in 14 scatti ‘bollenti’ per il calendario 2010, che potete scaricare qui.
Per chi non ha mai avuto il piacere, molti scatti della conturbante Fine Art Gallery del fotografo svizzero saranno in mostra con In Knokke alla Young Gallery Photo, dal 23 gennaio al 3 aprile 2010. Per un piccolo assaggio nella foto Cathy, Milan ‘99. La visione è sconsigliata ai minori e ai deboli di cuore…
Margaret M. de Lange è una fotografa norvegese davvero intrigante, rigorosa e impeccabile con le richieste commerciali ma viscerale e piena di ombre con i suoi progetti personali, morbosamente avvincenti.
“Daughters”, la serie fotografica dei suoi figli, è stata raccolta in un libro edito dalla londinese Trolleybooks lo scorso maggio, e rimarrà in mostra alla Foley Gallery di New York fino al 30 gennaio 2010, tutto il resto vi aspetta on line nel suo portfolio.
I progetti personali di Margaret M. de Lange

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Proseguiamo il viaggio liberatorio di oggi, passando dalle bagnanti di Jennette Williams alla quotidianità senza veli di “The Big Bang”, al giardinaggio libero e all’erotismo ironico e liberato di Matt Gunther.
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Grazie a Camera Club Girls e alla Collezione vintage di Jim Linderman, è possibile ammirare on line e in grande formato, le intriganti immagini di nudo fotografate e dipinte a mano dallo sconosciuto Rudolph Rossi negli anni cinquanta.
In quegli anni a rendere irriverenti le immagini, non era tanto l’intervento manuale di simulazione della fotografia a colori, quanto i soggetti nudi e sinuosi, del calibro di pin-up osè come Bettie Page.
Signorine innocenti e disinvolte che è un piacere guardare, anche se a guidare il nostro sguardo non è più il brivido del proibito di allora, quanto nostalgia per quello che abbiamo perso e al contempo piacere per quello che la fotografia ha conservato. Il photoblog comunque è vietato ai minori.
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Il modo nel quale un corpo abita uno spazio, un paesaggio, influenzando al contempo il rapporto che questo intrattiene con il mondo circostante e quello che ha con l’interno, è sempre molto interessante da osservare.
Il linguaggio fotografico di Megan Cump e ancor di più il progetto Feral, esplora un paesaggio sconosciuto, selvaggio, al confine tra natura e psiche, ambiente e stimoli primordiali. È un mondo messo a nudo, bello e impervio, che esplora il potenziale metaforico del rapporto fra essere umano e paesaggio, offuscandone le linee di confine.
Il corpo nudo, sminuito dal confronto, risulta trattenuto, nascosto, inghiottito da un paesaggio forte, incontrollabile, “selvaggio”. Riflettere su un punto di vista del genere, dopo tutto, potrebbe rivelarsi anche un esercizio utile per calibrare lo squilibrio che intratteniamo con l’ambiente circostante.