In attesa della nuova edizione di FotoGrafia festival, da una nutrita rosa di rosa di candidati internazionali, sono stati scelti i tre curatori responsabili della programmazione artistica delle prossime tre edizioni del Festival diretto da Marco Delogu.
Ad approfondire il rapporto tra fotografia e new media sarà Valentina Tanni, critica d’arte, curatrice e docente, esperta di nuove tecnologie ed editoria multimediale, collaboratrice di festival come Interferenze e Peam, e tra i fondatori di Exibart.
Ad approfondire il rapporto tra fotografia ed editoria sarà Marc Prust, già responsabile del dipartimento esposizioni del World Press Photo e delle attività culturali internazionali dell’Agenzia VU’ di Parigi.
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Ken Rockwell ha pubblicato un’interessante articolo sullo stato della fotografia.
L’inizio è dedicato a tutte le invenzioni che ci hanno portato allo stato attuale e che sono state scoperte da hobbisti durante il loro tempo libero. Il principale problema sembra essere l’eccessiva attenzione agli strumenti fotografici e, negli ultimi anni, al fotoritocco.
La morale è che si è così distratti da queste cose che in molti perdono di vista il punto principale: scattare una foto interessante o emozionante. Senza questo punto fondamentale tutto il resto si può considerare ben poco utile. Da leggere.
Foto | Kecko
Via | KenRockwell
È davvero lodevole l’impegno professionale e la passione di questo fresco ventenne australiano, il quale si destreggia molto bene tra progetti di grafica, design e fotografia. Andrew Pearce è un giovane creativo che mette tutto il suo estro e la sua passione per la realizzazione di immagini visivamente intriganti, dove il lavoro di post produzione non viene mai a mancare, e dove la sua “firma” cerca sempre di rendersi visibile.
Il portfolio on-line di questo giovane fotografo ci mostra una ricca serie di immagini da lui giostrate in ogni minimo dettaglio, creando ogni volta ambientazioni dai toni magici. Molto probabilmente Pearce attinge da racconti di avventura e fantasy, dove ogni fotografia è un piccolo racconto “leggendario”.
Il colore viene sempre “spinto” in modo tale da elevare l’intensità degli sguardi dei soggetti ritratti, o per rendere ancora più affascinanti i luoghi immortalati. Consiglio di dare un’occhiata a tutto il suo portfolio, qui di seguito inseriamo alcune delle sue immagini più rappresentative.
Via | unstage
Lo scozzese Martin Senyszak miscela in modo equilibrato e ben calibrato diversi linguaggi artistici, per poi “esporli” attraverso dei video e delle immagini fotografiche. Grafica, design e fotografia vanno “a braccetto” in ogni sua piccola serie.
Sia nei progetti personali che su commissione possiamo notare quanto l’aspetto grafico sia sempre curato nei minimi dettagli, offrendoci la possibilità di “gustare” con gli occhi fotografie esteticamente ben realizzate.
Consiglio in modo particolare le serie chiamate Synaesthesia, Silent Stages e Cassette Tape Anatomy nella sezione Projects, mentre nella sezione Photography consiglio Music. Quest’utlima serie vede la presenza di fotografie di live performance di artisti e band musicali, inseriamo alcune fotografie della serie nella nostra galleria.
Via | notcot
Mathieu Hubert è un graphic designer e illustratore francese, il quale si avvale spesso e volentieri della fotografia per i suoi progetti. Abbiamo infatti sul suo portfolio una sezione tutta dedicata alla fotografia, la quale viene utilizzata dal designer un po’ come “libro degli appunti”, un po’ come uno strumento di ricerca estetica.
In questa sezione ci sono diversi progetti interessanti, dove la sua natura di grafico prende spesso piede, mostrandoci come la cura estetica sia fondamentale per la riuscita di alcuni lavori.
Consiglio in modo particolare le serie Stereoscopik, People e Places. Se volete dare un’occhiata anche alle altre sezioni del suo portfolio, vi consiglio le serie Identitè, Flyers e Archives presenti nella sezione Graphisme, ed infine le serie Objects e Illustration nella sezione Etc. Qui di seguito inserisco alcune immagini della serie fotografica Stereoscopik.
Via | design you trust
Cynthia Greig è un’artista di Detroit, il suo percorso si muove su vari fronti, tra i quali la video arte e la fotografia. La fotografia viene sfruttata come uno strumento di percezione, dove l’illusione tra la realtà e le percezione di essa è una costante presente in molti suoi lavori. Dare l’illusione che un oggetto reale sia fittizio ad esempio, è la caratteristica peculiare di una sua serie intitolata Representations, dove l’artista ha mascherato e colorato degli oggetti tridimensionali per trasformarli in bidimensionali, o meglio, per farci credere che siano tali.
Fotografando ogni oggetto singolarmente come si fa di solito in una classica fotografia di still life, l’artista ci restituisce una serie di oggetti veri, ma che ci appaiono fittizi. Un’altra serie gioca invece sulle dimensioni e l’utilità di oggetti comuni, e si chiama Life-Size. Anche in questo caso abbiamo una focalizzazione su degli oggetti banali, i quali sono però ridotti al minimo, sono delle perfette miniature di oggetti comuni come la pipa, una siringa, una lente di ingrandimento, un condom e così via.
La fotografa contestualizza ogni oggetto cercando di descriverne la sua utilità, ma ovviamente qui abbiamo un ribaltamento della scala e delle proporzioni. L’artista afferma di essere rimasta affascinata dal fatto di poter trovare miniature di qualsiasi oggetto, che l’ha spinta a credere di poter immaginare l’esistenza di un mondo parallelo molto simile al nostro, ma ridimensionato in misura di questi piccoli oggetti. Qui sotto vi mostriamo alcune fotografie presenti nella serie Representations. Vi consiglio altre serie di questa artista, in modo specifico alcune presenti nella sezione Archive e intitolate From the Garden of Natural and not so Natural Wonders e Recicling Nudes (Revised).
Via | i like this art
Segnalato da PDN come uno dei 30 fotografi emergenti del 2009 e vincitore dello Scan 09 Latent Talent, il giovane fotografo di Buenos Aires Alejandro Chaskielberg, ha portato le storybord noir a tinte forti di The High Tide anche a Roma nella collettiva “Gioia”, in mostra fino al 2 agosto con FotoGrafia al Palazzo delle Esposizioni.
Il suo linguaggio fotografico, sensibile alla poetica visiva delle acque, in questo caso del Parana River e al rapporto delle persone con l’ambiente, si spinge ai limiti della fotografia documentaristica, trasformando persone e situazioni reali in scenografie da fiction.
Con la sua fotografia di confine tra realtà e finzione, ricorrendo a processi tecnici per alterare la percezione di colori, di spazi e della luce naturale, il giovane fotografo argentino racconta infatti storie fantastiche esplorando dinamiche reali e la “gioia” in questo, si spinge oltre lo sguardo, nella dimensione surreale suggerita dalle fotografie.
Continua a leggere: I paesaggi surreali di Alejandro Chaskielberg
Elena Givone è una giovane fotografa di Torino rappresentata da Contrasto, che dopo aver vinto nel 2008 il premio “Moovin’ Up” patrocinato dal GAI (Giovani Artisti Italiani) e esposto con una personale al Museo di Arte Contemporanea di Florianopolis, ha approfittato della permanenza in Brasile per realizzare alcuni progetti di ricerca personali.
Uno di questi progetti è l’incantevole reportage “Flying Away”, pubblicato su Panorama, in mostra a Roma al MO.C.A di Piazza Degli Zingari 1, dal 5 al 18 giugno 2009, in occasione del FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma 2009. Un reportage che racconta i sogni dei bambini brasiliani, fotografati su un tappeto che prende il volo nella loro fantasia.
L’esperienza di volontariato al progetto olandese Paint a Future, teso a realizzare i sogni dei bambini attraverso la vendita di opere d’arte e il desiderio di lasciare qualcosa di duraturo a questi bambini, hanno spinto la giovane fotografa ad approfondire la conoscenza della realtà ma soprattutto dei sogni e dei desideri delle nuove generazioni disagiate, nelle cui manine è riposto il futuro.
In occasione del FotoGrafia, Festival Internazionale di Roma 2009 e delle sue declinazioni della gioia, il Punto Touring Club di Roma di Viale Giulio Cesare 100, fino al 2 Agosto ospita il reportage Indian Stills di Carlo Bevilacqua, già presentato alla Biennale di Fotografia di Brescia dello scorso anno e premiato con l’HF Distribuzione al SI Fest 2008, in mostra anche al Boutographies Rencontres Photographiques de Montpellier, dal 6 al 21 Giugno 2009.
La mostra consente di ammirare da vicino questo reportage fuori dal tempo, ma dentro una tradizione che sfugge a condizionamenti temporali e stereotipi innescati dalla società del consumo. La gioia dei volti e delle atmosfere di Indian Stills sembra più vicina al nostro concetto di serenità. È la gioia di un paese povero di risorse ma ricco di tradizione, vita spirituale e forza interiore, la serenità che emerge da tratti, segni ed espressioni di chi sembra capace di fare tesoro di molto meno rispetto a quello che crediamo necessario.
I fotogrammi indiani realizzati su pellicola polaroid BN di Bevilacqua, mostrano un mondo fatto di silenzi preziosi e solennità quotidiane, di sguardi consapevoli e gesti necessari, un mondo che la dimensione fotografica del bianco e nero ha restituito a quella che sembra essere la sua reale ‘dimensione’, figlia della storia più che della cronaca, dell’essenza più che dell’apparenza.

Quest’anno, dal 29 maggio al 2 agosto, si svolgerà l’ottava edizione di FotoGrafia, il Festival Internazionale di Roma, promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma.
La manifestazione è prodotta da Zoneattive e si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Il tema dell’evento, “Declinazioni della Gioia. L’atto di fotografare, visioni e rappresentazioni”, nasce dal desiderio di riappropriarsi della fotografia come atto e contenuto, nonché della felicità e delle emozioni che questa sa generare e che a volte rischiano di perdersi tra il dramma del reportage e il glamour della fotografia di moda.
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