Oggi non ho nessuna voglia di tornare con i piedi per terra e un gran bisogno di guardare le cose con un certo distacco, molto meglio continuare ad osservare il pianeta dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), e il moto delle stelle con Don Pettit e il team di Expedition 31.
Il chimico, ingegnere di volo e astronauta NASA ha fotografato lo spettacolo stellare che state guardando, rendendo psichedelici anche lampi e nubi temporalesche (le macchie luminose nella parte inferiore dell’immagine). Il tutto è stato ottenuto grazie ad una lunga esposizione e la combinazione di 18 immagini digitali, scattate il 16 marzo 2012 con una telecamera all’interno della ISS, in orbita a circa 240 miglia dalla Terra.
“My star trail images are made by taking a time exposure of about 10 to 15 minutes. However, with modern digital cameras, 30 seconds is about the longest exposure possible, due to electronic detector noise effectively snowing out the image. To achieve the longer exposures I do what many amateur astronomers do. I take multiple 30-second exposures, then ‘stack’ them using imaging software, thus producing the longer exposure.”
Per un bel viaggetto spaziale on line trovate anche la gallery raccolta da Expedition 31 sin dal lancio. Per seguire le ‘tracce’ delle stelle basta una passeggiata su Tumblr.
Via | NASA/Don Pettit - Discovery
La terra vista dallo spazio continua ad offrire punti di vista inediti, e se il collage della Blue Marble fornito dalla Nasa ha fatto storia, ad arricchire la gamma del presente provvede il singolo scatto di 121 megapixel realizzato dal satellite meteorologico russo “Elektro-L“, in orbita geostazionaria a 36.000 km sopra l’equatore.
Ogni scatto di elevata risoluzione, deve la sua sfumatura cromatica alla capacità del satellite di rilevare 4 differenti lunghezze d’onda, interpolando le tre lunghezze d’onda della luce visibile con quella infrarossa, responsabile delle tonalità arancioni della vegetazione.
Il video in time lapse che state guardando raccoglie quindi le evoluzioni della terra insieme a molte di queste immagini, scattate ogni 30 minuti in un arco temporale che va dal 14 al 20 maggio 2011. A cambiare ovviamente non è il pianeta ma solo la nostra percezione.
Avevamo già parlato due anni fa della semplice ma efficace idea dietro le custodie Beta Shell: proteggere il singolo obiettivo inserendolo in un cilindro rigido di plastica. Ora il sistema si rinnova, e le nuove Beta Shell Series 5 sono garantiti a prova di bomba. Polvere, acqua, martellate o addirittura un SUV possono passare sopra alla custodia senza che succeda nulla all’obiettivo protetto al suo interno.
Questo grazie alla rigidità dell’involucro esterno ed alla morbidezza della gommapiuma all’interno. In questo modo l’impatto viene assorbito e non trasmesso, assicurando la protezione della nostra attrezzatura. La chiusura stagna garantisce che acqua, polvere e sporco non possa entrare. Infine delle asole predisposte facilitano il fissaggio della custodia magari all’imbracatura del fotografo.
Queste custodie infatti sono state inventate dal fotografo Luis Elenes, che aveva bisogno di portarsi dietro un secondo obiettivo durante le scalate, quindi le Beta Shell Series 5 si rivolgono specialmente a fotografi che devono trasportare la propria attrezzatura nelle condizioni più impervie. I prezzi delle custodie Beta Shell Series 5 vanno dai $ 40,00 ai $63,00, a seconda delle dimensioni del cilindro, e possono essere acquistati direttamente dal sito del produttore.
Se vi fate spaventare dai prezzi delle nuove Leica, magari dell’ultima versione con sensore monocromatico, converrete però che sono nulla a confronto delle folli cifre che girano sul mercato del collezionismo. Proprio ieri è stato registrato il record della fotocamera più costosa, una Leica venduta per 2.160.000 Euro in Austria.
La vendita è stata effettuata dalla casa d’aste WestLicht, che non è nuova a questi record. Pochi mesi fa avevano registrato una vendita record per Euro 1.320.000, che a sua volta superava una vendita record del Gennaio di quest’anno, chiusa a “soli” $ 492,500.
La fotocamera venduta ad oltre due milioni di Euro non è ovviamente una Leica qualsiasi. Si tratta infatti di uno dei soli 25 pezzi realizzati nel 1923 per testare il mercato, due anni prima della nascita ufficiale del noto marchio tedesco. La Leica “0-series no.107″ è perfettamente funzionante e completa di quasi tutti gli accessori originali. Purtroppo non è stato comunicato il nome del ricco acquirente: sarei oltremodo curioso di sapere chi è disposto a spendere cifre simili nel collezionismo fotografico.
Se siete dei fotografi paesaggisti nel vostro zaino fotografico non mancheranno certamente dei filtri. Come minimo avrete un filtro polarizzatore, qualche filtro ND (Neutral Density) e qualche filtro GND (Graduated Neutral Density). Tramite questi filtri è possibile ad esempio controllare i riflessi su superfici come l’acqua, allungare i tempi di esposizione e bilanciare le differenze di luminosità nell’inquadratura.
Una delle ditte più famose ed utilizzate dai professionisti ed appassionati di tutto il mondo è l’inglese Lee Filters, di cui vi proponiamo in apertura un video di come viene realizzato un filtro. I prodotti della Lee Filters sono decisamente costosi, ma guardando il video si apprezza il lavoro manuale necessario per realizzare un filtro di qualità.
Come dichiarato orgogliosamente sul sito, ogni filtro richiede un’ora di lavoro di vari operatori, tra cui quello che mette la lastra a bagno nel colorante e ne controlla continuamente l’uniformità e la qualità dell’assorbimento. Per chi volesse infine approfondire l’argomento uso dei filtri consiglio di leggere la rivista online realizzata proprio dalla Lee Filters, dove proverete tanti esempi ben spiegati.
Deliziosamente bizzarra, nel suo cappottino trapuntato celeste, sciarpa optical e basco nero, Gilda Todar (classe 1927) è al primo ruolo da protagonista dell’eclettico You & Me On A Sunny Day di Rocky McCorkle, International Exposure Awards 2011.
Tanti scatti realizzati tra il 2007 e il 2011, un libro, un lungometraggio “statico e silente”, che inquadrano questo bizzarro personaggio diviso tra quotidianità invasa di ricordi, flashback del suo defunto consorte e una sorta di thriller psicologico, interessato alla “malleabilità della memoria e l’impatto che i media hanno sulla nostra vita”.
Tutti i giorni capita di intraprendere riflessioni e discussioni, scatenate da antitesi e contraddizioni dell’inarrestabile società del consumismo, che genera nuovi accessori per vendere falsi bisogni, dai quali nessuno è immune.
Lo stesso meccanismo che la fede nel progresso degli anni Cinquanta ha ipernutrito, e posto sotto gli occhi di tutti, o quanto meno degli sguardi più lungimiranti, in grado di cogliere il presente da prospettive ‘moderne’.
Da questo punto di vista le evoluzioni del costume della società svizzera degli anni ’30-’50, fotografate dal reporter bernese Hans Steiner, sono un eloquente ‘Cronaca della vita moderna’, con il suo campionario di scalatori audaci, elettrodomestici, bagni in piscina ed allegorie.
Una Cronaca della vita moderna che non a caso fornisce nome e contenuto alla retrospettiva itinerante, il libro e il film, portati dal Musée de l’Elysée al Museo Civico Villa dei Cedri di Bellinzona, fino al 3 giugno 2012. Immagini perfette per riflettere sulle evoluzioni del progresso (regresso) e del consumismo.
Hans Steiner – Cronache della vita moderna

Continua a leggere: Alle origini del consumismo con le Cronache della vita moderna di Hans Steiner
Se il finto spot della Snap Instagram ha fatto riflettere su una fotocamera capace di coniugare i pregi di Polaroid con quelli dell’app. Instagram, altri hanno iniziato a elaborare l’idea. Il team di ADR Studio ha addirittura sfornato il concept design della Instagram Socialmatic Camera!
Un gioiellino che strizza l’occhio al passato (di Polaroid) tenendo ben presente il futuro (di Instagram), con 16 GB di Memoria; Wifi e Bluetooth, schermo touchscreen 4:3; un obiettivo per gli scatti e uno per webcam, lettura QR code, filtri 3D; Zoom ottico; Flash Led; stampante interna con carta da foto Instagram; cartuccie di 4 colori e un InstaOs 1.0 che guarda al futuro dell’ultimo gemellaggio tra Instagram e Facebook.
Ovviamente è ancora solo un’idea, anche se le elaborazioni grafiche sono eloquenti e un apparecchio del genere non avrebbe grossi problemi a trovare la sua nicchia di mercato, facendo leva su passioni vecchie e nuove. Un giocattolo certo, ma voi ci giochereste?
Foto | ADR Studio
La macchina modificata senza freni posteriori è ferma, le gomme girano a più non posso, e il fumo che produce tutto questa accelerazione statica, è la ragione della passione per le Drag Racing e la pratica del Burnout che imperversa sulle strade.
Avvincenti gare ad alto tasso di velocità e fumo, in equilibrio tra potenza, prestazioni e controllo, tanto diffuse da diventare legali, anche se creano l’inferno sull’asfalto pure quando non prendono fuoco, e trasformano Ford, GM o Chrysler super personalizzate, con cofani che custodiscono gioiellini, una sorta di visione mistica (vedi l’ultimo scatto della gallery).
L’obiettivo di Simon Davidson ha lasciato la moda per queste gare, e dopo averle seguite per anni, ha dedicato a questa particolare sottocultura australiana anche il progetto che ne porta il nome.
Via | Tumblr - supercharged
Abbiamo già svolazzato sopra a Londra di notte con l’obiettivo di Jason Hawkes, ma credo che non dispiacerà a qualcuno di voi ripetere l’esperienza, estendendola anche al giorno, in questa metropoli che è la fine del mondo, e con l’atmosfera che aleggia in London aerial 1 sa ispirare anche foschi presagi apocalittici.