Bhe che c’è di strano? Buon Natale ovunque siate!
Foto di Richie D aka Puroticorico.
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Le elezioni americane sono finite, Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti ma tra le tante campagne promozionali che hanno attirato la mia attenzione in questa occasione, c’è lo slogan only you can silence yourself, veicolato da Declare Yourself di David Lachapelle.
Ogni manifesto, interpretato da volti noti e meno noti, grida questo messaggio nonostante la bocca cucita ogni volta da una trovata diversa e invita i giovani elettori americani a votare. Una bella iniziativa, impreziosita dal talento di David Lachapelle, che forse andrebbe presa come spunto anche qui da noi in Italia, dove ogni volta il tasso di astenuti al voto è impressionante.
Via | Advertolog.com

Da Selma Hayek a Bob Dylan, da Julianne Moore a Bjork, le celebrità della nuova Hollywood, fotografate negli ultimi 20 anni da Matthew Rolston, animano il nuovo libro fotografico BeautyLIGHT edito da teNeues, disponibile anche in pregiate e costose versioni limitate da collezione.
Il patinato e controverso mondo raccolto dal volume, è sponsorizzato e supportato dal programma di sostegno alla creatività, che Remy Martin’s.high-class cognac Louis XIII, ha deciso di stanziare per il talento del fotografo, regista di videoclip e campagne commerciali Matthew Rolston o quello del designer Christophe Pillet.
Via | Yatzer.com
In questi giorni a Milano, il Fresco Art di Viale Montenero 23, ospita un giovane fotografo e la sua personale rivisitazione del classico di Carrol. Promossa dall’ART Side Istituto Italiano di Fotografia, Alice di Andrea Francesco Berni è un viaggio dentro se stessi, oltre lo specchio che finisce per trattenere l’immagine dei ricordi e dell’infanzia che ci lasciamo alle spalle. Dopo tanti scatti, con i quali tenta di esprimere e condividere il suo magma di passioni e interessi, Alice è la soglia che Andrea Francesco Berni ha deciso di attraversare con la sua prima personale.
La formazione artistica, la passione per l’illustrazione e il disegno, quella per il cinema che lo ha portato ad occuparsi del sito Bad Taste, la musica classica e jazz che non si limita ad ascoltare e ovviamente la fotografia, hanno influenzato il linguaggio espressivo di Andrea Francesco Berni e il suo modo di comunicare con il mondo. Siamo ancora all’inizio del viaggio e questa ci sembra l’occasione ideale per fare quattro chiacchiere con chi ha intenzione di intraprenderne uno lungo e pieno di soglie e svolte.
“Battenti semichiusi lasciano filtrare la luce della speranza, sola ed unica sopravvissuta in luoghi abbandonati e dimenticati forse troppo in fretta. Per non dimenticare il 23.11.1980, See here the complete reportage.”
Panalumix Dmc FZ50
(November ‘07)
f 3.2, 1/8sec, 200iso
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Stato d’animo: C’è sempre più bisogno di sognare, di scappare, di liberarsi dalla pesantezza della realtà; qualcuno diceva: “Ringraziamo Dio per la realtà e anche per la possibilità che ci ha dato di fuggirla.”
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Tokyo Twilight Zone è il nuovo libro fotografico di Shintaro Sato sulla metropoli giapponese vista dall’alto, ma non troppo, dal punto di vista di chi vive e respira Tokyo tutti giorni, ne assapora le contraddizioni, i grattacieli che svettano vicino alle vecchie costruzioni, le luci abbaglianti e le arterie brulicanti sotto i tetti di tutte le forme e dimensioni.
Il progetto fotografico di Sato, forse non originale ma assolutamente efficace nel restituire le sfumature anche culturali di una città attraverso la sua spettacolare e caotica architettura, si è tradotto nel libro edito da Seigensha, che trovate in vendita a condizioni vantaggiose su Japan Exposures.
Via | Pinktentacle.com
L’amore è ovunque
Foto di Ideogibs alias Gilberto Benni
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Qual è la vostra reazione davanti a crisi, disastri e spaventi? Artisti come il giovane Edin Crow hanno optato per l’ironia, da sempre un toccasana per il corpo e lo spirito.
Senza limitarsi a fotografare le espressioni di un volto investito da tali emozioni, lui stesso, buffo, talvolta grottesco, in ogni autoscatto ricorre ad un travestimento e ad una messa in scena, per catturare una gallery di situazioni paradossali e disatrose.
A dire il vero Crow usa l’ironia come chiave di lettura di situazioni e argomenti anche meno catastrofici ma altrettanto esilaranti, come la gioia manifestata nei confronti del proprio lavoro di Happy Workers, il gioco di ruolo veicolato da un paio di baffi o un vestito giallo.
Via | Notcot.org
Nomadi, bambini, vita nel campo
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