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Tutti gli articoli con tag officine fotografiche roma

Alla Wo-Ma'n Gallery "Senza Veli"

pubblicato da Cut-tv's

Oggi fa parecchio freddo anche nella capitale scaldata tutto l’anno dal sole e dalla smog, ma alla Wo-Ma’n Gallery l’atmosfera si inizia a scaldare per la prossima mostra “Senza Veli” di Manuel Guffanti.

Il sito del fotografo si sta concedendo un nuovo look, anche se potete sbirciare qualche scatto sfogliando il suo libro on line, ma per sapere qualcosa di più sul progetto, quanti veli si toglierà e in quale modo l’allestimento arrederà la home gallery, bisogna aspettare l’inaugurazione di sabato 4 febbraio 2012.

Dopo gli “Incroci Metropolitani” di Fabrizio Intonti e la Nostalghia/Ностальгия delle Polaroid di Marco Soellner, aspetto quindi di assistere ad una nuova trasformazione dell’atmosfera che ogni volta la piccola home gallery tesse insieme all’allestimento.

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Obiettivi Obiettività: la Fotografia tra Arte & Scienza

pubblicato da Cut-tv's

 Géraldine Lay – Les Failles ordinaires, marzo 2009 – Courtesy Galerie le Reverbère, Lyon

La capacità di visualizzare l’impercettibile, l’incorporeo, l’astratto, il fuggevole, rende la fotografia uno strumento prezioso, sia per chi è interessato ad esplorare le sfumature più artistiche della realtà, sia per quanti puntano alla ricerca scientifica, entrambi peraltro più distanti negli obiettivi e nell’obiettività da raggiungere che nei risultati.

Basta dare una sbirciata alla fotografia scientifica di Berenice Abbott per notare quanto le bolle di sapone, un campo magnetico o il comportamento delle onde, sanno essere avvincenti e intriganti sia dal punto di vista scientifico che estetico. Lo stesso Virus dell’influenza A consacrato dalla deontologia professionale del prestigioso Institut Pasteur, o una cellula del sistema nervoso del CNRS, sembrano del resto poter aspirare all’olimpo dell’arte.

Non è un caso che siano proprio le opere della Abbot e del suo mentore ‘collezionista’ Eugène Atget ad aprire un’esposizione internazionale di fotografie come Obiettivi Obiettività che si pone l’obiettivo di guardare da vicino distanze e similitudini tra arte e scienza, affiancando scatti scientifici realizzati per l’Institut Pasteur e il CNSR, a percorsi soggettivi (Bernard Plossu e Jan Dibbets) e visioni che arrivano da paesi, generazioni, tecniche ed estetiche distanti, da sbirciare on line e da questa sera nella mostra ospitata alle Officine Fotografiche di via G. Libetta 1.

Obiettivi Obiettività
 Philippe Pétremant – Série That’s all Folk’s, 2007-2008 – I’m so tired - Courtesy Galerie le Réverbère, Lyon  Virus dell’influenza A Institut Pasteur Alessandro Dandini de Sylva – Serie «Lumen» – Alessandro Volta Berenice_Abbott- Comportamento delle onde - Ishtar Film

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Stato d'Italia: un libro e una mostra fotografica su un paese in crisi nell’era berlusconiana

pubblicato da Cut-tv's

01 Stato D'Italia fotografie di Emiliano Mancuso

Da Italiana che continua a guardare il suo paese 150 anni dopo l’unificazione e vive sulla sua pelle gli effetti devastanti dell’era berlusconiana, mi avvicino al reportage delle cronache lente di Stato d’Italia, raccontate da un gruppo di giornalisti e fotografate da Emiliano Mancuso.

Un lungo viaggio a bordo di una Fiat sul punto di morte, lungo migliaia di chilometri di strade e vite dell’Italia cassintegrata, precaria, senza casa, che vive in discariche o sotto tetti fatiscenti, alla periferia industriale della capitale in attesa di una casa popolare, o in paesi fantasma dove le frane hanno cancellato anche la speranza.

Storie e immagini di un paese attraversato da una profonda crisi economica e sociale, diviso tra la vita nei palazzi della politica romana e la rivolta dei braccianti africani di Rosarno, passando per gli sbarchi di Lampedusa e i ragazzi di Taranto che vogliono rimanere lontani dai fumi delle acciaierie Ilva. Tante storie diverse e uguali raccolte in un libro edito da Postcart, in mostra alle Officine Fotografiche di Roma, dall’8 novembre al 9 dicembre 2011.

Stato D’Italia
02 Stato D'Italia fotografie di Emiliano Mancuso 03 Stato D'Italia fotografie di Emiliano Mancuso 04 Stato D'Italia fotografie di Emiliano Mancuso 05 Stato D'Italia fotografie di Emiliano Mancuso.jpg

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Elvis & Presley a FotoLeggendo 2011

pubblicato da Cut-tv's

00_Elvis e Presley, Death Valley by Stephan Vanfleteren & Robert Huber

La musica cambia, persino l’America del Grande sogno Americano, ma non i miti che Elvis & il paesaggio americano on the road continuano ad incarnare, e Elvis & Presley hanno reso protagonisti di un lungo viaggio alla riscoperta della quotidianità del mito.

Il Re del Rock che ha dato voce al King of the Road diventa complice di Elvis (Robert Huber nelle foto in bianco e nero) & Presley (Stephan Vanfleteren nelle foto a colori), due entità in antitesi e complementari, come il bianco e nero & il colore con il quale si sono fotografati a vicenda, due facce della stessa medaglia, quella del mito e quella dell’uomo, due punti di vista sulla stessa realtà.

Niente “Long Lonely Highway” per il fotografo svizzero Robert Huber e il collega belga Stephan Vanfleteren, che vestendo letteralmente i panni di Elvis & Presley, nel 1999 hanno attraversato 11 stati americani, da Times Square alla Valle della Morte, da Holly Springs a Graceland, dai motel economici alle lavanderie a gettoni, in un tour on the road nella cultura americana, che guarda alla brama del mito quanto ai suoi effetti sul quotidiano, e dal 1 ottobre fa tappa alle Officine Fotografiche di Roma con FotoLeggendo.

Elvis & Presley
01_Elvis e Presley, Death Valley by Stephan Vanfleteren & Robert Huber 02_Elvis e Presley, Subway New York by Stephan Vanfleteren & Robert Huber 03_Elvis e Presley, midtown diner, New York by Stephan Vanfleteren & Robert Huber 04_Elvis & Presley, Bar on Route 66 in Arizona by Stephan Vanfleteren & Robert Huber

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FotoLeggendo 2011 Tra Passione e Professione

pubblicato da Cut-tv's

01_Fotoleggendo 2011_Tarocchi by Settanni

Nutrirsi quotidianamente con la moltitudine di punti di vista offerta dalla fotografia, è una passione e un’attitudine che richiede tempo quanto una discreta capacità di ‘andarsela a cercare’, agevolata di tanto in tanto anche dalla fortuna, o da manifestazioni come FotoLeggendo, e dalla valanga di sguardi che sta per portare a Roma.

Una VII Edizione organizzata dalle Officine Fotografiche Tra Passione e Professione, tra mostre e incontri interessanti, letture del portfolio e il piacere di sfogliare, annusare e magari accaparrarsi una nuova pubblicazione fotografica, a partire da giovedì 15 settembre 2011 al Museo di Roma in Trastevere, forniti di tutta la simbologia mistica e la lungimiranza propiziatoria dei Tarocchi di Pino Settanni.

Per approfittarne basta perdersi nel labirinto di sguardi e progetti che attraversa tutta la città, dietro i volti dei francesi più potenti delle Figures du pouvoir di Olivier Roller all’ISFCI di San Lorenzo, tutta la creatività della fotografia istantanea del network Polaroiders ospite di ars-imago a 100 metri dalle Mura Vaticane, o una qualsiasi delle Solutions by NOOR, come le Consequences by NOOR con Zizola e il clima alla 10b Photography Gallery della Garbatella.

Fotoleggendo 2011
02_Fotoleggendo 2011_Figures du pouvoir by Olivier Roller 03_Fotoleggendo 2011_Il Sonno C Carmen Palermo by network Polaroiders 04_Fotoleggendo 2011_nobody is there anybody out there by Andrea Tonellotto 05_Fotoleggendo 2011_Solutions by NOOR

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UNDERGROUND di Riccardo Scibetta alle Officine Fotografiche di Roma

pubblicato da Cut-tv's

Underground©Riccardo Scibetta_Officine Fotografiche di Roma Nonostante la gran parte della società sembri al momento più interessata alla superficie delle cose, ci sarà sempre chi preferisce esplorare quello che c’è sotto, e riflettere sull’ambiguità di un mondo che ha smarrito il confine tra reale e immaginato, a tutto beneficio del secondo.

Ricorrendo a trucchi semplici ma efficaci, con le visioni multiple e sovrapposte di Underground, Riccardo Scibetta consente inoltre all’occhio di scorgere, immaginare, ricordare, esplorare, tutte quelle suggestioni, illusioni e punti di vista, che ognuno elabora in modo individuale e personale.

Guardando con ironia very british ai clichè di una Londra da manuale, con la cabina telefonica rossa e lo skyline vittoriano, la sua regina imbalsamata e la middle class inamidata, Riccardo Scibetta ha giocato con montaggi visivi suggestivi che svelano la ‘struttura’ di una città e di una società ancora da esplorare, quanto quella dell’impettita guardia inglese, scelta per la locandina dell’esposizione dei dieci lightbox che illumineranno le Officine Fotografiche di Roma dal prossimo 15 giugno al 6 luglio 2011. Buona passeggiata!

Underground
Underground Underground Underground

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Africa: See You, See Me alle Officine Fotografiche di Roma

pubblicato da Cut-tv's

SOIBIFAA DOKUBO

‘Il Signore è il mio pastore’, ‘Dio è grande’, ‘La giustizia è la ricchezza del povero’, ‘Nessuna destinazione, perché affrettarsi’, ‘Il mondo non è solo per te’ .. sono i messaggi di speranza e frustrazione che corrono lungo le strade dissestate africane con i Mammy Wagons, ispirati alla consuetudine delle donne africane che si recano al mercato per vendere i frutti del loro raccolto.

Frasi decorative, vere opere d’arte che scorrazzano per tutto il paese su furgoni che trasportano cibo e messaggi, insieme a quel ‘See You, See Me!’ che spicca dalla sagoma dell’Africa di un Mammy Wagon, rappresentando il modo nel quale gli africani vedono e immaginano se stessi, e come vogliono che gli altri li vedano.

Mettendo insieme tanti scatti e modi diversi di guardare a questo paese, Africa: See You, See Me è diventata anche una mostra itinerante di sguardi d’Africa a cura di Awam Amkpa, una collettiva in tour con i Mammy Wagon di Soibifaa Dokubo, i bagni di fango di Michael Tsegaye o il look d’assalto di Majida Khattari, che dopo essere partita dal Museu di Cidade di Lisbona, e aver fatto tappa alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze, sarà alle Officine Fotografiche di Roma.

Africa See You, See Me
ALDO SODOMA ANDREW DOSUNMU CEDRIC NUNN COLONIAL IMAGE_DAVID GELBARD ARCHIVE

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Obiettivo Donna 2011: sguardi fotografici al femminile alle Officine Fotografiche di Roma

pubblicato da Cut-tv's

Obiettivo Donna 2011

Da donna che crede e difende l’individualità e il valore delle differenze, a dispetto dei pregiudizi ciechi e sordi alla ragione, dei giochi di ruolo, dell’omologazione di massa, dei simboli che non hanno alcuna ricaduta sul reale, e di quel ‘mondo degli uomini’ allevati e sostenuti da donne, credo sia abbastanza naturale il mio interesse per gli sguardi interessati ad esplorare questo genere di realtà e tematiche.

Sguardi che ritraggono il grado di tolleranza e assuefazione ‘agli orrori e alla discriminazione’ sviluppato dalla nostra società, come Bibi Aisha di Jodi Bieber, e inquadrano i tanti modi nei quali le differenze si palesano e manifestano, come faranno, ognuno in modo diverso, gli sguardi fotografici al femminile protagonisti della VIª edizione di Obiettivo Donna, ospitata alle Officine Fotografiche di Roma, dal 25 febbraio al 26 marzo 2011.

La rassegna dedicata al “ruolo delle donne tra fotografia ed editoria” offrirà una vasta gamma di immagini, stimoli e momenti di riflessione, attraverso incontri a tema, presentazioni editoriali, workshops e mostre dedicate alla bellezza, alla fragilità e alla prospettiva.

Obiettivo Donna 2011
Obiettivo Donna 2011 Obiettivo Donna 2011 Obiettivo Donna 2011 Obiettivo Donna 2011

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The Sochi Project: Empty land, Promised land, Forbidden land, in libreria e a Roma

pubblicato da Cut-tv's

In molti luoghi del mondo, probabilmente anche sotto i vostri occhi, le radici di culture ed esistenze continuano ad essere sradicate dall’avanzata di quello che in troppi si ostinano a chiamare ‘progresso’.

Un caso emblematico di questo fenomeno, continua ad essere monitorato dal mix dinamico di fotografia documentaria, film e reportage del Sochi Project, che il fotografo Rob Hornstra e lo scrittore/filmaker Arnold van Bruggen hanno puntato sui cambiamenti in atto nell’area Russa di Sochi (Soči), dove nel 2014 si terranno i Giochi Olimpici Invernali.

Un ottimo esempio di “Slow Journalism” indipendente e progettuale, che torna a Roma nel fine settimana per presentare la seconda pubblicazione di The Sochi Project: Empty land, Promised land, Forbidden land, e quattro anni di esplorazione dell’Abkhazia, tutti da sfogliare in un perfetto mix di libro fotografico e saggio socio-politico.

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Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon, alle Officine Fotografiche di Roma

pubblicato da Cut-tv's

Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon

Come premesso, le Officine Fotografiche di Roma inaugurano il 2011 con una gallery di sguardi e affinità illuminanti, che contemplano anche il premio Pulitzer Rick Loomis e diversi vincitori del World Press Photo come Pietro Masturzo e il medaglia d’oro “Robert Capa” Ashley Gilbertson, tra i protagonisti della collettiva “Gli Scatti della crisi, da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon”, e testimoni di cause ed effetti di questa crisi globale che ha radici profonde e derive lontane.

Per parlare di crisi oggi c’è bisogno di un caleidoscopio di sguardi e punti di vista diversi rivolti al nuovo millennio, che contemplano vittime e protagonisti, conflitti e disastri, antitesi e similitudini, i funerali di un giovane militante della jihad islamica e la liberazione di Aung San Suu Kyi, cortei finiti nel sangue e clochard che dormono in letti di cartone, le nubi color ruggine delle miniere indiane e i rifiuti di Scampia.

Dal 21 gennaio al 21 febbraio 2011, la sede delle Officine Fotografiche di via G. Libetta 1, ospiterà per questo 19 testimoni del nostro tempo e una ‘cartografia della crisi’ alla quale non sfuggono conseguenze e trasformazioni, analisi e riflessioni, approfondite da dibattiti e incontri che partono dalla crisi globale per arrivare a quella del giornalismo e della fotografia.

Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon
Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon Gli Scatti della crisi da Scampia a Teheran, da New York a Rangoon

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