L’esperienza fotografica dell’americana Sarah Wilmer si muove soprattutto nel mondo della fotografia commerciale, come la moda o la promozione di band musicali. Nonostante questo il suo stile è sempre riconoscibile e ben strutturato, dove in ogni scatto possiamo apprezzare il suo gusto estetico e compositivo.
Le sue fotografie sono spesso composizioni complesse, dove i personaggi ritratti somigliano più a creature misteriose inserite in contesti altrettanto enigmatici, dove i rimandi a storie leggendarie è spesso una costante. In ogni fotografia vengono studiati nei minimi dettagli il taglio e la composizione, per fare in modo che l’effetto misterico si presenti spesso e volentieri in ogni fotografia.
La fotografa sembra quindi riuscire a “controllare” a suo piacimento ogni persona ritratta, per inserirla nel suo “libro” di storie magiche e piene di leggende. Consiglio in modo particolare la visione delle sezioni intitolate Music, Portraits e Others.
Via | booooooom

Rimaniamo in Inghilterra, nella capitale londinese per la precisione, per parlare di un utente Flickr chiamato e conosciuto con il nome di Stuart Pillinger. Il suo linguaggio fotografico è sicuramente espresso attraverso macchine analogiche, come la holga, la polaroid e così via.
Le sue fotografie vedono spesso il paesaggio con inserite persone al suo interno, nell’intento di comunicare qualcosa. Egli infatti riempie di simboli e rimandi leggendari della storia, di cui sicuramente il suo Paese ne è colmo.
Ogni fotografia ci riporta a scenari magici e misteriosi, dove le persone ritratte fungono da messaggeri di leggende lontane, e lo scenario che gli si prospetta dietro non è da meno. Questo linguaggio fatti di segnali e simboli è il punto vincente dello stile di questo utente.

Il corpo nel paesaggio, la fotografia come strumento di ispirazione per lavori sperimentali e di forte impatto visivo, questi sono elementi presenti nel lavoro di questa fotografa finlandese.
Sarah Gerats usa il proprio corpo e lo muove, lo deforma, lo fa integrare al paesaggio. I luoghi naturali e pieni di poesia che la circondano, rendono ogni scatto un atto performativo che suggerisce un tono magico ed etereo, che ci trasporta in leggende e storie fantastiche.
Il paesaggio è quasi sempre legato alla presenza fisica della fotografa, la quale cerca di amalgamarsi con la natura, cerca di esserne parte integrante.