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Tutti gli articoli con tag ritratti

Be the Change con Jr, ritratti per unire il mondo

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné


BE THE CHANGE si ispira alla filosofia della partecipazione condivisa, e promette scintille. Si tratta di un progetto proposto dall’artista francese JR, conosciuto per i suoi tag all around the world, che prosegue sulla strada tracciata dall’iniziativa INSIDE OUT, (già passata per molte strade del mondo e anche tra le nostre pagine), promossa dallo stesso creativo della street art. Organizzato in collaborazione con Yvonne Senouf e Corinne Weber, della piattaforma artistica internazionale MELD, permette di unire popolazioni dislocate ai quattro angoli del globo nella giornata di oggi, una data simbolica che segue di poche ore la Giornata mondiale della Pace celebrata il 21 settembre.

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LiliRoze tra veleni e vanità

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

LiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze (dolce diminutivo per Nathalie roze) è una “giovinetta” dallo sguardo incantato e indagatore. Iniziata alla fotografia in tenera età, e animata alla scoperta delle immagini dal padre, ha tracciato la sua strada trasferendosi a Parigi e frequentando L’ENS Louis Lumière, presso il quale si diploma nel 1997. Invitata alle passeggiate fotografiche di quest’estate, ha istillato uno spunto che nella mia memoria non ci ha messo molto a dar vita ad un colorato seguito. Letteralmente catturata dalle bocche rosso ciliegia delle modelle che ritrae, terribilmente accattivata dalle gonnellone purpuree piene di veli e incuriosita da alcuni arditi accostamenti, ho messo il naso nel suo sito personale, ed ecco aprirsi una sfilata di cliché in piena regola, incollati su sfondo di velluto nero.

Facciamo rotta sugli scatti che le sono valsi il Prix pour la meilleure photographie 2011 (categoria moda e bellezza e nature morte) assegnato dall’agenzia specializzata A3PF, un riuscito mélange di sensualità dai tratti gotici e leggera inquietudine, un insieme unico che prende vita attraverso l’esperienza personale di colei che ritrae, per fondersi nell’interpretazione attiva dei soggetti, come ben illustra un estratto della presentazione sul blog delle Promenades Photographiques:

LiliRoze alimenta il suo lavoro attraverso, i colori, le ombre e gli uomini che incrocia per caso con lo sguardo o in incontri inaspettati. In una luce calante, nella vicinanza alla confidenza della sua macchina fotografica, trascende l’intimità come un quadro che ritorna o risorge sul filo dei secoli. “Non si fotografa ciò che si vede, ma quello che si sente”. Contorni imprecisi, mossi che risuonano come echi e che riconosciamo come la traccia di un sogno già fatto. Un procedimento vicino all’allucinazione, ai bordi della rivelazione dell’inconscio.

LiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanitàLiliRoze tra veleni e vanità

Via | liliroze.com

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Le fantasticherie alla Rousseau di Dorothée Smith

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Loon: Le fantasticherie di Dorothée Smith
“Loon” è un progetto atipico che mette insieme ritratti e paesaggi. I corpi lattiginosi di alcuni giovanissimi prendono nuovo spessore nella studiata suite di scatti tenui che sembrano giocare a nascondino tra l’omonima cittadina-fantasma, abbandonata sulle coste del Mare del Nord e i suoi improvvisati abitanti.

Creato dalla fantasia di Dorothée Smith (francese classe 1985 “celebrata” al Festival della Fotografia di Arles), per essere proiettato in teatro, con la colonna sonora di Alva Noto & Ryuichi Sakamoto, dall’album Vrioon (Raster noton, 2002), e l’accompagnamento di una poesia scritta ed interpretata da poem E.E. Cummings, “That melancholy”, risente in maniera profonda dell’influenza di un famoso scritto del filosofo Rousseau. “Le fantasticherie di un passeggiatore solitario” assumono una nuova ampiezza concettuale e si tingono di carne spiritualizzata, riassunta e potenziata negli anfratti di un mondo abbandonato dall’umanità e pronto a ritornare lentamente nelle mai della natura locale:

Alcuni ritratti, androgini e senza volto, scivolano verso paesaggi enigmatici portandoci ad interrogarci su un’identificazione la cui determinazione resta impossibile. L’aspirazione della serie risiede nello svelare il complesso rapporto tra l’individuo e il mondo in cui si dissolve, sotto forma di respiro e flussi.

Loon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée SmithLoon: Le fantasticherie di Dorothée Smith

Via | dorotheesmith.net

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One portait a day

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Daily Portrait
Portrait Daily è stato fondato in 18 marzo dello scorso anno, in un luogo imprecisato dello spazio digitale e in una frizzantissima Praga, da un’idea forse anche un po’ banale, ma dall’altissimo potenziale di contaminazione. Di cosa si tratta lo si può intuire già dal titolo, un vero e proprio invito ad unirsi alla nutrita community di aderenti che hanno inviato il proprio ritratto. Uomini e donne dai tratti somatici diversissimi, età che si inseguono, si mostrano e si nascondono a volte, sotto sguardi sfrontati o imbarazzati. Schermi calati di individui, catturati preferibilmente in luoghi pubblici, en plein air, ma anche nell’intimità di mura amiche, che mettono in gioco il loro “involucro”, mostrandosi vestiti della loro pelle, o con appena qualche indumento in più.

Sembra che al termine dell’iniziativa, aperta a tutti, e raggiunta la soglia dei fatidici 365 giorni, scanditi da altrettanti cliché, i materiali raccolti, attualmente disponibili (con aggiornamenti in tempo reale) sul sito e sul profilo twitter dedicato, saranno riuniti in un libro e in un’esposizione i cui profitti saranno donati in beneficenza…non abbiamo ancora trovato riscontri in merito, provare per credere?

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Via | portraitdaily.tumblr.com

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Interviste Clickblog: Francesco Zizola

pubblicato da Pasquino


Parla di se più spesso come un giornalista. Sono però le sue foto, da quelle recenti sui cambiamenti climatici a quelle celebri della guerra in Iraq fino alle immagini che hanno raccontato la tragedia delle mine antiuomo in Angola, un reportage con il quale ha vinto il World press photo, ad averlo reso uno dei più grandi fotoreporter del mondo. Parliamo di Francesco Zizola, fotogiornalista, cofondatore dell’agenzia Noor e della 10b Photography Gallery, romano, uno dei pochi in Italia in grado di poter parlare di reportage con autorevolezza e sensibilità. Clickblog lo ha intervistato

Partiamo dai segreti del mestiere. Uno dei problemi per i fotoreporter non professionisti, ma anche per quelli più navigati, è quello di riuscire a scattare immagini in contesti ostili senza generare alterazioni della naturalità della scena che si vuole ritrarre. Qual è il segreto dell’invisibilità?

Ognuno ha naturalmente il suo metodo. Io cerco di rendermi neutro. Questo sulle prime sembra impossibile, basti pensare quando un reporter deve realizzare un lavoro in un contesto rurale africano dove si è l’unico bianco in centinaia di chilometri… Ma l’invisibilità si raggiunge con il massimo dell’esposizione. Quando si è così diversi da non poter essere non visti meglio giocare la carta dell’abitudine. Naturalmente queste tecnica necessità di tempo: dopo qualche ora o qualche giorno si diventa invisibili, si diventa parte del paesaggio e così di può iniziare a lavorare.

Il tuo lavoro, oltre che per la perfezione estetica e realizzativa si caratterizza spesso per i forti contenuti. Sembra che le tue foto vogliano mandare un messaggio diretto a chi le guarda. C’è un valore etico nel tuo lavoro?

Per molti sorprende che l’etica sia citata nella professione del fotogiornalista. In realtà non vedo come possa essere altrimenti. Questo è un lavoro che non può essere concepito al di là del rapporto tra persone: il fotogiornalista è un testimone per conto della collettività a cui presta i suoi occhi, la sua mente, la sua intelligenza ed i suoi sentimenti. E’ una persona che ha una funzione pubblica, a cui la collettività affida la sua percezione di come si evolve la società e di quali siano i suoi aspetti critici, drammatici ma anche felici o frivoli.

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School Portraits: un ritratto di prospettive e punti di vista che cambiano

pubblicato da Cut-tv's

School Portrait (Long version) from Nick Scott on Vimeo.

Si arriva alla fotografica per tante strade e ragioni diverse, così come qualcuno scatta foto per mettere a fuoco il proprio punto di vista e altri per cercarne di nuovi, per fortuna però molto più spesso succedono cose imprevedibili e inaspettate che cambiano tutto.

Un buon esempio di questo è quello che accade al fotografo del delizioso School Portraits diretto da Nick Scott e prodotto da Michael Berliner, che sta facendo il rapido giro del web, forse anche sulla scia dei ricordi d’infanzia che stuzzica.

Nel corto un fotografo amareggiato e deciso a spegnere il sorriso sui volti dei bambini delle scuole elementari che deve ritrarre, ricorrendo a storie ciniche sul mondo e bassezze tipiche da adulto, lo ritrova invece insieme ad una prospettiva completamente diversa, che per essere buona non deve necessariamente essere più alta di un bambino di sei anni.

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Spazio Clickblog: Sergio Andaloro

pubblicato da Cut-tv's

Spazio clickblog Sergio Andaloro

Spazio ClickBlog torna a disposizione di tutti i fotografi o aspiranti tali, per passione o professione, pronti a mettersi in gioco, con ogni stile, tecnica, formato e contenuto, facendo tesoro di opinioni, consigli e critiche costruttive .. oggi tutto per Sergio Andaloro, non un fotografo professionista ma uno studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano.

Il mio approccio con la fotografia è stato tanto semplice quanto “indolore”. Mio padre nel 2008 aveva da poco comprato una piccola digitale e sin da subito mi divertivo ad andare in giro ad immortalare i paesaggi che la città poteva offrirmi.

Col passare tempo mi addentro sempre di più nel mondo della fotografia, cercando di apprendere molto dalle persone, ma soprattutto dal web, che credo offra al giorno d’oggi delle potenzialità inimmaginabili, per imparare uno strumento che per me era per l’appunto una macchina fotografica.

Un anno fa mi viene regalata da un amico una Canon 350D con un 50mm, con la quale cambio decisamente il mio modo di fotografare rimanendo affascinato dal mondo dei ritratti. Solo recentemente sono il felice possessore di una Canon 7D.

Spazio clickblog Sergio Andaloro
Spazio clickblog Sergio Andaloro Spazio clickblog Sergio Andaloro Spazio clickblog Sergio Andaloro Spazio clickblog Sergio Andaloro

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Spazio ClickBlog: Samir Kharrat

pubblicato da Cut-tv's

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Spazio ClickBlog torna a disposizione di tutti i fotografi o aspiranti tali, per passione o professione, pronti a mettersi in gioco, con ogni stile, tecnica, formato e contenuto, facendo tesoro di opinioni, consigli e critiche costruttive .. oggi tutto per Samir Kharrat.

Come chi colleziona conchiglie io ho iniziato a collezionare volti e ritratti per ricordare il suono e il colore delle persone che si sono prestate concedendomi quella singola frazione di secondo per farsi fotografare.

Amo scattare e sviluppare in post produzione ogni singolo ritratto in maniera da estrapolare e comunicare l’animo della persona ritratta. Questo mio modo di vedere le cose rimarrà sempre un intreccio di stupore e di sperimentazione.

Spazio ClickBlog Samir Kharrat
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Nell'obiettivo di Jack Davison

pubblicato da Cut-tv's

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Nell’obiettivo di Jack Davison ci sono un sacco di volti, in bianco & nero e a colori, che emergono dal buio più fitto quanto dalla luce più abbagliante, ai quali il digitale non toglie ma aggiunge, e sui quali potete leggere tutto quello che c’è da sapere.

Se invece siete curiosi di scoprire qualcosa di più sul giovane fotografo inglese, dalle prime esperienze con le fotocamere di famiglia, alla Nikon D100 e Panasonic Lumix LX3, che a quanto pare utilizza per fotografare i suoi soggetti preferiti, oltre alla gallery del sito e al flickr, potete anche approfittare di questa lunga ed eloquente intervista.

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I volti lungo la strada di Andreas Smaaland

pubblicato da Cut-tv's

Andreas©Smaaland

La mia passione per la strada e per la dimensione dinamica di tutto quello che di ovvio e sorprendente la attraversa, riflette, illumina e inquadra quotidianamente, oggi grazie ad Andreas Smaaland va a braccetto con quella per i volti che sanno essere tanto unici quanto loquaci senza bisogno di parlare.

A passeggio nel portfolio del fotografo di Oslo c’è molto di entrambi, quindi non vi accontentate della piccola e niente affatto esaustiva selezione di questa gallery, ma uscite in strada e avventuratevi in ogni tratto ed espressione dei volti, che anche se in gran parte sono molto giovani hanno già un sacco di cose da dire.

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