La Nasa utilizza reflex ed obiettivi Nikon nello spazio da decenni e due mesi fa ha comprato 11 nuove Nikon 3Ds.
Per cosa si può usare una reflex con un teleobiettivo nello spazio oltre che per scattare foto? Ovvio, come accelerometro! In video potete vedere l’astronauta Jeff Williams che parla mentre la stazione spaziale internazionale effettua un riposizionamento.
Via | NikonRumors
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Un gruppo di studenti ha spedito nello spazio una Nikon coolpix da 77$ con un pallone riempito di elio da 60$.
Le foto raccolte mostrano la terra da un’altezza di 32km dalla superficie. La macchina è salita in cielo alla velocità di circa 4,5 m/s scattando delle foto ad intervalli regolari. Il sistema si è bloccato a circa 100000 poco prima che il sistema si paracadutasse al suolo.
Per seguire il percorso hanno utilizzato google earth e lo hanno ritrovato dopo l’atterraggio a quasi 10km dal punto di partenza. Su Flickr sono pubblicati tutti i dati e le foto del volo. Si tratta di esperimenti simili a quelli già tentati con la Pentax K10D o la Olympus E-3.
Via | Teslabs

In occasione del 90° anniversario di Olympus, un astronauta giapponese porterà nello spazio una Olympus E-3 con la quale scatterà foto alla terra.
Il prossimo mese Koichi Wakata partirà con lo space shuttle Discovery con destinazione la stazione spaziale internazionale portando con sé sia la reflex sia gli obiettivi della serie Zuiko.
Le foto scattate verranno pubblicate sui siti di Olympus e mostrate durante le fiere e manifestazioni.
Via | TechRadar
Bittbox ha pubblicato una selezione di 35 immagini astronomiche molto belle.
La fonte da cui sono state prese queste foto è la Wikipedia, dove è possibile scaricare anche le immagini a pieno formato, alcune delle quali possono arrivare a 18000 × 18000 pixel, come l’immagine della nebulosa di Orione.
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A luglio vi abbiamo parlato di un gruppo di ragazzi della Oklahoma State University che ha messo in piedi un curioso esperimento mandando nello spazio una Pentax K10D.
La settimana scorsa ci hanno riprovato cambiando l’obiettivo utilizzato e montando un grandangolo 10-17mm regolato a 10mm. Anche l’attrezzatura che ha portato la fotocamera nella stratosfera è stata modificata con i dati del precedente volo.
L’altitudine raggiunta ha superato ancora i 30km e per tutta la durata è rimasto visibile anche se solo un puntino bianco nel cielo. Questa volta sono disponibili anche le foto da terra, della preparazione, recupero ed un video.
Continua a leggere: Una Pentax K10D nello spazio... di nuovo!
La nasa ha impiegato milioni di dollari e tantissimo tempo per ottenere immagini nitide dallo spazio più profondo, grazie anche all’aiuto del telescopio spaziale Hubble.
Greg Parker, un professore universitario, con l’aiuto di Noel Carboni è riuscito ad ottenere risultati simili nel proprio giardino spendendo meno di 15000 dollari. Il trucco risiede tutto nella refrigerazione del CCD, portato ad una temperatura prossima ai -50° C.
Le immagini acquisite in questo modo sono state elaborate con photoshop da Noel, un esperto di fotografia astronomica. Il telescopio utilizzato è un Celestron NExtar 11 GPS accoppiato ad una Starlight Xpress SXV-H9C per catturare le immagini.




Ricercatori dell’università di Toronto ed astronomi dell’università di New York hanno creato un progetto ambizioso per l’identificazione automatica di tutti i corpi celesti presenti in una foto.
Oltre a predisporre un sito, astronomy.net, hanno fatto di più utilizzando le funzionalità messe a disposizione da flickr con lo scopo di offrire il primo sistema per la catalogazione delle immagini della volta celeste attraverso l’aggiunta di metadati.
Un progetto ambizioso visto che consiste nell’analizzare fotografie che possono contenere solo una milionesima parte del cielo. Se volete provare anche voi, basta aggiungere una foto al pool del gruppo ed il bot vi aggiungerà delle note per ogni stella riconosciuta ed un commento riepilogativo.
Via | Makezine
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Un gruppo di ragazzi della Oklahoma State University ha messo in piedi un curioso esperimento utilizzando una Pentax K10D.
L’hanno messa in una scatola da cui spuntava la parte terminale dell’obiettivo e agganciata ad un pallone aerostatico di circa 3 metri di diametro con un dispositivo GPS per seguirne i movimenti. Lasciandolo salire nell’atmosfera è riuscito ad arrivare ad oltre 31km di altitudine arrivando praticamente in piena stratosfera dove il pallone si è espanso fino a quasi 15 metri di diametro, prima di ricevere il comando di sgonfiamento per atterrare.
La reflex è stata esposta alle temperature estreme di -50 gradi e non ha avuto alcun problema, infatti la scatola in cui era posta serviva solo per salvarla dall’atterraggio brusco a cui era destinata. Sono stati scattate più di 500 foto di cui le uniche inutilizzabili sono quelle al momento dell’atterraggio per via della condensa che si è formata nella lente durate la discesa. Un test decisamente duro da superare e magari potrebbe anche essere utile per sapere cosa scegliere se qualcuno di voi dovesse partire per i poli. Potete vedere una piccola galleria delle foto realizzate.