CCCP- Cosmic Communist Constructions Photographed di Frédéric Chaubin

Dopo tanta fantascienza, cartoni animati e reality show più artefatti degli effetti speciali, è quasi normale rimanere affascinati dalle architetture futuristiche edificate in tutto il mondo, che non risparmiano neanche le chiese, atterrate nei quartiere periferici delle città come astronavi fatte per stare in terra e non in cielo.

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Architetture stravaganti che sperimentano con i sogni e desideri degli esseri umani, con le ideologie e le correnti artistiche, come quelle fotografate per anni da Frédéric Chaubin e raccolte in CCCP- Cosmic Communist Constructions Photographed edito da Taschen, in libreria da febbraio.

90 edifici realizzati dal 1970 al 1990 nelle ex-repubbliche sovietiche, dall’Armenia alla Russia, da architetti spesso sconosciuti che hanno giocato con le forme ispirate dai film di fantascienza e dall’Espressionismo, dal Modernismo e dal Suprematismo russo, in un puzzle di stili che sintetizza l’eclettico cocktail di sogni e ideologie che ha caratterizzato un grande paese isolato dal resto del mondo e il collasso dello stesso.

Il Prometheus youth camp di Bogatyr ispirato da un prototipo di base lunare, fiamme di cemento armato per il Crematorium di Kiev, o il disco volante atterrato sul tetto dell’Institute of Scientific Research ucraino, sono solo alcuni dei sorprendenti edifici fotografati dal 2003 al 2010 dall’editor-in-chief del magazine francese Citizen K, ed esposti in tutto il mondo, prima di approdare al ZKM | Museum of Contemporary Art di Karlsruhe (Germania), dal 29 gennaio al 27 marzo 2011, che ora potete anche sfogliare on line nella gustosa anteprima di 100 pagine.

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