Addio al 2013 con le immagini della Ninna Nanna Senza Nome di Gianni Lamagna

La commuovente Ninna Nanna Senza Nome di Gianni Lamagna con le foto di Sergio Siano.



I bambini di Napoli hanno gli occhi luminosi e le gambette nervose, a volte collocate sotto pance belle rotonde e volti da scugnizzi. Questi piccoli grandi scorazzano per le vie della città, dal centro storico ai Quartieri Spagnoli, da Forcella a Santa Lucia e ben oltre. Sono bambini colorati, che bucano il bianco e nero con i loro sguardi e corrono ridendo sempre dietro ad un pallone. E' a loro, anime piccerille dei quartieri popolari, che si rivolge la struggente Ninna Nanna Senza Nome di Gianni Lamagna, accompagnata dalle bambine del Piccolo Coro Progetto Oasi e illustrata dalle immagini tratte da "Minori" di città di Sergio Siano. Creature alla finestra, dietro ai vetri rotti con il profilo triste delle vele di Scampia in lontananza, infanti che lavorano, che girano per le strade e si fermano ad ammirare con un pizzico di mistico stupore, i teschi del cimitero delle Fontanelle. I bambini che portano di tutto sulle spalle, che spingono carretti e fanno equilibrismo con i vassoi del bar, che sognano oltre le stanze del carcere minorile di Nisida, che coltivano ancora la speranza, anche nei volti induriti da una vita che li ha segnati così precocemente con le sue rughe di amara consapevolezza, impresse a fondo, lì dove le lentiggini lasciano spesso lo spazio a solchi preoccupati di un'altra età.

‘E criature chiagneno
si sentono ‘o mammone
rideno ‘int’ ‘e piazze
sempe areto a nu pallone

‘E criature cercano
duie uocchie pe’ parlà
ma ‘e buscie so’ tante
e nun ‘e fanno maie pazzià

Via | giannilamagna.com

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