Bibi Aisha di Jodi Bieber: il messaggio del World press Photo

Bibi_Aisha©Jodi_Bieber_win_World_press_Photo_Time_magazine

A vincere l'ultima edizione del World press Photo è un ritratto della nostra società, e l’icona del mondo femminile esposto e segnato dalla cultura imperante in ogni angolo di mondo. Il ritratto di Bibi Aisha, una giovane Afgana dal volto sfigurato e i lunghi capelli neri coperti da una stola, che in parte nasconde in parte incornicia gli orrori di una società che punisce con la mutilazione una donna che fugge da un marito violento.

Naso e orecchie sacrificate all’altare dell’uomo padrone, e di quella follia talebana che non ha ucciso dignità e coraggio di questa diciottenne, insieme ad una composizione che tradisce il grado di tolleranza e assuefazione agli 'orrori e alla discriminazione’ sviluppato dalla nostra società, sono i protagonisti del ritratto dalla fotografa sudafricana Jodi Bieber, già vincitrice di otto premi del concorso di fotogiornalismo internazionale.

Il ritratto vincitore della 54esima edizione del World Press Photo, era stato già pubblicato il 1 agosto 2010 sulla copertina del Time, e guardandolo (a desta della foto) è impossibile non richiamare alla memoria lo sguardo magnetico dell'altra “Afghan Girl” fotografata da Steve McCurry, apparsa sulla copertina del National Geographic Magazine di giugno 1985.

Operatori umanitari e forze armate americane hanno condotto Bibi Aisha negli Stati Uniti, dove ora vive ed è stata sottoposta a chirurgia plastica, con gli stessi bisturi che trasformano altre donne con problemi culturali diversi in quello che credono di dover essere. Dopo le donne sui tetti di Teheran di Pietro Masturzo, a vincere il World press Photo sono quindi ancora una volta i 'messaggi forti', nella speranza che arrivino sempre più lontano, pur pagando lo scotto di una società assuefatta alla spettacolarizzazione.

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