Hypnagogia di Kalliope Amorphous

Hypnagogia

Complessa, mutevole, sorprendente nel modo in cui si manifesta ed è percepita, l’identità è alla base delle esplorazioni fotografiche di Kalliope Amorphous, e degli autoritratti che ne esternano le manifestazioni visibili.

Con i volti distorti, riflessi, duplicati e ingranditi di Hypnagogia, la fotografa si avventura anche nei territori del subconscio, lasciandosi ispirare dalle fugaci visioni frammentate che si manifestano nella fase “veglia-sonno”, per le quali Alfred Maury ha coniato il termine preso in prestito per la serie.

Idee astratte, sogni e incubi del subconscio, e risvolti contrastanti e inquietanti della psiche, trasformati in immagini tangibili, e in quel doppio, sosia, familiare che ci sfugge e spaventa, identificato da Freud come “Das Unheimlich", e il perturbante che accorcia la distanza tra il nostro universo simbolico e la realtà, ma sa anche trasformare il noto in ignoto e il reale in fantasma inquietante.

Una sfida percettiva che si muove tra luce e buio, bellezza e orrore, riflessi e identità, e che la fotografa autodidatta, al contempo modella, stilista e truccatrice, continua a sostenere con un approccio intuitivo, e rigorosamente auto prodotto.

Hypnagogia
Hypnagogia Hypnagogia Hypnagogia Hypnagogia

Hypnagogia Hypnagogia Hypnagogia Hypnagogia

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina: