La Boheme Artists in the 19th and 20th century: dai dagherrotipi al libro

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Mentre i tempi cambiano con i palcoscenici, cresce l’esercito di ‘esemplari da palco telematico’ disposti a mettere in scena anche la ‘finzione del banale quotidiano’ per quei sopravvalutati cinque minuti di celebrità, a scapito di quello spirito bohémien (o Bohemian), eccentrico, anticonvenzionale, anarchico e perennemente sulla scena, che ha finito per influenzare artisti e opere fino ad oggi.

Quella 'teatralica mondanità' condivisa da pittori, scultori, scrittori e attori, che si sposta dalla letteratura al palco, da La Bohème di Henry Murger alla lirica di Piccini, dallo schermo a quella fotografia che ha contribuito ad esporre, documentare e tramandare ai posteri, scene di interni ed esterni, lavoro e tempo libero, tra palco e realtà.

Dagherrotipi e fotografie di pionieri come Nadar, Alois Löcherer, Wilkie Wynfield, JM Cameron, August Sander e Lux Feininger, e "maestri" sconosciuti, tra uomini insetto e relax tra gentiluomini, Paul Gauguin al piano senza pantaloni e Nadar in volo.

Un singolare viaggio nel tempo e in filosofie di vita, raccolto nelle pagine de La Boheme Artists in the 19th and 20th century photography di Bodo von Dewitz, edito da Steidl & Partners e dal Museum Ludwig di Colonia, dove potete sbirciare on line qualche scatto ospitato per la mostra.

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