I sogni segreti di Walter Mitty, ecco perché devi guardarlo se ami la fotografia

Le ragioni secondo me per cui I sogni segreti di Walter Mitty è un vero must per tutti coloro che amano la fotografia

I sogni segreti di Walter Mitty

Fino a qualche mese fa, quando si discuteva di film la cui trama è strettamente legata al mondo della fotografia, il pensiero correva immediatamente a Blow Up, realizzato nel 1966 da Michelangelo Antonioni. Ma il 19 Dicembre scorso è uscito nei cinema un film che letteralmente devi guardare se ami la fotografia: il titolo è "I sogni segreti di Walter Mitty".

Un film che spiazza fin dalla visione del trailer, dove si stenta a capire se si tratta dell'ennesima commedia americana firmata da Ben Stiller oppure di qualcosa di diverso. Già infatti nei due minuti dell'anteprima si notano elementi di azione, di viaggio, ma anche surreali e romantici.

Le prime recensioni non sono poi state così entusiasmanti, quindi ho inizialmente scartato l'idea di andare a vederlo al cinema. Ma poi tra le mie amicizie, tutte ovviamente legate al mondo della fotografia, è iniziato un tam-tam bombardante che ne consigliava la visione come un atto doveroso.

Non tanto perché il protagonista è il manager dell'archivio fotografico di Life, neppure perché la cura della fotografia, intesa come scelta di luce ed inquadrature nelle riprese, è davvero eccellente. Piuttosto perché nel film ci sono alcuni messaggi che rappresentano, citando una parola più volte ripetuta nel film, la quintessenza della fotografia.

Se non siete ancora andati a vederlo fermatevi qui con la lettura del mio articolo: non vorrei rovinarvi il piacere della visione. Perché tra qualche riga troverete il classico spoiler, dato che voglio raccontarvi due di questi messaggi, uno dei quali è in pratica il cosiddetto happy ending.

ATTENZIONE SPOILER

Il primo messaggio che mi ha colpito lo vediamo quando Walter Mitty riesce a raggiungere il fotografo Sean O'Connell, interpretato da Sean Penn sulla vetta dell'Himalaya. Lì Sean sta cercando di fotografare il leopardo delle nevi. Ma quando se lo trova davanti all'obiettivo decide di non scattare. Preferisce fermarsi ad ammirarlo. Queste le sue parole:

Certe volte non scatto. Se mi piace il momento. Piace a me. A me soltanto. Non amo avere la distrazione dell'obiettivo. Voglio solo restarci. Dentro.

I sogni segreti di Walter Mitty

Il secondo messaggio è negli ultimi secondi del film. Quando Walter Mitty vede stampata la foto che ha cercato in giro per il mondo sulla copertina dell'ultimo numero di Life. La foto dovrebbe raccontare la quintessenza della vita, un gioco di parole legato al nome della rivista Life, che vuol dire per l'appunto "vita". La foto lo ritrae seduto sui gradini della sede di Life, mentre sta selezionando alcune diapositive. La foto è accompagnata dallo slogan "dedicato alle persone che l'hanno fatto".

Perché la fotografia è fatta dalle persone. Non solo dai fotografi. Ma anche dai tecnici che sviluppano le foto. Dagli editori che le scelgono. Dai grafici che le impaginano. Dagli autori che scrivono le didascalie. Tante professionalità. Tanto lavoro. Tante persone. La quintessenza di Life. La quintessenza della vita. La quintessenza della fotografia.

Foto e Video | 20th Century Fox

I sogni segreti di Walter Mitty

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