Stainless di Adam Magyar: in metropolitana sino alle frontiere del visibile

Stainless scivola in slow motion nel quotidiano, cogliendo quello che sfugge allo sguardo, una pausa dal flusso dinamico dell'esistenza, registrata da sofisticate software e hardware realizzati da Adam Magyar.

Sto per scendere nel ventre della città più sotterranea e cunicolare, pronta ad attraversarla, seguendo il flusso della marea umana stipata nelle carrozze della metropolitana, ma il mio sguardo non sarà mai in grado di cogliere, quello che è in grado di visualizzare gli strumenti messi a punto da Adam Magyar, per un progetto dirompente e all'avanguardia come Stainless.

Uno sguardo inconsueto che gioca con la fisica e la percezione spazio-temporale con la quale siamo abituati a relazionarci, capace di estende quel presente fuggevole, che gli esseri umani smarriscono tra passato e futuro, congelamento istanti e particolari ad una risoluzione che l'occhio nudo non è in grado di percepire. Un treno impiega circa 12 secondi per a lasciare la galleria e fermarsi alla stazione, un tempo dilatato a circa 8 minuti.

I’ve been working on photographing moving subway trains for a few years. I entitled that series ‘Stainless’. The title comes from the body of the trains in New York where I started my work. Stainless steel does not corrode, rust or stain. In my images, I always try to depict people as beautiful and pure. It is said however that stainless steel is not fully stain-proof.

Passionate about the devices our modern era provides I often grab sophisticated tools made for industrial purposes, convert them for art use and put them into a human context. I especially love working with the incredible amount of details that only a machine eye can see. Initially, I made the video as an illustration for the ‘Stainless‘ stills. I boarded the subway line U2 in Berlin with a high-speed camera and captured the platform as the train was arriving to Alexanderplatz. When I processed the data I saw an endless row of living sculptures. The film unveiled the beauty that lies in the simplest of scenes and the commonest of situations. Time turned almost tangible. Capturing 1000 frames per second is on the borderline of still photography and motion picture. It reveals a thrilling time dimension and gives rise to new perceptions.

It takes about 12 seconds for a train to leave the tunnel and stop at the station. This is stretched in time to more than 8 minutes. I linked up three arrivals in this short film. In one of them, I am also standing on the platform capturing the train to place you in the position of the passengers in my photographs.

Adam Magyar: Stainless (excerpt) from Urban Video Project on Vimeo.

Uno sguardo errante e impercettibile come il moto universale e il flusso del quotidiano, ipnotizzante come tutto quello che rende straordinario l'ordinario, statico tutto quello che il nostro sguardo ha imparato ad ignorare, dinamica "la natura mutevole del presente".

Un moto sorprendente, ripreso dalla banchina, o all'interno della carrozza, nella Grand Central Station di New York, l'Alexanderplatz di Berlino, e la Shinjuku di Tokyo, come nelle stazioni metropolitane di Parigi, Shanghai, Hong Kong, Londra e Roma, lasciando emergere i punti in comune tra uomini, culture e continenti diversi.

Un progetto capace di spingersi alle frontiere del percepibile, e le sperimentazioni del visibile, superando i limiti dell'occhio e quelli della tecnologia, realizzando programmi complessi per migliorare la qualità delle immagini scattate in condizioni di scarsa illuminazione e contrasto.

“I grew up in my father’s workshop. I learned to work with tools, I developed a general understanding of materials. And I learned how to combine things.”

Un progetto e un linguaggio per esplorare nuove frontiere del visibile. Il progetto di un ingegnere e software designer autodidatta, che ha assemblato il suo primo computer, di un outsider cresciuto nella bottega del padre, abituato a conoscere i materiali, lavorare con gli strumenti, cambiare le cose, mettere mano ai linguaggi di programmazione, e utilizzate alcune delle più sofisticate attrezzature fotografiche del mondo.

Un eclettico sperimentatore ungherese che ha scoperto la fotografia a quasi 30 anni, durante un viaggio in India per studiare il movimento del fiume di Varanasi, un anno dopo ha vinto un concorso di fotografia con il reportage in bianco e nero sulla vita di una scuola a Darjeeling, seguito dai passeggeri dei taxi di Calcutta, gli avventori delle sale d'attesa dei medici e di un ascensore a Shanghai.

Un abile riciclatore che ha costruito uno scanner primitivo, utilizzando un proiettore di diapositive della Germania dell'Est, ma anche ricorrendo ai mattoncini Lego, e ha catturando una sequenza temporale in una sola immagine, con macchine fotografiche fai da te, e le distorsioni inquietanti di oggetti in movimento.

Via | Vimeo

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