Associated Press licenzia Narciso Contreras per aver ritoccato una foto

A causa del fotoritocco su nua fotografia l'agenzia Associated Press ha licenziato il freelance Narciso Contreras

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La prestigiosa agenzia fotografica Associated Press (AP) ha licenziato uno dei suoi migliori collaboratori colpevole di aver modificato una fotografia. Il fotografo in questione è Narciso Contreras, un freelance messicano che ha corretto con Photoshop un suo scatto realizzato in Siria nel settembre 2013, in pratica ha eliminato dal fotogramma la videocamera di un collega che potete vedere, nello scatto originale, in basso a sinistra.

Una leggerezza pesantissima che è costata al fotografo il licenziamento immediato ma anche la rimozione di tutte le sue foto (tutte originali e senza ritocchi) dal catalogo e dagli archivi di Associated Press. L’agenzia ha scelto una via molto dura e pesante ma che, tutto sommato, si può anche comprendere. Quando accadono queste cose il punto cruciale non è l’entità della cosa, se la “leggerezza” è grande o piccola, se è giusticabile o no, il punto è che ci sono delle regole e quando si firma il contratto si dice di si a tutte, trasgredire non è ammissibile. Forse in Italia siamo abituati a passare sopra a tante cose quindi il concetto di “rispettare le regole” non è poi così radicato, la nostra “asticella” si abbassa sempre di più, soprattutto nella politica, per cui capire queste reazioni diventa quasi impossibile.

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Narciso Contreras, Rodrigo Abd, Manu Brabo, Khalil Hamra e Muhammed Muheisen sono i fotografi che hanno realizzato le fotografie del reportage sulla vicenda siriana che nel 2012 è valso il premio Pulitzer ad AP. Il fotografo messicano è stato messo lo stesso alla porta dopo aver confessato il ritocco su una delle sue immagini, una cosa inaccettabile per l’agenzia. Santiago Lyon, il capo della divisione fotografica di AP, ha dichiarato:

“La propria reputazione, per AP, è di massima importanza: prendiamo provvedimenti severi quando viene intaccata da violazioni del nostro codice etico. Rimuovere volontariamente degli elementi da una nostra fotografia è totalmente inaccettabile".

Contreras ha invece dichiarato:

“Ho preso una decisione sbagliata, e mi sento in colpa. Se date un’occhiata al mio archivio, questa cosa è successa una volta sola, in un momento in cui ero probabilmente molto stressato e in mezzo a una situazione complicata. Ma è successo, quindi devo accettarne le conseguenze”.

Narciso Contreras collabora anche con TIME, the Guardian, the Times, the New York Times, der Spiegel, National Geographic, the Telegraph, the Washington Post, Newsweek, Wall Street Journal e il nostro L’Espresso, speriamo che almeno queste testate gli diano un’altra chance.

Voi che ne pensate?

Fonte | Petapixel

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