Il Giorno della memoria, ricordare è un dovere

Oggi 27 gennaio 2014 si celebra il Giorno della memoria per ricordare le vittime del nazismo e dell'Olocausto e i sopravvissuti

Giornata della memoria

Il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche aprirono i cancelli di Auschwitz e l’orrore si palesò davanti ai loro occhi, moltissime persone erano morte dietro quei cancelli chiusi e le poche che riuscirono ad uscire rimasero segnate per sempre, una ferita così profonda non può smettere di sanguinare. La giornata della Memoria è una ricorrenza riconosciuta dalle Nazioni Unite e celebrata quasi in tutto il mondo, serve a ricordare quello che l’uomo è stato in grado di fare. Serve a ricordare le vittime del nazismo e dell'Olocausto e tutte quelle che sono state rinchiuse nei campi di concentramento, è una giornata per ricordare anche il buono che c’è stato e le persone che, rischiando la propria vita, hanno protetto i perseguitati.

I numeri da ricordare sono tanti e sono molto pesanti se per un attimo ci fermiamo a pensare che ognuno è una persona, privata della dignità, della libertà e della vita. Oggi ricordiamo e celebriamo 5,9 milioni di ebrei (morti tra i campi di concentramento, i ghetti e fucilati), 3.300.000 prigionieri di guerra sovietici, 1 milione di oppositori politici, 500.000 zingari Rom, 9.000 omosessuali, 2.250 testimoni di Geova e oltre 270.000 di morti tra disabili e malati di mente.

I pochi sopravvissuti a questo orrore hanno dovuto fare i conti con il peso dei loro ricordi, con le loro famiglie annientate, con il numero identificativo sul braccio che rende impossibile dimenticare, con la voglia di raccontare e il non riuscire a farlo. Ricordare i morti ed i sopravvissuti è un dovere di tutti, Auschwitz è stato possibile soprattutto perché tanta gente che sapeva non ha fatto niente, non ha sentito la responsabilità di denunciare quello che stava accadendo o addirittura l’ha appoggiato, come Mussolini. La colpa è dei nazisti ma è anche di tutti, e l’unico modo che abbiamo per fare ammenda è ricordare e fare in modo che nessuno dimentichi mai ciò che l’uomo è stato in grado di fare, la crudeltà, la cattiveria e l’odio che hanno portato alla porte milioni di innocenti.

Yakov Vincenko un soldato semplice dell’Armata rossa che ha aperto i cancelli di Auschwitz ha raccontato:

“Nemmeno noi che abbiamo visto ci volevamo credere. Ho sperato per anni di riuscire a dimenticare, poi ho capito che sarebbe stato da complice, da colpevole. Così adesso ricordo, anche se non sono riuscito ancora a comprendere”.

Probabilmente tutti noi diamo per scontato che cose del genere non accadranno mai più, ma la storia si ripete e gli annientamenti di massa non sono rimasti confinati tra i cancelli di Auschwitz, basta pensare al genocidio degli armeni, alla pulizia di classe dei Khmer rossi in Cambogia , alle vittime dei gulag, alle pulizie etniche in Jugoslavia e in Ruanda e ai gas di Saddam Hussein contro i curdi.

Dedichiamo la nostra foto del giorno ai sopravvissuti e al ricordo. La foto (che risale al 2011) ritrae Nikolai Gurin al museo dell'Olocausto a Minsk, un sopravvissuto tra le foto dei tanti morti nei campi di sterminio che lui celebra e ricorda con una candela accesa.

Ecco un video con una raccolta di fotografie che ci mostrano i campi di concentramento:

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