La neve ad Auschwitz nel Giorno della Memoria

Immagini contrastanti quelle dell'inverno polacco innevato.

La neve ad Auschwitz | Giorno della Memoria, photo by  JANEK SKARZYNSKI/AFP/Getty Images

La pace dell'inverno sui paesaggi polacchi ha un sapore diverso, che trasmette un che di amaro. Quel contrasto tra il compatto manto soffice e candido che ricopre tutto, edifici e distese di terreno, e la consapevolezza che quelle pietre non sono ruderi qualsiasi, ma le ultime testimoni di una delle pagine più terribili della storia dell'umanità. Eppure la neve cade anche nei pressi di quello che fu il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau a Oswiecim, uno dei più feroci simboli della Shoah, e la fredda stagione sulla vasta pianura che si estende dal mar Baltico fino ai Carpazi si tinge di bianco, come in tanti altri luoghi del mondo, in una maniera completamente diversa.

Sotto quel simbolo di purezza sembra di udire ancora le grida di un popolo, il dolore di una sofferenza atavica, distinta sui libri di storia e nelle nostre memorie troppo giovani, da tute a righe bianche e nere da una stella gialla a sei punte, distinzione di David uscita dall'intimo per marcare col sangue. Ma tutto questo pulsa ancora vivo, tra le torrette di avvistamento e il filo spinato, tra i cancelli con una scritta ben nota e i tetti coperti da una fitta coltre che spegne tutti gli altri colori, mentre mette in risalto le forme.


Via | pl.auschwitz.org

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