Terremoto in Giappone, la conta dei danni


Canon, Nikon e gli altri produttori hanno chiuso a tempo alcune delle fabbriche colpite dallo tsunami e dal terremoto della scorsa settimana.

Fra gli otto stabilimenti chiusi da Canon sono stati particolarmente colpiti quelli di Utsunomiya che produce obiettivi EF ed il centro di Fukushima che si occupa di stampati a getto d'inchiostro. Nikon ha chiuso 4 delle sue fabbriche ed in particolare quella di Sendai che si occupava di produrre le reflex digitali di alto livello e le F6.

Sony è sicuramente quella che è stata colpita più duramente dato che ha dovuto chiudere ben 10 stabilimenti e due centri di ricerca. Olympus è stata colpita ad alcuni stabilimenti, ma solo lievemente e non relativi alla produzione di materiale fotografico.

Per quanto riguarda Sigma sappiamo che uno dei suoi centri è stato colpito lievemente e che altri due sono chiusi per via dei blackout pianificati nel paese. Anche Ricoh è stata colpita in 5 dei suoi centri, mentre altri 4 non si sa ancora quando riprenderanno il lavoro.

Fujifilm è stata colpita proprio nella fabbrica che aveva già problemi a soddisfare la domanda della nuova X100. Si prevedono ritardi ancora più lunghi. Anche Hoya, proprietaria di Pentax, ha subito dei danni, ma non è stato reso pubblico in quale particolare settore della produzione.

Panasonic non sta producendo le compatte della serie Lumix che venivano realizzate proprio vicino a Fukushima. Casio, Tamron e Sandisk, invece, sono state solo parzialmente colpite e non hanno danni rilevanti.

A tutto questo va aggiunto che lo tsunami ha distrutto molti magazzini con i prodotti pronti per la spedizione e le navi cariche di fotocamere ed obiettivi. Nonostante questo quadro fosco non ci sono stati morti fra gli operai, ma solo feriti non gravi. Le principali aziende hanno deciso di donare centinaia di milioni di Yen per aiutare il paese a rimettersi in piedi.

Via | Adorama

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