Henri Cartier-Bresson: grandi retrospettive da Parigi a Roma

A dieci anni dalla scomparsa, due grandi retrospettive promettono una nuova lettura dell'immenso corpus d'immagini prodotte da Henri Cartier-Bresson, in mostra da Parigi a Roma.

A 10 anni dalla scomparsa di Henri Cartier-Bresson, la sontuosa eredità iconografica lasciata ai posteri dallo sguardo del secolo e il fotografo dell'istante decisivo, torna protagonista di due grandiose retrospettive, da Centre Pompidou Musée national d’art moderne di Parigi, al Museo dell’Ara Pacis di Roma.

A pochi giorni dall'inaugurazione, la retrospettiva parigina al Musée national d’art moderne, promette una nuova lettura dell'immenso corpus d'immagini prodotte dal grande artista e testimone della nostra storia, attraverso la più più ampia e anche la prima retrospettiva europea di Henri Cartier-Bresson, con più di cinquecento tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti.

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Un viaggio con l'uomo anticonformista, lo sguardo all'avanguardia e il talento sopraffino, che ha sfiorato il surrealismo, studiato pittura con André Lhote, lavorato nel cinema con Jean Renoir. L'uomo che ha fatto la resistenza, animato una mostra postuma al MoMA che lo aveva creduto disperso, fondato Magnum, viaggiato in India, Cina e Indonesia, prima di diventare il primo fotografo ammesso in URSS. Il fotoreporter che ha continuato a viaggiare e fotografare Cuba, il Messico, il Canada e il Giappone, dedicandosi al disegno, creando la fondazione che ha continuato a raccogliere, conservare e divulgare ai posteri la sua preziosa eredità, prima della scomparsa nel 2004.

Il viaggio in un settantennio di istanti decisivi, stupori quotidiani e fotografie straordinarie, in contemplazione di gatti e guerre sanguinose, fermenti di rivolta e quieto vivere, universi svelati da pozzanghere e mondi racchiusi in un abbraccio, vita vera e barlumi di poesia, per una fotografia resa stile di vita.

Henri Cartier-Bresson retrospettiva Parigi -Roma

Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.

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Un corpus ricchissimo, frutto di un lungo lavoro di ricerca e anni di studio nell’archivio del fotografo, in mostra dal 12 febbraio al 9 giugno 2014, accompagnato dal progetto editoriale edito da Contrasto a cura di Clément Chéroux, storico della fotografia e conservatore capo del Dipartimento Fotografico del Museo nazionale d'arte moderna al Centre Pompidou di Parigi.

Una bella panoramica della mostra è offerta anche dall'applicazione Henri Cartier-Bresson disponibile per iOS e Android, realizzata in partnership con Le Monde.fr, Magnum Photos e la Fondazione di Henri Cartier-Bresson.

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Contemporaneamente si trova in DVD anche "Le siècle de Cartier-Bresson" il film dedicato al grande fotografo da Pierre Assouline, aspettando la retrospettiva che arriva al Museo dell’Ara Pacis di Roma, con stampe, documenti, riviste, libri e disegni, dal 25 settembre 2014 al 6 gennaio 2015, ma sulla quale torneremo a tempo debito.

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