Gerco de Ruijter: paesaggi e punti di vista insoliti

Gerco de Ruijter

Aprile è arrivato con calde e assolate giornate primaverili che attirano fuori anche i pigri e gli allergici più audaci, ma oggi è di nuovo lunedì, un lunedì pieno di impegni ed immancabili imprevisti, e la natura che sboccia ovunque è un miraggio da guardare da lontano, se vi dice bene da una finestra.

L’alternativa è ricorrere a punti di vista insoliti sulla realtà e le consuetudini, e magari a soluzioni ingegnose e sperimentali come quelle adottate dal fotografo olandese Gerco De Ruijter, che appendendo la macchina fotografica ad un aquilone, e talvolta ad una lunghissima canna da pesca, ha colto una dimensione paesaggistica a dir poco singolare.

Astrazioni curiose di paesaggi familiari che la visione non è in grado di cogliere, panorami-pattern creati da un obiettivo in balia del vento e di condizioni atmosferiche mai del tutto prevedibili, che rendono ogni scatto di Gerco De Ruijter alquanto misterioso, e soggetto ad interpretazioni personali quanto una macchie di Rorschach.

Gerco de Ruijter
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Ogni paesaggio fotografato da Gerco De Ruijter rivela sorprendenti particolari, che si tratti di boschi olandesi o deserti americani come White Sands, sfruttando il rapporto tra ombra e luce, primo piano e sfondo, dettagli concreti e percezioni ambigue, modelli e ritmi degli spazi.

Nella gallery un assaggio della serie "Baumschule", "vivaio" in tedesco, che potete osservare dall'alto e da una prospettiva insolita (nella prima foto al fianco della locandina), approfittando di Permanent Kwadraat in mostra allo Stedelijk Museum di Schiedam, vicino a Rotterdam, fino al 10 aprile.

Per ulteriori approfondimenti sulla serie e le tecnica fotografica, consiglio invece di dare una sbirciata al blog, e alle affermazioni rilasciate dal fotografo a blog come Camera Oscura.

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