Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

Hasselblad è un nome magico per chiunque si occupi di fotografia. Noi abbiamo avuto modo di tenere in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno, ma soprattutto di darla a qualcuno che la sapesse usare. E abbiamo scelto Nadia Moro, fotografa di moda già in passato apparsa su queste pagine.

Partiamo però introducendo la Hasselblad H4D 40: una medio formato con sensore CCD 33x44 da 40 megapixel - qui le specifiche - destinata a professionisti di alto livello, anche in virtù di un prezzo non certo per tutti, come ricordava Derfy nel febbraio scorso, 12mila euro + Iva, con obiettivo 80mm incluso.

Ciao Nadia, abbiamo già scritto di te in passato, ma presentati lo stesso ai lettori di ClickBlog

Sono una fotografa, anche se i miei genitori non lo hanno ancora capito. Biologicamente ho 32 anni. Lavoro e vivo da 7 anni qui a Milano. Emotivamente adoro il mio lavoro. Siamo sinceri: è un gioco fatto di immagini e luce... Ma quando si diventa adulti è difficile continuare a "giocare", per questo talvolta mi esaurisce. Ma anche questo fa parte del gioco.

Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro
Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro
Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro
Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro

A che cosa stai lavorando in questo periodo?

Qui a Milano lavoro a progetti commerciali commissionati dai miei clienti, e lavoro periodicamente al mio portfolio personale scattando servizi redazionali per riviste nazionali e/o internazionali, o per progetti personali. Oltre a questo insegno all'Istituto Europeo di Design ad all'Istituto Marangoni: mi dà soddisfazione e mi diverte. Il settore in cui lavoro maggiormente ad oggi è la moda, oltre ad un immaginario di ricerca personale che scatto senza pressioni, liberamente e che rimane quindi mio malgrado nel cassetto.

Hai avuto in mano una Hasselblad H4D 40 per qualche giorno: raccontaci il primo impatto con la macchina, l'unboxing, le prime sensazioni
Ammetto di averla presa in mano con l'iniziale e sconsolato pregiudizio che dirigo solitamente verso tutte le fotocamere digitali con cui ho scattato fino ad ora. L'ho considerata da subito un "evoluto mezzo di lavoro tecnologicamente affidabile quanto sterile". Mi sono ricreduta dopo poco, ed il rumore dello specchio è stato il primo elemento a farmi piacevolmente sorridere: mi riportò infatti al rumore dello specchio della mia fotocamera medio formato analogica. E la cosa diventò piacevole.

Immagino che per lavoro però tu scatterai solo in digitale
Per esigenze del mercato scatto in digitale, ma per le mie ricerche personali prediligo l'analogico.

Dove l'hai collaudata la Hasselblad H4D 40? Mi dicevi che in molti reagivano fotografando te e la macchina... roba da Sartorialist!
L'ho provata nel breve tempo che ho avuto a disposizione fotografando qualche "soggetto" da sfilata, durante la settimana moda donna qui a Milano a febbraio. L'ho fatto come faccio solitamente nelle mie immagini di ricerca analogiche: sfocando e ovattando la resa dell'immagine.

Scatti normalmente utilizzando Canon Eos 1 Mark II e/o Mark III, macchine straordinarie e professionali. Secondo te a che genere di professionista si può rivolgere una macchina come la H4D 40?
Ho trovato la H4D 40 più maneggevole del previsto, per questo ritengo si possa rivolgere a qualsiasi professionista che non abbia particolari esigenze di rapidità di scatto in sequenza, e di economia dello spazio fisico e digitale.

Prima al telefono mi spiegavi che è una macchina con un'anima "analogica", che ti ha fatto ricordare i tuoi lavori personali in pellicola e medio formato. Raccontaci meglio...
Posso solo aggiungere che rispetto ad una reflex digitale piccolo formato di nuova generazione, mi sono sentita dentro il mondo della pellicola anche per l'economia dello scatto, o rispetto dello scatto (forse funziona di più come definizione): con una macchina simile mi sento di fare più attenzione al numero degli scatti realizzati per un singolo soggetto; di ragionare di più su quello che ho davanti ed evitare la raffiche di file. Nella pellicola lavoro con lo stesso principio: scatto un'immagine che rimarrà, e che non getterò. Dovrà quindi essere un'immagine dignitosa nella peggiore delle ipotesi, che rappresenta quello che stavo cercando nella migliore.

Quanto pesa l'angoscia di maneggiare uno strumento che costa come un'automobile nuova? Dopo quanto passa?
Mah, dipende da dove ti trovi e quante fotocamere ti sono state rubate prima... :) Si impara a tenerla in mano in modo sicuro, a farsi vedere esperti della materia. In alcuni casi si inizia a ponderare l'ansia prima di uscire allo scoperto: non si esce nel caso la situazione dovesse risultare particolarmente scomoda...

Potendo, la compreresti?
Sì, ma soprattutto comprerei le ottiche fisse.

Secondo te vale la cifra per la quale è in vendita?
Li vale ora, ma purtroppo ne varrà molti meno in breve tempo. E con quella cifra hai "solo" la scatola, ma non hai il buco da cui far entrare la luce...

Pensi che sia un investimento ammortizzabile per che genere di fotografo?
Per un fotografo che lavora molto nel settore pubblicitario, commerciale in genere a buoni ritmi.

Grazie mille Nadia, ciao e a presto.

Hasselblad H4D 40: il test di Nadia Moro
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