Aniello Barone fotografa l'Archivio di memorie orfane dei bambini abbandonati

Memorie di esistenze orfane e dimenticate, cucite a trame di carta, stoffa e tempo, nell'Archivio fotografico di Aniello Barone.

La nostra fragile natura senziente investe continuamente gli oggetti e la fotografia di una funzione mnemònica, in grado di rovistare negli archivi della memoria, per rintracciare storie impigliate nelle trame del tempo e nei rammendi della psiche.

Storie di esistenze orfane e dimenticate, come quelle passate per la Real Casa Santa dell'Annunziata di Napoli, con gli oggetti (cartule) cuciti ai certificati di registrazione dei bambini abbandonati e spesso illegittimi, chiamati non a caso 'Esposti'.

Archivio © Aniello Barone

Esposti ai quali questo brefotrofio tra i più grandi d'Europa, dalla prima metà del XIV secolo alla metà del secolo scorso, ha fornito ospitalità e un'educazione sino all'adozione o alla maggiore età, insieme ad un nome e un'identità che spesso restavano per sempre.

Archivio © Aniello Barone

Origini anonime, affidate a grani di rosario, trame di stoffa, e medagliette spezzate a metà in attesa di eventuali ricongiungimenti futuri, cucite dai funzionari ai fogli di registrazione dei neonati, rinvenute nell'Archivio Storico del brefotrofio e fotografate nel 2008 da uno sguardo sensibile ai margini e alle memorie smarrite come quello di Aniello Barone.

Archivio © Aniello Barone

Archivio © Aniello Barone

Frammenti di Archivio ed esistenze, per l'obiettivo sensibile agli scolorimenti del tempo, le macchie di inchiostro, la scala di grigi del bianco e nero e le memorie cucite agli aggetti, come quello del fotografo partenopeo, nato e cresciuto in un non-luogo alla periferia orientale di Napoli come via Detta Innominata, laureato con una tesi sul degrado ambientale causato dai rifiuti urbani, e attento alla memoria dei riti delle culture post-moderne.

Archivio © Aniello Barone

Un Archivio di fotografie, esposte per la prima volta lo scorso dicembre nella mostra antologica del fotografo ospitata dal Teatro Due di Parma (a cura di Paolo Barbaro, catalogo Skira), che ora, a cura di Brunella Buscicchio Scherer, sono pronte a trasfigurare le superfici della Doozo art books and sushi (Via Palermo 51/53), a oriente di stimoli e sensibilità e a due passi dalla stazione Termini di Roma, dalle 18.30 di oggi, con il fotografo, dal martedì al sabato, dalle 11 alle 22, sino al 30 maggio 2014.

Foto | Archivio © Courtesy Aniello Barone
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