Robert Capa. Una vita leggermente fuori fuoco

Robert Capa. Una vita leggermente fuori fuoco, prosegue il viaggio nella tappe fondamentali del percorso umano, professionale e artistico del grande fotoreporter, al Museo MAN, dal 7 marzo al 18 maggio 2014.

Il lungo viaggio in guerra e amore con Robert Capa, dal centenario della nascita al sessantennio della morte, prosegue con immagini forti ed emblematiche, perdute e ritrovate, messe in dubbio e in mostra, con Robert Capa. Una vita leggermente fuori fuoco.

Una retrospettiva di quasi cento scatti tra i più significativi dell’intera produzione del fotoreporter, che ripercorrendo le tappe fondamentali del suo percorso umano, professionale e artistico, chiude il ciclo di eventi espositivi del Museo MAN di Nuoro, dedicati ai fotografi dell’agenzia Magnum, Henri Cartier-Bresson e Werner Bischof.

Una mostra che trae ispirazione, e il nome, dai celebri fotogrammi definiti da Capa stesso “leggermente fuori fuoco”, a causa di un errore tecnico nella fase di sviluppo.

Quelle fotografie scattate dal Capa arrivato a Omaha Beach per il servizio di LIFE, in mezzo ai soldati con il 50mm, durante lo sbarco degli alleati in Normandia. Quel che resta di quattro rullini, con le 11 foto (su circa 106) sopravvissute al fuoco incrociato e ai processi troppo sbrigatici dei laboratori di sviluppo.

Robert Capa - Sbarco delle truppe americane a Omaha Beach, Normandia, Francia, 6 Giugno, 1944 © Robert Capa/ International Center of Photography/ Magnum Photos/Contrasto

Un viaggio aperto dalle celebri istantanee di Leon Trotsky, realizzate senza autorizzazione a Copenaghen nel 1932, che passa per una decina di fotografie del conflitto cinese-giapponese realizzate nel 1938, una selezione delle immagini realizzate in Gran Bretagna e in Italia durante la seconda guerra mondiale, tra le quali il “Contadino siciliano che indica all’ufficiale americano la presenza di un convoglio tedesco”.

Ovvero, uno dei volti di una storia di guerra, segnato da una terra arsa dal sole, che costò la vita al contadino della contrada Caucirì (Giovanni Maccarrone), per mano di un tedesco che aveva assistito alla medesima scena immortalata da Capa. Con lui “L’uomo con in braccio la bimba ferita” o “Il funerale delle giovani vittime partigiane delle Quattro giornate di Napoli”.

Contadino siciliano che parla con un ufficiale americano indicando un convoglio tedesco, nei pressi di Troina, Sicilia, 4-5 Agosto 1943 © Robert Capa/ International Center of Photography

Una mostra che passa per la Spagna e la guerra civile del 1936, con la celebre “Morte di un miliziano lealista” scattata a Cerro Muriano nel mese di agosto, tra le più iconiche del XX secolo, con tutti le sue controverse interpretazioni, polemiche e smentite.

Robert Capa - Morte di un miliziano lealista, Fronte di Cordova, inizi di Settembre 1936 © Robert Capa/ International Center of Photography/ Magnum Photos/Contrasto

Un percorso espositivo che si avventura tra le macerie tedesche della fine della guerra, le immagini scattate in Ucraina nel 1947, quelli del conflitto israeliano e dell’ultimo reportage in Indocina, dove Capa muore letteralmente sul campo di battaglia che ha segnato la sua vita e la sua arte, a causa di una mina anti-uomo.

Robert Capa - Corsa verso il riparo anti-aereo, Bilbao, Spagna, Maggio 1937 © Robert Capa/ International Center of Photography/ Magnum Photos/Contrasto

La mostra chiusa da un’ampia sezione dedicata ai ritratti realizzati da Capa nel corso della sua carriera, da Gary Cooper a (l'amata e amante) Ingrid Bergman, da Truman Capote a John Huston, fino alle celebri immagini di Matisse e dell’amico Pablo Picasso, al Museo MAN di Nuoro, dal 7 marzo al 18 maggio 2014.

Foto | Robert Capa. Una vita leggermente fuori fuoco © Courtesy Robert Capa/ International Center of Photography/ Magnum Photos/Contrasto
Via | Studio Esseci

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