Women Photographers: da Julia Margaret Cameron a Cindy Sherman

Uno sguardo agli obiettivi delle grandi fotografe, protagoniste di 'Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman' di Boris Friedewald.

Sin dalle sue pionieristiche esplorazioni del mezzo, la fotografia ha beneficiato di una vasta gamma di punti di vista e prospettive sulla realtà (e tutto il suo contrario), arrivate dallo sguardo maschile quanto da quello femminile dietro l'obiettivo.

L'obiettivo della macchina fotografica di figlie dell’età vittoriana, insolite e carismatiche, talentuose e stravaganti, come Julia Margaret Cameron (1815 – 1879) e la sua messa a fuoco incurante della nitidezza, che ne ha determinato stile, fortune e critiche, fotografando un entourage che contemplava Thomas Carlyle, Robert Browning e Charles Darwin, sino agli alter ego del pittorialismo contemporaneo come Cindy Sherman, ben nota per i suoi autoritratti concettuali frutto di mimesi e trasfigurazioni dell'identità.

Pionieri illustri delle esplorazioni urbane, praticata da virtuosi di skywalking, Rooftopping  e affini, della levatura di Margaret Bourke-White (1904 - 1971), arrampicata con LIFE sulle impalcature in-costruzione del Chrysler Building di New York nei primi anni’30 e fotografata da Oscar Graubner in vetta a teste alate che padroneggiano lo skyline della futura metropoli, prima di tornare a godere della vista da uno degli otto gargoyle al 61° piano del Chrysler con Annie Leibovitz e il suo assistente Robert Bean, fotografati da John Loengard nel 1991.

La stessa foto di Margaret Bourke-White, è stata scelta come copertina di Women Photographers. From Julia Margaret Cameron to Cindy Sherman di Boris Friedewald, nuovo progetto editoriale edito da Prestel, disponibile dal 14 aprile 2014 (USA) e dal 17 maggio 2014 (UK).

Women Photographers von Boris Friedewald

240 pagine e 200 illustrazioni a colori, per oltre 100 anni dei contributi di 55 artiste, sin dalle grandi fotografe del 19°, corredate di valutazioni biografiche e critiche di approfondimento, dalla Depressione documentata per la Farm Security Administration da Dorothea Lange (1895 – 1965), non solo con la famosa 'Migrant Mother' scattata nel 1936, all'universo diverso e conturbante inquadrato da Diane Arbus (1923 – 1971).

Da Mary Ellen Mark (1940) finita anche sul set di Apocalypse Now, alla cultura giovanile di Lauren Greenfield (1966), da Annie Griffiths in missione per il National Geographic, alle dinamiche familiari di Sally Mann (1951), dalla francese Agnès Varda (1928) alla nostra Tina Modotti (1896-1942).

Sguardi femminili e obiettivi di donne puntati sulle ricerca di identità personale e sociale, danza e moda, arte e letteratura, famiglia e show business, ricordate nella Giornata Internazionale della donna.

Via | Prestel

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