EssereDonne Project, intervista ad Alessandra Montella

Cosa vuol dire essere donne oggi? Alessandra Montella ce lo racconta con il suo progetto "EssereDonne Project"

a:2:{s:5:"pages";a:8:{i:1;s:0:"";i:2;s:32:"La fotografa Alessandra Montella";i:3;s:17:"Studi e Interessi";i:4;s:42:"EssereDonne Project: dall'idea al progetto";i:5;s:35:"Il racconto dell'universo femminile";i:6;s:48:"Essere donne: le testimonianze di donne e uomini";i:7;s:42:"La sessione di ritratto con foto e parole ";i:8;s:30:"EssereDonne Project: la mostra";}s:7:"content";a:8:{i:1;s:1440:" EssereDonne Project

EssereDonne Project è un progetto fotografico incentrato sulle donne e sul loro ruolo nella società, l’autrice e ideatrice del progetto è Alessandra Montella, una fotografa milanese che da più di un anno ha aperto le porte del suo studio fotografico per questo progetto work in progress e in continua evoluzione. Nel giorno della Festa della Donna vi presento l’intervista ad Alessandra Montella, che sul web trovate anche il nome DameVerte, una selezione delle foto che compongono il progetto e l’immensa passione che Alessandra ha messo in questo lavoro “da donna a donna”.

EssereDonne Project ha raccolto le testimonianze e le idee di tante donne di tutte le età e anche di molti uomini da ogni parte d’Italia. Le foto che compongono il progetto sono dei dittici in cui troviamo un ritratto e un cartello in cui ognuno ha scritto/disegnato/raccontato la propria storia o il proprio pensiero sull’universo femminile.

La prossima settimana EssereDonne Project sarà il protagonista di una mostra che verrà inaugurata il 15 marzo a Milano presso Villa Scheibler e che si potrà visitare fino al 21 marzo.

";i:2;s:1251:"

La fotografa Alessandra Montella

Alessandra Montella di EssereDonne

D: Chi è Alessandra Montella e cosa sogna per il suo futuro?

R: Nel dizionario, alla voce “femminismo”, una delle definizioni che si possono leggere è: “La posizione o atteggiamento di chi sostiene la parità politica, sociale ed economica tra i sessi”. Ecco, sono una persona che crede fermamente in queste parole. Non mi definirei “idealista”, né “sognatrice” perché significherebbe dare a ciò in cui credo una connotazione di irrealtà, mentre, invece, è quello che mi tiene coi piedi ben piantati a terra. Sono del parere che, nel suo piccolo, ognuno di noi possa diventare responsabile di quei grandi cambiamenti sociali di cui, in questo momento storico, abbiamo davvero bisogno per migliorare il nostro mondo. L’Arte può essere un mezzo potentissimo attraverso la quale sensibilizzare, avvicinare, far riflettere le persone e, nel mio futuro, spero di poter continuare a svolgere il lavoro che faccio, utilizzandola come mediazione, ovvero come strumento per ragionare su di sé, sugli altri e su ciò che ci circonda.

";i:3;s:1852:"

Studi e Interessi

EssereDonne 1

D: Che studi hai fatto? Come ti sei avvicinata alla fotografia?

R: Sono sempre stata affascinata dall’Arte e dalle persone, perciò tutti i miei studi si sono orientati verso questi indirizzi. Da amante del teatro mi sono laureata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e poi ho frequentato il Master in Fotografia dello Spettacolo della fotografa di scena Silvia Lelli presso lo IED di Milano. Ho maturato un interesse profondo per le artiterapie, così, a Roma, ho frequentato un Master di Primo Livello in “Video, Fotografia, Teatro e Mediazione Artistica nella relazione d’aiuto”. Ho approfondito lo studio della Fotografia Terapeutica e della Fototerapia seguendo workshop tenuti dal Dr. Fabio Piccini e dalla psicologa ed arteterapeuta canadese Judy Weiser. Ho frequentato alcuni corsi universitari di perfezionamento e di formazione sulle discriminazioni di genere, sui disturbi del comportamento alimentare e sulla violenza sessuale. Attualmente sto frequentando il corso di perfezionamento in “Pari opportunità e discriminazioni” presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università Statale di Milano e la scuola di specializzazione in Arteterapia Artea a Milano.

La fotografia è entrata a far parte della mia vita all’età di otto anni, quando i miei genitori mi regalarono una vecchia Olympus automatica con cui ho scattato per tutta la mia infanzia. La mia prima reflex, invece, è arrivata qualche anno dopo: una Olympus OM-1 con cui mi dilettavo a fotografare soprattutto persone. Rigorosamente in bianco e nero. Da lì non ho più smesso…

";i:4;s:1525:"

EssereDonne Project: dall'idea al progetto

EssereDonne 2

D: Come nasce il progetto Essere Donne?

R: “EssereDonne Project” è nato per gradi. Durante il periodo in cui frequentavo il corso “Donne, Politica e istituzioni” ero circondata da donne di tutte le età che arrivavano da tutta Italia e, ognuna, aveva sogni ed esperienze di vita diversi dalle altre. Spesso nascevano dibattiti e confronti molto stimolanti su temi comuni a molte: gli stereotipi di genere, la discriminazione, la violenza, il rapporto con gli uomini. A seconda dell’età le idee cambiavano. Parlandone ho capito che le “questioni di genere” vengono spesso ancora vissute come questioni esclusivamente femminili. Da poco avevo aperto un sito (www.esseredonne.it) dove poter scrivere di argomenti che pensavo andassero affrontati. Ho voluto provare a compiere un ulteriore passo: provare a domandare, a coinvolgere le persone che incontravo o che frequentavano il mio studio di fotografia a confrontarsi su quello che significasse per loro “Essere Donne” oggi. L’esperienza è piaciuta e, chi aveva partecipato, ha cominciato a parlarne con amici e conoscenti e, anche grazie alla rete, il laboratorio si è ampliato e ho incontrato decine e decine di persone che mi hanno contattata da tutta Italia per poter partecipare ed esprimere la loro opinione.

";i:5;s:1309:"

Il racconto dell'universo femminile

EssereDonne 3

D: Cosa ti ha spinta a dedicarti all’universo femminile e ad un progetto così delicato e impegnativo?

R: Ogni donna, almeno una volta nella sua vita, è stata vittima di discriminazione o pregiudizi. Ogni donna sa cosa significhi dover affrontare quotidianamente i dictat imposti dal mercato riguardo la propria immagine corporea, l’età ed il ruolo sociale. Nonostante sia da poco arrivato il 2014 ci troviamo a dover affrontare ancora stereotipi e spesso i media e le pubblicità, invece di aiutare le donne a conquistare i propri diritti e la parità, fomentano i luoghi comuni, dipingendoci solo come vittime di violenze o come meri oggetti sessuali. L’intento del progetto è quello di capire se questi stereotipi corrispondano, effettivamente, al pensiero collettivo; far riflettere sui modelli di donne proposti dai media e dalla società, su quale sia la reale visione di sé, delle donne e dei rapporti tra i generi nei vari ambiti di vita, decostruendo i messaggi mediatici e (ri)trovando il proprio pensiero personale.

";i:6;s:1479:"

Essere donne: le testimonianze di donne e uomini

EssereDonne 7

D: Essere donne nel 2014 cosa vuol dire? Cosa hai colto scattando le foto che compongono il tuo progetto e parlando con donne e uomini di tutte le età?

R: Fino ad ora hanno partecipato al progetto persone dai quindici ai settant’anni. Tutti hanno trovato utile il confronto verbale e creativo nell’affrontare argomenti come gli stereotipi e i ruoli di genere. Dagli incontri sono nati dei confronti molto stimolanti con racconti di esperienze personali. Si sono evidenziati dei temi comuni importanti: innanzi tutto la libertà di poter essere se stesse; ritrovare l’autostima; poter ritrovare la propria autonomia ed una conseguente emancipazione, scostandosi dall’idea che dovremmo sempre dipendere da un uomo, dalla famiglia o dai figli. E' stata evidenziata la forza delle donne nel continuare a provare ad affrontare la vita, la società, il lavoro ed il mondo, nonostante le costanti difficoltà e i “soffitti di cristallo” e l’importanza del “fare rete” tra donne. Punto essenziale, emerso sia da confronti con uomini sia con donne, è la parità di genere: siamo prima di tutto persone e dobbiamo rispettarci tenendo conto delle differenze di ciascuno come risorsa per tutti e tutte.

";i:7;s:1285:"

La sessione di ritratto con foto e parole

EssereDonne backstage

D: Essere donne è un progetto composto da ritratti ma anche da parole, emozioni che vengono messe su carta e diventano parte integrante della fotografia, come si svolge una sessione di ritratto?

R: Lo scatto fotografico è la conclusione di un percorso ben più lungo, il “prodotto finale” di un lavoro comune. Trattandosi di un progetto di fotografia sociale è molto importante confrontarsi con la persona che è davanti a noi, capire il suo punto di vista, metterla a proprio agio, creare una relazione positiva. Per molti e molte partecipanti è stato importante proprio trovare il tempo per il confronto, in quanto, nel quotidiano frenetico, tra lavoro e impegni, raramente si può riuscire ad avere un momento per poter parlare di ciò che si pensa e, ancora più raramente, esprimerlo creativamente. Ciò che conta di più in “EssereDonne Project” è il messaggio; anche i volti ritratti sono quelli di persone vere, che hanno deciso di “mettersi a nudo” di fronte alla mia macchina fotografica per essere immortalate nella loro realtà.

";i:8;s:1487:"

EssereDonne Project: la mostra

Invito

D: Come vuoi portare avanti il tuo progetto? Hai idee su come svilupparlo in futuro?

R: “EssereDonne Project” è cresciuto nel tempo: sempre più persone hanno chiesto di partecipare e sono venute nel mio studio fotografico. Il progetto è stato presentato a Milano lo scorso anno in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne presso l’Auditorium Ca’ Granda, insieme al Centro Antiviolenza Cerchi d’acqua e col patrocinio del Consiglio di Zona 9, come laboratorio a mediazione artistica contro la violenza di genere e gli stereotipi. Il 15 marzo 2014, invece, alle 16 prima ed alle 21 poi, in collaborazione con UDI Milano e Provincia ed il Consiglio di Zona 8, si inaugurerà la mostra “EssereDonne Project”, che sarà aperta fino al giorno 21 marzo presso Villa Scheibler a Milano (via Orsini, 21).

Essendo un work in progress, il progetto è ancora attivo: mi piacerebbe molto poterlo espandere ulteriormente e portarlo in giro per l’Italia insieme alla mostra… Se qualcuno fosse interessato a partecipare, a proporre la mostra altrove o curioso, può contattarci all’indirizzo: info@esseredonne.it oppure al numero di telefono: 3398945096, saremo lieti di accoglierlo!

Foto | Alessandra Montella";}}

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: