Kids Are People Too e tutti i bambini della Panopticon Gallery

Kids Are People Too

Con l’arrivo dell’estate, in tutto il mondo i bambini sognano vacanze, avventure e vite più belle, divertenti ed avventurose di quelle che abbiamo in serbo per loro, che siano in vacanza da scuola, al lavoro come sempre, a giocare su spiagge assolate o strade asfaltate.

Tra gli adulti invece, soprattutto quelli che non hanno smesso di giocare e immaginare, qualcuno sceglie mete e stimoli per riflettere, quindi se rientrate in questa ‘minoranza’ e passate per Boston, consiglio di fare un salto alla Panopticon Gallery perché trascorrerà gran parte dell'estate con i piccoli protagonisti di Kids Are People Too.

La collettiva sembra infatti perfetta per riflettere sui bambini che eravamo e gli adulti che (non) siamo diventati, sui bambini alle prese con le maschere di tradizioni adulte e i giovani volti truccati dalla tradizione giapponese Kabuki di Hiroshi Watanabe e le maschere di alter ego, eroi e cattivi nella Halloween in Harlem di Amy Stein.

Kids Are People Too
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Da dolcetto o scherzetto a New York City si arriva fino a Coney Island con Harold Feinstein e ben oltre con Ernest Withers. Tornare all'adolescenza è un gioco da ragazzi con i figli di Suzanne Revy, un po’ più dura per le piccole donne di Aline Smithson e i ragazzini di Shelby Lee Adams.

Altrettanto interessanti i contributi di Abelardo Morell, Jock Sturges, Wynn Bullock, Constantine Manos, Aaron Siskind, Keiko Hiromi, Kirsty O'Keeffe, Wendy Sacks, Ernest C. Withers, Azita Panahpour, tutti in mostra in una delle più antiche gallerie di Boston, fino al 12 luglio 2011.

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