Behind the walls con Paolo Ventura

Behind the walls Paolo Ventura

Le fotografie raccontano tante storie, ma avventurarsi nei mondi paralleli visualizzati da Paolo Ventura, belli e inquietanti come ogni fiaba ispirata dalla realtà, è una tentazione per la memoria che ha bisogno di ricostruire, e per la fantasia che osa spingersi oltre i limiti della memoria.

Ancora emozionata per l’incursione nella Venezia oscura del Ghetto con L’Automa, all’Hasted Kraeutler di New York fino al 18 ottobre, con un certo anticipo sulla prossima mostra, mi concedo quindi una sbirciata Behind the walls e nella scenografia di cartapesta della città invisibile dove Paolo Ventura fa vivere un personaggio vero.

“Behind the walls / Dietro le mura c’è una città. Due fiumi la chiudono da ambo i lati. I due fiumi non hanno ponti per superarli. Nessuno sa come uscire dalla città, i suoi abitanti girano tutto il giorno per non pensarci. A metà pomeriggio la nebbia sale dai due fiumi e tutto viene dimenticato. Io ho abitato in questa città, è il luogo che conosco meglio. Un giorno poi non sono più riuscito a sognarla.”

Un pupazzo trasformato in uomo, una città ‘invisibile’ che evoca Calvino quanto quello che potrebbero edificare le nostre emozioni, premesse affascinanti per un nuovo viaggio, in mostra alla Photographica Fine Art Gallery di Lugano, dal 27 ottobre al 30 dicembre 2011.

Behind the walls Paolo Ventura
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