Intervista a Luciano Usai, un fotografo tra moda, danza e reportage

L'intervista di Clickblog a Luciano Usai, un talentuoso fotografo italiano che si divide tra le foto di moda e danza e il reportage.


Luciano Usai è un fotografo sardo trapiantato a Roma che nella sua carriera ha già avuto parecchie soddisfazioni, ha esposto le sue fotografie nelle gallerie d’arte più importanti sia in Italia e all’Estero, ha fatto dei reportage in vari angoli del mondo e continua a cercare nuovi progetti a cui appassionarsi. Luciano Usai è insegnante di posa e storia di fotografia della moda all'Accademia Internazionale di Alta Moda e Costume "Koefia" di Roma, cura tanti progetti molto diversi tra loro e organizza dei workshop per istruire fotografi e aspiranti reportagisti.

Luciano Usai cambogia

Dopo aver chiesto a Luciano Usai delle informazioni sulla sua mostra “Grand Jeté” a Roma, siamo rimasti in contatto e ho deciso di proporgli un’intervista qui su Clickblog per conoscere meglio questo fotografo che si divide tra arte, moda, ballo e reportage. Un artista poliedrico che ama esplorare i diversi aspetti della fotografia.

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Chi è Luciano Usai e cosa sogna per il suo futuro?
Luciano Usai è un grande sognatore che è riuscito a fare quasi tutto quello che sognava. Le cose sono difficili ma mai impossibili, se sogni 100 e si avvera 20 già è moltissimo se nei 100 c'è tutto senza limiti. per il futuro sogno solo di continuare a fare quello che faccio con un po’ più di serenità, fotografia d'arte, reportage e documentari. Un sogno lo avrei e non credo sia impossibile si tratta solo di avere l'opportunità e il tempo di dedicarsi. Sogno di vedere le mie opere al Moma, al Guggenheim di N.Y. ed altri fantastici musei del mondo, il TATE di Londra in Asia in Cile ecc.

Luciano Usai backstage

Come ti sei avvicinato alla fotografia? Hai frequentato qualche scuola?
Mi sono avvicinato alla fotografia intorno ai 13 anni con una compatta che mi hanno regalato i miei per il compleanno una CONICA POP poi a 14 anni ho frequentato una compagna del liceo, Pilar Granata, e nel fine settimana seguivo saltuariamente il padre fotografo. A 14 anni vedere luci da studio, attrici famose, modelle e cantanti faceva un effetto incredibile ed io pensai che per continuare ad usare luci, flash e macchine professionali avrei dovuto imparare molto e farlo di professione. Negli anni ho sempre continuato a studiare la luce e la tecnica e, quando mi sono iscritto ad architettura, ho capito l'importanza della cultura generale, la curiosità per tutto e soprattutto sentivo che le la storia dell'arte e dell'architettura mi stavano dando una marcia in più, tanto che quando mi chiedono: "Cosa posso fare per migliorare il mio stile nel fotografare?". Io rispondo con il sorriso: "Studia Caravaggio e tutta l'arte con passione, poi studia la gente, la mimica delle persone, la natura ecc". Con gli anni ho seguito molti fotografi ed, al contrario di quello che succede oggi, io non potevo fare foto quando aiutavo. Potevo solo guardare ed impara,re

La tua fotografia è poliedrica e spazia dal reportage alla danza passando per la moda, come ti dividi tra queste tre grandi passioni?
La danza è una vera passione ed io ho fatto 3 anni di danza classica per comprendere meglio ed anticipare con la camera i passi e l'energia che esplode durante un apparente semplice evoluzione. La moda mi piace ed insegno da KOEFIA Accademia Internazionale di Moda e Costume, ho un ottimo rapporto con le allieve ma sento che è sempre più in contrasto con la mia vera grande passione: il reportage sociale. In alcuni casi la moda si sposa benissimo con la ricerca, le tradizioni e le culture dei vari popoli che incontro ... anche se non vedo mai interesse da parte di accademie e riviste di settore italiane per il grande lavoro che svolgo all'estero.

Luciano Usai

Luciano Usai mostra
Luciano Usai a Roma
Luciano Usai FOTO
Luciano Usai
Luciano Usai
Luciano Usai
Luciano Usai
Luciano Usai
Luciano Usai
Luciano Usai
Luciano Usai
Le splendide ballerine di Luciano Usai

Il tuo lavoro “Grand Jeté” ti ha già dato molte soddisfazioni. Come ti sei avvicinato al mondo della danza? Come riesci a trovare sempre nuovi stimoli in un progetto che segui da così tanti anni?

Gran Jetè è stata l'ultima mostra sulla danza svoltasi a Villa Brasini a Roma ... grandi soddisfazioni e contatti con molte istituzioni all'estero ... Gli stimoli sono sempre freschi perchè amo quello che faccio e quando lo faccio non penso al risultato e al mercato, l'Arte deve servire a vivere meglio e, chi ha la possibilità e qualche dote per farla, è responsabile assoluto di impegnarsi nel dare qualcosa di piacevole, emozionante e che possa stimolare altre persone che hanno l'arte dentro, la usano in ogni piccolo gesto quotidiano e non sanno di possederla.

Luciano Usai cambogia

Negli anni hai realizzato molti reportage in ogni parte del mondo, qual è stato il più emozionante? Come scegli i luoghi? Trovi le storie da raccontare sul posto o ti documenti prima a casa e vai con un’idea precisa?
Il mondo è fantastico e più viaggi e più perdi i legami sociali e culturali che inquinano il quotidiano (io ho perso completamente interesse per le auto, moto, orologi ..tutto quello che si fa consciamente o inconsciamente per piacere agli altri e non migliorare se stessi). Il viaggio a cui non rinuncio mai è il sud est Asiatico in particolare la Cambogia dove ho anche insegnato ai bambini di strada orfani, ma ho anche un fortissimo legame per il Cile e l'Argentina .. Il Cile è nel mio cuore nei paesaggi e nella gente che ho incontrato anche li ho fotografato nelle foreste, nei ghiacciai e spettacoli di danza al Teatro Municipal di Santiago, ed insieme ad una persona che stimo molto Eugenio Llona ed altri amici di grande cultura stiamo organizzando una mia esposizione. Mi documento un po’ prima solo per sapere politicamente e non fare errori culturali ma in linea di massima inizio a studiare il posto direttamente quando arrivo, spesso parlare con i vecchi e la gente della strada ti fa capire molte verità, quando intervisto politici ed assessori la direzione è sempre diversa e mascherata da false certezze.

Luciano Usai cambogia

Ogni anno organizzi dei workshop in Cambogia. Cosa ti lega a questa terra?
Nel 2008 sono arrivato ad Hong Kong e da li sono andato in Vietnam e poi Cambogia, ho insegnato fotografia ai bambini che vivono nelle strade e spesso non hanno niente e nessuno .... Fotografia? Si, esattamente con 16 compatte ... una scusa per inserirli in un centro scolastico ma con mia grande sorpresa ho visto completamente cambiare il loro modo di vivere. Quando stavo per partire la ragazzina più grande, 13 anni, a nome di tutti mi ha detto: “Grazie per averci fatto vedere il mondo in cui viviamo con occhi completamente nuovi”. Ho pianto, e da allora organizzo Workshop in quei luoghi per tornare a salutare i bimbi (la bambina adesso è all'università e due bambini fanno i fotografi) e anche per far comprendere alle persone che vengono che per imparare a fotografare bisogna cambiare modo di vedere il mondo e le cose che ci circondano. In Cambogia il paesaggio è incredibile: dai templi nella giungla ai villaggi. Nei workshop, più della metà del viaggio, si svolge in comodi Hotel con piscina per motivi di sicurezza vista anche l'attrezzatura che portiamo.

Luciano Usai cambogia

Chi sono i fotografi che più ti hanno ispirato nella tua carriera?
I fotografi che mi hanno ispirato sono molti, uno in particolare è Ernst Haas, ma devo molto anche ad uno dei miei maestri Arturo Patten e del caro amico Piergiorgio Branzi. Mi piacciono moltissimo la pulizia dell'immagine e la ricerca di Salgado, ma anche la apparente follia che si traduce in immagini di Pellegrin e molti altri.

A cosa stai lavorando adesso? Hai in programma delle mostre e dei progetti di cui ci vuoi parlare?
Adesso sto lavorando a tre mostre: una in Italia, una in Cile… e non dico niente per la terza, a settembre ci saranno tutti i dettagli.


Foto | Luciano Usai

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