Interviste Clickblog: Settimio Benedusi

Settimio Benedusi

Proseguiamo con le Interviste Clickblog. Dopo aver parlato con Oliviero Toscani restiamo sul filone dei fotografi di moda e di pubblicità andando a fare una chiacchierata con un altro nome importante della fotografia italiana: Settimio Benedusi.

Tre aggettivi per descrivere Benedusi?

Curioso, pigro ed iperattivo.

Chi saresti e cosa faresti se nella tua vita non ci fosse la fotografia?

Giornalista o regista: mi piace raccontare storie.



Nella tua biografia attribuisci il tuo successo ad una serie di fortunati eventi: quanto c’è di vero e quanto di misurata modestia?

Se guardi bene le biografie sul mio sito sono due, cambiano quando ci passi sopra con il mouse. Quelle due biografie sono una positiva ed una negativa. Le due cose sono sempre presenti in tutti. Quelle due biografie, una opposta all’altra, sono ambedue vere.

Cosa ti ha spinto a diventare un blogger? Raccontarsi e raccontare è un piacere oppure un dovere?

Sono stato un dei primissimi ad avere un blog, fin dal 2003. Allora non sapevo neanche di stare facendo un “blog”, ho voluto avere solo uno spazio sul mio sito di allora dove raccontare le novità del mio lavoro. Da allora non mi sono mai fermato di aggiornarlo. Mi piace e mi diverte avere, come un adolescente, un mio diario personale.

Oggi tutti hanno una fotocamera. Tutti fanno splendide foto. Tutti hanno fans. Ma allora come valutare chi sa davvero realizzare fotografia di qualità?

Solo una discriminante: che per quelle fotografie qualcuno tiri fuori dei soldi.

Ho provato a valutarmi utilizzando il tuo fotometro. Siccome firmo le mie foto, possiedo una trentina di libri di fotografia, non ho mai venduto una foto a 1.000 Euro ed ho tenuto qualche workshop il mio punteggio è di soli 50 punti su 100. Devo preoccuparmi?

No, non ti devi preoccupare! Il “fotometro” è nato per cercare di dare una “oggettiva” valutazione di chi vuole fare e definirsi fotografo, in un’epoca in cui chiunque ha appena comprato una macchina fotografica ha il sito con scritto PHOTOGRAPHER (parolina che a breve verrà eliminata dal mio, di sito...). Le macchina fotografiche moderne e Photoshop danno l’illusione a chiunque di poter fare belle fotografie, e quindi di definirsi fotografo. Dico spesso adesso è come ci fosse una macchinetta che applicata alla gola rendesse tutti perfettamente intonati, dando quindi l’illusione di essere e definirsi “cantante”: errore pazzesco! Definirsi cantante non è cantare intonati! Definirsi cantante vuole dire tante altre cose, ad esempio conoscere perfettamente la storia della musica. Non sai chi è e non conosci l’opera omnia di Fabrizio De André?!? Semplice, non sei e mai sarai un cantante! La stessa cosa è nella fotografia. Dove però la famosa macchinetta l’hanno inventata! Quello che ho voluto dare è uno strumento, per poter valutare il proprio lavoro. Chi ha superato la mia inevitabile vena polemica e ha guardato la luna invece che il dito penso possa avere avuto un’utile e concreto insegnamento. Poi una persona è liberissima di fotografare cosa vuole e come vuole, se questo la rende felice e serena: ma non si definisca “cantante”...

Il fotoamatore scatta quando vuole, come vuole, a chi vuole. Il fotografo professionista non sempre ha tutta questa libertà. Quanto incidono le esigenze dei clienti nei confronti della libertà creativa del fotografo?

Sono molto più libero io di un fotoamatore! I miei clienti mi danno soldi per fare ciò che mi piace. Non è forse una meravigliosa libertà?

Fotografia di Settimio Benedusi

C’è un’immagine in particolare tra le tante da te realizzate che ti è particolarmente cara e perché?

Una delle primissime fatte (a vent’anni), perché riassume tutto ciò che avrei fatto in seguito. Dentro c’é già tutto: il mare, la femminilità, ... Ma mi piacerebbe anche mostrarti queste altre due: il bianco e nero virato l’ho fatta nel 1980, l’altra quest’anno, nel 2011. sono passati 31 anni: in fondo ho fatto e faccio sempre la stessa immagine. Noi siamo da dove veniamo!

Settimio Benedusi

Settimio Benedusi

Tu dici che scatti quasi sempre con il solo 50mm. Ma è un “amore” nato di recente oppure ha una sua storia?

Ho scattato e scatto con tutti gli obiettivi. Ognuno ha un suo senso ed un suo perché. Il 50mm mi piace perché ha il punto di vista normale, il nostro: e mi piace cercare di fare una fotografia più normale e reale possibile.

Rollei 35 S

Con quale fotocamera hai iniziato a fotografare ed a quale sei rimasto eventualmente più affezionato?

Sono affezionato a quelle che usavo agli inizi: primissima una Rollei 35, poi Pentax K1000 ed infine Canon AE-1. Poi ne ho cambiate mille.

In puro stile Marzullo: qual è la domanda che non ti hanno mai fatto in un’intervista e quale sarebbe la risposta?

La domanda non la so, ma so la risposta: sì!

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