Indagini Clickblog: la censura di Facebook

Censura Facebook

Facebook è uno strumento comodo e divertente. Ci permette di restare in contatto in modo semplice e veloce con parenti, amici e conoscenti. Possiamo chattare, inviare messaggi, condividere immagini e via dicendo. Se poi siamo dei fotografi è lo spazio ideale per farci conoscere e per trovare nuovi collaboratori e magari anche nuovi clienti. Ma su Facebook dobbiamo stare attenti a cosa pubblichiamo. Infatti su Facebook c'è un sistema di censura che potrebbe causarci problemi anche gravi.

La censura è necessaria in quanto Facebook è aperto a tutti, minorenni inclusi. Pertanto contenuti di tipo pornografico ma anche semplicemente con delle nudità visibili devono essere evitati. Se ci imbattiamo in un'immagine che a nostro avviso contiene nudità possiamo semplicemente cliccare sulla voce "Segnala questa foto" e ci verranno proposte alcune opzioni. Potremo infatti indicare se la foto riguarda "Spam o scam", "Nudo o pornografia", "Contenuti grafici violenti", "Discorso o simbolo di odio", "Uso di droghe illegali".

Selezionando una di queste opzioni possiamo segnalare l'immagine a Facebook. A questo punto l'immagine verrà valutata e la stessa immagine potrebbe essere cancellata. In casi particolari tutto l'account potrebbe essere disabilitato. Sia in caso di cancellazione dell'immagine che in caso di disabilitazione dell'account non ci verrà chiesto o comunicato nulla: potremo solo prendere atto di aver potenzialmente perso tutta la nostra "vita virtuale" su Facebook.

L'unica possibilità è quella di provare a contattare Facebook, ma ottenere una risposta non automatica ed in particolare riuscire a recuperare il proprio account con tutto quello che c'è di collegato (fan page, gruppi, messaggi, contenuti) è davvero difficile, come provato sulla propria pelle dal blogger Riccardo Mares. Lui è riuscito ad ottenere la riattivazione dell'account, ma è uno dei pochi fortunati.

Il fotografo padovano di moda e pubblicità Alberto Buzzanca si è trovato in situazioni simili, con l'account bloccato da un giorno all'altro per colpa di immagini segnalate. Trattandosi di un fotografo che si dedica principalmente al glamour le sue immagini ritraggono spesso bellissime donne poco vestite. Però come potete vedere dall'immagine in galleria le sue immagini sono coperte da apposite "toppe" che nascondono le parti intime.

Questa la sua reazione:

Dopo l'ennesima bannatura Facebook, ho deciso che le foto e le notizie che postavo giornalmente sulla piattaforma sociale più conosciuta al mondo, saranno oggi inserite nella mia applicazione, ovviamente senza censure.

Ovvero tanti saluti a Facebook ed alle migliaia di fan ed amici non resta altro che seguirlo sul web oppure tramite un'app per iPhone ed iPad.

Stesso discorso per il fotografo jesino Domenico Margiotta: lui non ha avuto l'account bloccato ma semplicemente una foto cancellata. Guardatela però in galleria. Cosa si vede di nudo? Solo la curva dei fianchi. La curva in alto è il gomito, non il seno. Quindi perché censurarla? Ma soprattutto chi l'ha segnalata?

Infatti il meccanismo della censura viene innescato tramite la segnalazione degli utenti, quindi tutta la situazione viene generata a volte dall'eccessivo bigotteria di certi individui. Vi faccio un paio di esempi lampanti. Già anni fa avevamo discusso della censura di un gesto naturale e sicuramente non pornografico come quello di una madre che allatta al seno il proprio figlio. Recentemente è anche successo che sia stata censurata la famosa copertina dell'album "Nevermind" dei Nirvana.

Ho cercato quindi di provare sulla mia pelle il meccanismo della censura. Ho creato un account Facebook con un falso nome ed ho caricato tre foto a distanza di due settimane una dall'altra. Le tre foto, che potete vedere in galleria, avevano un livello di nudità crescente. La prima mostrava una donna in intimo, la seconda una donna in una posa sensuale, la terza una donna in una posa erotica.

Come avrete visto tutte e tre le foto avevano le nudità coperte o dalla biancheria o da apposite toppe. Ho chiesto a cinque amici di segnalare di volta in volta queste immagini. Né la prima né la seconda sono state censurate. La terza giustamente ha fatto scattare sia la censura che la disabilitazione dell'account. Mi ha lasciato però perplesso il fatto che le prime due immagini non siano state prontamente censurate in seguito alle segnalazioni.

La mia conclusione è che la censura di Facebook è in mano agli utenti e ad un gruppo di amministratori che operano in modo davvero non omogeneo. Mi preoccupa quindi il fatto che banali antipatie o invidie tra utenti possano facilmente sfociare in segnalazioni di immagini senza contenuti vietati. Se poi queste segnalazioni arrivano sullo schermo dell'amministratore sbagliato potremmo subire un'ingiusta censura con tutti i disagi che ne conseguono.

Sarebbe bello che gli amministratori di Facebook facessero chiarezza sulla questione. Magari leggendo questo articolo, che pubblicheremo ovviamente anche su Facebook, qualcuno del team di Mark Zuckerberg vorrà dirci la sua. Da parte nostra saremo più che felici di dare spazio di replica.

Un ringraziamento infine va alla make up artist Celeste Dragotto ed al fotografo Daniele Tedeschi, che mi hanno concesso di pubblicare l'immagine in apertura, dove prendiamo apertamente in giro proprio la censura di Facebook. Ah, quest'immagine non è stata ancora censurata... finora!

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