Fotografia vertiginosa: 5 pratiche e sport estremi

Pratiche e sport estremi inquadrati da fotografie, video e punti di vista, per cinque ambiti di rischio che si spingono dalla parete verticale al grattacielo urbano.

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L'uomo scala vette e scende negli abissi da sempre, sfidando i propri limiti e quelli della natura, allo scopo di esplorare se stesso ed ogni angolo di mondo.

Per parecchi uno stile di vita, estremo ed avvincente, vertiginoso e pericoloso, capace di scalare a mani nude rocce e grattacieli, di gettarsi nel vuoto da altezze supersoniche, inabissarsi in crateri che potrebbero arrivare al centro della terra trasformando in realtà i viaggi di Verne, e rendere estrema anche una passeggiata sino ai confini del mondo.

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Il viaggio di oggi sfiora parecchie di queste pratiche estreme, che qualcuno rende anche sport capaci di mettere in gioco la vita, altri record da superare, insieme al muro del suono ‘in caduta libera’, buttandosi alla velocità di 1173 chilometri all’ora, da un’altitudine di 23 miglia (36,6 km) dal suolo, atterrando sopra la città di Roswell, famosa per gli avvistamenti alieni, perfetta per un uomo che arriva dalla stratosfera come Felix Baumgartner, in missione estrema con Red Bull Stratos (che ne finanzia e sponsorizza parecchie), nel video dal punto di vista di Baumgartner durante il salto.

Felix Baumgartner, uno skydive da record

Un campione del cosiddetto Skydive utilizzato per fare riferimento al paracadutismo sportivo e le discipline più o meno bizzarre e pericolose che ne derivano, dal free style al freefly, dallo sky surf alla canopy piloting ...

La maggior parte, per nostra fortuna, hanno sempre un obiettivo pronto ad immortalare attimi e imprese che sarebbe difficile raccontare a parole, ammesso di restare vivi o credibili per farlo, insieme al piacere di condividere esperienze elettrizzanti, da sbirciare nella gallery e nelle pagine a seguire, che dividono per capitoli 5 delle pratiche più estreme, pericolose e avvincenti da fotografare.


Foto | screenshot

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Scalate verticali delle vette della natura

Tra i virtuosi dell'arrampicata, non mancano i professionisti delle imprese estreme, arrivate di recente anche al cinema con la scalata di David Lama delle pareti del Cerro Torre della Patagonia, anche se basta guardare gli scatti che seguono per avere la percezione del rischio corso dalle varianti del Free climbing, soprattutto se a praticarlo è un 'ragno' velocissimo come Dan Osman (nel video), o del bouldering su massi, nato intorno agli anni settanta con l'arrampicata a mani nude e senza protezione, che solo in alcuni casi assicura di attutire la caduta con i cosiddetti (materassini) crash pad.

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La cosa si fa ancora più eloquente quando la scalata ripida sale parecchio parallela alla corsa a valle delle cascate del Parco nazionale di Yosemites, o nella scalata della Central Howser Tower canadese che concede pause in tenda e campeggi verticali da brivido, condivise dai fotografi che forniscono contributi al National Geographic.

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Esplorazioni urbane pericolose, dal B.A.S.E Jumping allo skywalking

Dal Paracadutismo e il Bungee Jumping si evolve il B.A.S.E Jumping lanciandosi con un solo paracadute (senza quello d'emergenza), da punti fissi che possono essere pareti rocciose, grattacieli, palazzi o monumenti scenografici come la Statua della Libertà a New York o la torre Eiffel di Parigi, che rendono l'impatto con il suolo e il pericolo proporzionato alla distanza del salto nel vuoto. Una pratica vietata in molti paesi, tollerata in altri, meta di eventi per folli di tutto il mondo per il “bridge day” in America o il Kuala Lampur Tawer Jump in Malesia, dal quale arriva questo scatto.

Tuffi urbani nel vuoto, sicuramente elettrizzanti ma non necessariamente più pericolosi della consuetudine di passeggiare e fotografare la città da altezze vertiginose, senza tenere i ‘piedi per terra' o adottare particolari protezioni, declinata nelle pratiche del rooftopping e il blur surfing del fotografo canadese Tom Ryaboi o di Dennis Maitland, come lo skywalking praticato dai giovani obiettivi russi di Vitaly Raskalov (lui però usa una Canon) e Alexander Remnov, o dalla Canon di Marat Dupri e amici.

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Skywalking Russia - Vitaly Raskalov

Rischio analogo per chi pratica free running e parkour, tra i quali si possono confondere il nome e le performance ma difficilmente si coprono lividi ed escoriazioni, quando il salto tra un palazzo si trasforma in caduta nel vuoto urbano.

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Discese nelle viscere della terra

Guidati dall'ambizione di penetrare i misteri della vita e della natura più sotterranei e inesplorati, lungo la rotta ideale tracciata da Jules Verne, fotografi e speleologi come Robbie Shone dell'università di Manchester, a capo di un gruppo di 15 speleologi americani e inglesi, hanno esplorato e fotografato (nel video) anche meraviglie come la maestosa Er Wang Dong (letteralmente "Seconda Caverna Reale"), ovvero la grotta più grande mai scoperta sulla Terra, rinvenuta nella nella provincia cinese di Chongquing, tale da ospitare nei suoi 51 mila metri quadrati sotterranei, fiumi, laghi, caverne e vegetazione, stalagmiti e stalattiti enormi come palazzi, un sistema meteorologico assolutamente indipendente da quello che regola il resto del pianeta, persino le nuvole.

Esperienza analoga vissuta dai diversi esploratori avventuratosi a tappe per anni lungo i 2197 m della grotta più profonda del mondo, la Krubrera o Voronya Cave in Abkhazia (Georgia) superando solo nel 2001 i 2 km di profondità e raggiungendo un nuovo sifone dopo 27 giorni di esplorazione nell’agosto del 2012, per questo viaggio al centro della terra che ne richiede almeno 14, mentre il video a seguire, realizzato con una telecamera Go Pro, documenta l'arrivo al sifone terminale “Two Captains”, e il limite esplorato sino ad ora, dove è stato trovato un invertebrato del genere Zenkevitchia Birstein, che potrebbe costituire una nuova specie.
Il video è stato !

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Chiamali se vuoi ... sport estremi

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Per finire, chiudo questa lista di 5 macro aree di rischio 'sicuro' ad effetto spettacolare, che non nutre l'ambizione di essere esaustiva, con tutte quelle pratiche folli e originali che qualcuno chiama sport, estremi anche nei termini, dallo slacklining che evolve ed estremizza il funambolismo, al polar bear plunge (letteralmente “tuffo dell’orso polare”) che si getta nelle acque fredde o semighiacciate di mare, oceano, laghi o fiumi.

Il Rafting non deve di certo bastare a chi si butta con il kayak dalle cascate o ci scivola sulla neve con lo snow kayaking, così come il sulf vola con il Kitesurfing e si scotta sulle dune di sabbia con il Sandboarding, mentre per chi non si accontenta dei rischi che offre una pista da sci, c'è sempre la gamma imprevedibile offerta da quelli fuori pista, anche la scalata è molto più avvincente quando l'assideramento di aggiunge al rischio.

Dal Freestyle del Motocross allo sci dall’elicottero dell'Heliskiing, sino a chi si diverte a rotolare giù da una collina con lo Zorbing, per chi è già sopravvissuto a immersioni in grotte e apnea c'è anche il Rugby subacqueo, che forse riesce almeno ad attutisce il peso delle cariche di quello vero, ma la lista è ancora lunga e la lascio alla vostra fantasia.

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