Nei territori dello spirito di Kenro Izu

Viaggio nella dimensione contemplativa di afflati silenziosi, momenti eterei ed emozioni vibranti, nei Territori dello spirito colti dall'approccio analogico e l'antica tecnica di stampa di Kenro Izu.

In un'epoca che vende culti per corrispondenza, miracoli per gli stolti, pacchetti turistici per i pellegrinaggi e merchandising delle divinità, la ricerca di sacralità, legata allo sforzo compiuto dall'uomo per costruire un mondo che abbia senso e significato, rischia di diventare una missione essenziale per ricongiungersi con l'intangibile che da spessore al percepibile.

Una dimensione contemplativa di afflati silenziosi, momenti eterei ed emozioni vibranti, come quella colta dall'obiettivo senza tempo di Kenro Izu, nel mondo antico e dimenticato di luoghi mistici ed estasi divine, dalle piramidi di Giza ai monoliti di Stonehenge, dall'aria rarefatta dell'Himalaya a quella desertica della Siria.

Kenro Izu, Chidambaram #723, India, 2012, dalla serie “India Where Prayer Echoes”, stampa al platino, 35,5x51 cm, courtesy l’autore

Una visione da contemplare lungo un percorso di oltre sessanta opere, in gran parte platinotipie stampate dall’autore, al centro della personale curata da Filippo Maggia, inaugurata il 12 settembre negli spazi del Foro Boario di Modena.

La ricerca di una vita intenta a cogliere il fascino e il mistero delle monolitiche statue dei Moai sull'Isola di Pasqua (nota anche come Rapa Nui), immersa nell'Oceano Pacifico a largo delle coste del Cile, quanto la vertiginosa vista panoramica del monastero Taksang ( la tana della Tigre) arroccato tra le nuvole del Buthan himalayano, o quella luminosa del Mt. Meru in Indonesia.

Kenro Izu, Taksan #131, Bhutan, 2003, dalla serie “Bhutan Sacred Within”, stampa al platino, 51x107 cm , courtesy l’autore

"Mt. Kailash is a holy site for four different major religions: Tibetan Buddhism, Jainism, Bon and Hinduism. A steady stream of pilgrims from India, Tibet, Nepal and other countries come to pay homage to the mountain, following a route that takes them to altitudes in excess of 5,000 meters. We camped out for two days at a spot where the north face of Mt. Kailash can be seen beyond numerous piles of "Mani stones" that have been placed there by the pilgrims. The snow that fell the night before had covered the "Mani stones" as well as Mt. Kailash. As the first rays of the sun touched the 6,656-meter peak, the fresh snow was blown in a gust of wind, and wrapping the sacred mountain in a white veil. It was an encounter with the "atmosphere" of the place, an atmosphere quite appropriate for such a holy place. After the first exposure, I changed lenses and made another. A few minutes later, the sunlight had reached the lower mountains and the "atmosphere" of disappeared."

Kenro Izu, Kailash #75, Tibet, 2000, dalla serie “Sacred Places”, stampa ai pigmenti 72x102 cm, courtesy l’autore

Un pellegrinaggio che si spinge fino ai 5.000 metri di altitudine del monte Kailash sacro dall'Induismo al Buddhismo tibetano, il Giainismo e Bon, aspettando l'alba per sfiorare il mistero che avvolge le guglie e le espressioni sorridenti del Tempio cambogiano del Bayon (nel sito archeologico di Angkor), le rovine avviluppate da gli abbracci secolari della vegetazione e alberi con radici profonde.

Kenro Izu, Kanchipuram #638, India, 2012, dalla “India Where Prayer Echoes”, stampa ai pigmenti, 72x102 cm, courtesy l’autore

La ricerca di una vita, contemplativa anche nella tecnica fotografica ancorata all'analogico, realizzata con un banco ottico per negativi 14x20 pollici (35x50 cm) del peso di circa 90 kg, costruito per rispondere alle esigenze del fotografo e del viaggiatore, insieme a quella dell'antica stampa al platino-palladio usata da Paul Strand, Alfred Stieglitz e Irving Penn, che richiede un tempo di lavorazione di circa tre giorni per dare ad ogni stampa l'ampia gamma di sfumature tonali e l'intensita? espressiva, arricchita dalla bellezza dello ombre della tecnica di Cyanotype sviluppata nel 2002.

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La visione personale del fotografo giapponese, nato a Osaka nel 1949, cresciuto nei dintorni di Hiroshima, a New York dal 1970, che continua a girare il mondo dedicando attenzione e passione, alla fotografia di monumenti, corpi e fiori, quanto a iniziative umanitarie per le giovani vittime delle mine anticarro della Cambogia.

Kenro Izu: Still Life carnosi e vegetali a Milano

"Spesso mi domandano perche? fotografo monumenti. E? cio? che piu? si avvicina a qualcosa capace di durare in eterno. Ma se si guarda bene c’e? una sottile linea di confine tra la pietra e la sabbia circostante. Nemmeno la pietra e? eterna, come ci insegna il buddismo tutto e? transitorio. La nostra vita, quella di un fiore, perfino quella di un albero o di una pietra non sono altro che un momento nell’eternita?".

Una visione da contemplare lungo un percorso di oltre sessanta opere, in gran parte platinotipie stampate dall’autore, al centro della personale curata da Filippo Maggia, inaugurata il 12 settembre negli spazi del Foro Boario di Modena.

Kenro Izu, Borobdur #15, Indonesia, 1996, dalla serie “Sacred Places”, stampa ai pigmenti, 72x102 cm, courtesy l’autore

Territori dello spirito che in autunno rinnovano lo sguardo di Fondazione Fotografia volto a prospettive storiche e contemporanee, insieme all'Arcipelago del mondo antico di Mimmo Jodice, e la collettiva sulla fotografia storica andina.

Un viaggio nei luoghi dell’antichita? avvolti nel mito, riflessi nelle rovine di Machu Picchu, i volti e le architetture della classicita? greco-romana, le piramidi egizie o i monoliti di Stonehenge, per tre mostre ospitate negli spazi del Foro Boario di Modena, dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015.

Tre percorsi promossi da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di UniCredit, accompagnati da altrettante pubblicazioni edite da Skira, inserite nel programma del Festivalfilosofia 2014 dedicato alla Gloria, a Modena, Carpi e Sassuolo, dal 12 al 14 settembre 2014.

Ansel Adams Nature is My Kingdom nella piccola grande Modena


Foto | Kenro Izu -Territori dello spirito Courtesy Fondazione Fotografia Modena

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