Foto del sinistro cimitero delle macchine inghiottito dalla foresta di Châtillon

Andando alla scoperta dei misteri che avviluppano da più di 70 anni il cimitero delle macchine abbandonate nella foresta vicina a Châtillon.

Il ciclo universale di nascita e morte ha riempito il nostro pianeta di cimiteri, senza lesinare casi singolari e curiosi, come il Neptune Memorial Reef di Miami, sommerso insieme ai resti mortali dei defunti per realizzare la più grande barriera corallina artificiale del mondo, il Cimitero Allegro rumeno di Sapanta con epitaffi umoristici sulle lapidi.

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Percorrendo la Strada Statale 82 tra Arlon e Virton, nella lussureggiante regione belga della Vallonia, molti curiosi, appassionati di Urban Exploration e fotografi, per anni sono andati a caccia del cimitero fantasma rimasto per un settantennio nella foresta vicino al piccolo e antico borgo di Châtillon (Tchekion in Gaume).

Le origini leggendarie del Châtillon Car Graveyard risalgono sino ai soldati americani di stanza nel sud del Belgio durante la Seconda Guerra Mondiale, che al momento di rimpatriare avrebbero nascosto le auto nella folta vegetazione per occultarle e recuperarle successivamente, senza mai farlo per colpa dei costi di recupero troppo onerosi.

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Un'ipotesi avvalorata dalle origini del borgo belga, usato durante entrambe le grandi guerre come base per le operazioni post-belliche. Una sorta di “leggende metropolitana” decisamente più suggestiva di quella che lo classifica come uno dei quattro cimiteri di auto da demolire della zona che per oltre 70 anni ha accumulato veicoli, spogliati con il tempo di ogni cosa da predoni di autoricambi d'epoca e collezionisti, prima si essere in gran parte rimossi.

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Indipendentemente dalla sua origine, a rendere il sito intrigante e ambito per i fotografi che hanno realizzato gli scatti che state guardando, sono le carcasse ricoperte di ruggine, muschio e detriti, insieme al profumo di storie e memorie, ormai fuse con la natura misteriosa e ancestrale che le ha 'custodite' per tanti anni.

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Un suggestivo ingorgo di auto perse nella foresta belga, trasformato in un set ideale per visioni post apocalittiche, inquadrate da diversi punti di vista, che potete sbirciare qui, osservare con Google Maps, sul Behance di Stefaan Beernaert aka Foantje, nei profili social e Flickr della fotografa Rosanne de Lange, e nelle prossime fotografie scattate con una Nikon D300 da Matthias Weinberger.

Civil War – Matthias Weinberger

E ancora in quelli di Marcel Wiegerinck, scattati con Nikon D300 da Theo van Vliet aka Angle-of-Attack, con DSLR-A900 da Luc (www.noplaceto.be), con Nikon D80 da Luc Van Hoecke, o con una Sony DSLR-A350 da Uwe Mayeri aka Intermayer, e in tutti quelli raccolti dal gruppo facebook.

I'm still up for a fight - Uwe Mayer intermayer

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