Gaza in fiamme: le foto di un genocidio annunciato dalle prove di guerra in Terra Santa

Gaza è di nuovo in fiamme sotto gli occhi impotenti del mondo, e gli obiettivi dei reporter che fotografano il genocidio annunciato dalle prove di una guerra imminente in Terra Santa.

Gaza brucia! Sotto gli occhi impotenti (e quelli interessati) del mondo e gli obiettivi dei reporter, che stanno cercando di documentare l'ennesima fase di crisi del conflitto interminabile tra il popolo israeliano e quello palestinese.

La visione tenebrosa degli esiti più sanguinosi che riescono a toccare gli scontri politico-militari in Terra Santa, mossi da ambizioni territoriali che arrivano dal crollo dell'Impero ottomano, la nascita del movimento sionista e del modernoStato di Israele in un territorio di valore strategico (sia economico sia militare), rivendicato dal movimento panarabo.

Una storia di interessi difesi con guerre e fiumi di sangue che in queste ore torna ad alzare la tensione tra il governo di Israele e Hamas, con bombardamenti a Gaza che contano già 52 morti palestinesi, compresi 8 bambini, donne e anziani civili, con oltre 450 feriti dall’inizio di questo ennesimo scontro, mentre centinaia di razzi segnano i cieli di Israele.

All'ultimatum di Israele ad Hamas, è seguita la terza notte di razzi M 75 di Hamas lanciati su obiettivi sensibili come la città di Dimona, vicina alla centrale nucleare, mancata solo grazie alle intercettazioni del sistema israeliano Iron Dome di difesa antimissile, mentre altri sono finiti nel deserto di Neghev.

Tra le macerie di palazzi e vite distrutte, i media israeliani contano tra le vittime anche un giornalista palestinese, rimasto ucciso durante un raid israeliano nel centro di Gaza, durante il quale sono rimaste ferite anche le tre persone che erano con lui in auto.

Israele, bruciato vivo il ragazzo ucciso a Gerusalemme

L'autopsia di Mohammad Abu Khdeir, il ragazzo palestinese di 16 anni rapito e ucciso nei giorni scorsi a Gerusalemme lo ha dichiarato bruciato vivo nel suo esito raccapricciante, anche se le autorità israeliane si concedono di chiarire le circostanze della morte.

La tv satellitare Al Arabiya riporta che l'Egitto ha aperto il valico di Rafah con la Striscia di Gaza, per consentire ai palestinesi feriti nei raid israeliani di entrare nel Paese per essere curati, insieme all'invito a resistere indirizzato ai Palestinesi del leader di Hamas Khaled Mashaal, esiliato in Egitto, apparso anche in televisione per appellarsi alla comunità internazionale, accusando Netanyahu di aver voluto questo scontro.

Gaza, l'Egitto ha aperto il valico di Rafah

Il governo di unità palestinese (che conta siua al-Fatah che Hamas) ha annunciato di essere "in riunione permanente per seguire le ripercussioni dell'offensiva israeliana" sulla Striscia

«Sappiamo che Israele non sta difendendo se stesso, ma i suoi insediamenti.Ci stiamo muovendo in diverse direzioni per fermare l'aggressione israeliana e lo spargimento di sangue dei palestinesi, siamo in contatto con il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e con il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon».

Dal Cairo arrivano parole di sostegno, insieme alla chiara intenzione del nuovo leader egiziano di vedere Hamas in ginocchio, come sembra esserlo quella di Netanyahu di costringere Abbas a seppellire per sempre l’idea di riconciliazione palestinese e il governo di unità nazionale.

Mentre il mondo guarda, e la protesta sfila anche per le strade di New York, iggi si riunisce d’urgenza anche il Consiglio di sicurezza dell’Onu, mentre per ragioni di sicurezza radio e televisioni mostrano le immagini di Gaza in fiamme senza poter indicare esattamente dove arrivano i colpi sparati da Gaza.

«Un cratere, detriti fumanti e le urla di chi è ferito, prigioniero fra le macerie. In questo posto, nel rione Sajaya di Gaza, poco prima sorgeva un edificio di due piani. Ma adesso che l'aereo F-16 israeliano ha sganciato la sua bomba da una tonnellata questo tratto di strada non è più lo stesso, ha un aspetto lunare» - Sami al-Ajrami, giornalista dell’agenzia italiana Ansa

Una crisi vicina all'attacco di terra, mentre l'esercito israeliano da disposizione ai carri armati di posizionarsi lungo il confine con la Striscia, e il governo fa pressione al premier Netanyahu per sferrare l'offensiva.

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